Israele ospite alla Fiera del libro fa litigare i partiti comunisti

13.01.2008 Israele alla Fiera del Libro
Terza puntata

Testata: Corriere della Sera
Data: 13 gennaio 2008
Pagina: 39
Autore: Dino Messina
Titolo: «Israele ospite alla Fiera del libro fa litigare i partiti comunisti»

Terza puntata su “Israele alla Fiera del Libro”, dal CORRIERE della SERA di oggi, 13/01/2008 a pag.39, dal titolo:
Israele ospite alla Fiera del libro fa litigare i partiti comunisti

Non paghi dell’uscita di un loro esponente torinese, Vincenzo Chieppa, i Comunisti italiani alzano il tiro e propongono ad altre frange della sinistra estrema iniziative per contestare la Fiera del libro di Torino, «colpevole» quest’anno di avere quale Paese ospite Israele, nel sessantesimo della fondazione, a maggio, e di non aver invitato contestualmente lo Stato palestinese. Così ieri sul quotidiano di Rifondazione, «Liberazione», abbiamo assistito a un’ennesima spaccatura della sinistra. In prima pagina Stefania Podda che ragionevolmente argomentava: no al boicottaggio della Fiera, di questo passo dovremmo smettere di leggere anche la letteratura americana. E poi così «si rischia di alimentare l’antisemitismo ». In ultima pagina, nello spazio delle lettere, compariva invece l’appello di Maurizio Musolino, direttore della «Rinascita», il settimanale dei Comunisti italiani, che così si esprimeva: «Scelta vergognosa. Eppure non sorprende. Sappiamo che non sarà la sola iniziativa che dalla prossima primavera proporrà la nascita dello Stato di Israele come momento centrale di dibattiti e iniziative culturali. Siamo pronti ad un vero e proprio bombardamento mediatico.

Mentre altri bombardamenti, quelli con le armi, purtroppo li fanno in loco… nessuno racconterà dei milioni di palestinesi sradicati dalle loro case…». L’esponente del Pdci lancia poi un appello a «Liberazione», «il manifesto», «Left», «Aprileonline», «Radiocittàaperta » e «Radiopopolare» per organizzare «nei giorni della Fiera una grande iniziativa a Torino in grado di mettere al centro quegli aspetti che la kermesse degli editori vorrebbe celare, dimenticare ».
Stefania Podda condanna invece il boicottaggio culturale: «Una risposta sbagliata e pericolosa che porta all’isolamento». Una posizione in cui non si considera che la buona letteratura, come è quella israeliana, rispecchia le diverse pulsioni e anime della società: Grossman, Yehoshua, Oz e il più giovane Keret, tutti invitati a Torino, «con diverse sfumature sono la coscienza critica di Israele ».

La risposta della Podda è piaciuta al direttore della Fiera del libro, Ernesto Ferrero, che aggiunge: «Sarebbe un bel paradosso arrivare a boicottare o addirittura impedire di parlare agli scrittori che si sono sempre distinti per essere uomini del dialogo, come Grossman, Oz e Yehoshua: capisco che al fondamentalismo anche nostrano non ci sia limite, ma soltanto i nazisti avevano mostrato un tale rispetto (e una tale paura) dei libri. Comunque, ancor prima dell’appello di Musolino avevamo fatto partire una serie di inviti a personaggi significativi della cultura palestinese: Liana Badr, Elia Sandbar, Mahamoud Darwish, Ibrahim Nasrallah, Sahar Khalifah, Farouk Mardam Bey. Rassicuriamo tutti: come sempre, in Fiera, ci sarà una pluralità di voci».

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