Gaza: Israele invita i civili ad allontanarsi da un edificio perchè verrà presto bombardato, mentre Hamas…..invita i bambini ad entrare in quello stesso palazzo!!!

Gaza: Israele invita i civili ad allontanarsi da un edificio perchè verrà presto bombardato, mentre Hamas…..invita i bambini ad entrare in quello stesso palazzo!!!

Cliccate qui per vedere il video…sembra incredibile ma è tutto vero!

Le scritte in inglese in sovrimpressione sono la traduzione dei titoli in arabo che scorrono alla base dello schermo (nonostante l’avvertimento di Israele per via telefonica, ai civili residenti nei pressi di un obiettivo militare, per limitare le perdite civili – pur rischiando così di vanificare il risultato – Hamas deliberatamente chiama bambini e civili proprio in quell’edificio)

(Fonte: Tv libera palestinese)

Gli infortuni dell’Onu

PREGIUDIZI CONTRO ISRAELE

Gli infortuni dell’Onu

unvsisrael

di Angelo Panebianco

C’è una differenza fra la guerra del Libano del 2006 e l’attuale conflitto a Gaza. Questa volta, sono molti di più i governi disposti a riconoscere le ragioni di Tel Aviv. Per conseguenza, anche l’opinione pubblica internazionale, e occidentale in particolare, non si è compattamente e pregiudizialmente schierata contro Israele. I regimi arabi moderati, che temono più di ogni altra cosa le aspirazioni egemoniche dell’Iran (alleato e protettore di Hamas) mantengono, nonostante l’opposizione delle piazze, un atteggiamento prudente. La fazione palestinese moderata di Abu Mazen (sanguinosamente cacciata da Gaza, nel 2007, dai miliziani di Hamas) considera Hamas l’unica responsabile dell’attacco israeliano. Anche in Europa il vento è in parte cambiato.

I governi tedesco, italiano e dei Paesi dell’Europa orientale hanno preso chiare posizioni a favore del diritto di Israele a difendersi dai missili di Hamas. E i l Presidente Sarkozy, nonostante la tradizione francese (poco sensibile alle ragioni di Israele), sarà obbligato, nel suo prossimo tentativo di mediazione, a tenerne conto. Comincia a farsi strada la consapevolezza che fra le molte asimmetrie del conflitto c’è anche quella rappresentata dal diverso valore attribuito dai contendenti alla vita umana. Per gli uomini di Hamas, come per Hezbollah in Libano, la vita (anche quella degli appartenenti al proprio popolo) vale talmente poco che essi non hanno alcun problema a usare i civili, compresi i bambini e le donne, come scudi umani. Per gli israeliani, le cose stanno differentemente. Cercano di limitare il più possibile le ingiurie alla popolazione civile anche se, naturalmente, la natura del conflitto esclude che essa non sia coinvolta. L’attacco dell’esercito, appena iniziato, volto a bloccare definitivamente Hamas, è stato a lungo ritardato. Tra le ragioni del ritardo c’era anche il timore per l’alto costo in vite di civili che l’attacco potrebbe comportare.

Insomma, di fronte alla complessità del problema e alla diffusa consapevolezza che non si può negare a uno Stato il diritto di difendersi da un’organizzazione di fanatici votati alla distruzione di quello stesso Stato, c’è questa volta, in giro, meno voglia di dare addosso pregiudizialmente a Israele. Ma con un’eccezione di assoluto rilievo: le Nazioni Unite. Richard Falk, «relatore speciale sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi», rappresentante dell’Human Rights Council (Consiglio per i diritti umani) delle Nazioni Unite, sta usando la sua carica, e la sponsorizzazione dell’Onu, per fare propaganda pro-Hamas e antisraeliana. Le sue tesi «sull’aggressione israeliana » a Gaza sono esattamente le stesse di Hamas. Il caso di Richard Falk è interessante perché ci aiuta a capire come vengano trattati i «diritti umani» alle Nazioni Unite. Ebreo americano, già professore di diritto internazionale a Princeton, Falk è quello che in America si definisce un radical. E dei più accesi. Fra le sue molte imprese si possono ricordare il suo giudizio entusiasta sull’Iran di Khomeini (un «modello per i Paesi in via di sviluppo», lo definì arditamente nel 1979) e i suoi dubbi, alla Michael Moore, sulla «verità ufficiale» americana sull’11 settembre. Nel 2007 paragonò la politica israeliana verso i palestinesi a quella della Germania nazista nei confronti degli ebrei. È persona non grata in Israele.

La nomina di Falk (con il voto contrario degli Stati Uniti), nel marzo 2008, a rappresentante per i territori palestinesi del Consiglio per i diritti umani, un organismo dominato da Paesi islamici e africani, ebbe un solo scopo: quello di predisporre un corpo contundente da usare contro Israele. È un altro clamoroso infortunio dell’Onu. Dopo quello che, alcuni anni fa, portò la Libia, nella generale incredulità, alla presidenza della Commissione per i diritti umani (poi abolita). Se l’Onu si occupasse seriamente di diritti umani dovrebbe mettere sotto accusa un bel po’ dei propri Stati membri, ossia tutti gli Stati autoritari o totalitari (dalla Cina a quasi tutti i regimi del mondo musulmano). Ma non può farlo. In compenso, i diritti umani vengono spesso usati come proiettili per colpire le democrazie occidentali e Israele. Anche se creare una «Lega delle democrazie» è risultato fino ad oggi impossibile, un maggiore coordinamento fra i Paesi democratici in sede di Nazioni Unite sarebbe quanto meno auspicabile. Al fine di imporre a certi suoi organismi comportamenti più decorosi. Nonostante il credito di cui l’Onu continua a godere, è un fatto che, nelle crisi internazionali, sanno spesso muoversi con maggiore credibilità, pur con le loro magagne e imperfezioni, i governi delle democrazie. Per lo meno, devono rispondere del proprio agire alle loro opinioni pubbliche e hanno comunque (non c’è Guantanamo che tenga) carte più in regola degli altri anche in materia di diritti umani.

(Fonte: Corriere della Sera, 4 Gennaio 2009 )

Gaza: razzo Hamas uccide due bambine palestinesi

M.O./ Gaza, razzo militanti uccide due bambine palestinesi

hamas

Cugine, avevano 5 e 12 anni: ordigno doveva raggiungere Israele

Gaza City, 26 dic. (Ap) – Due bambine palestinesi sono state uccise da un razzo sparato dai militanti palestinesi che ha mancato il suo bersaglio in Israele e ha colpito invece la loro abitazione nel nord di Gaza.

Un attacco che arriva in concomitanza con i segnali contrastanti provenienti dallo stato ebraico sui piani sulla Striscia. I responsabili della Difesa israeliani hanno riferito che i politici hanno approvato un’incursione di larga scala nel territorio. Allo stesso tempo Israele è sembrato aperto alle pressioni internazionali contro un’invasione, aprendo il confine con Gaza per consentire le consegne di aiuti umanitari.

Nessuna delle fazioni militanti di Gaza ha rivendicato la responsabilità per l’attacco mortale contro la casa di Beit Lahiya. Un responsabile del ministero della Sanità locale, il dottor Moiaya Hassanain, ha identificato le due vittime come Hanin Abu Khoussa di 5 anni e sua cugina Sabah Abu Khoussa di 12. Altri tre giovani sono rimasti feriti, ha aggiunto Hassanain.

Si tratta delle prime vittime civili inavvertitamente uccise dai militanti da quando la loro tregua con Israele è iniziata a naufragare, sei settimane fa. (ma quale tregua! Hamas ha continuato imperterrita a lanciare razzi Qassam negli ultimi mesi!!!)

Gli scudi umani: la tattica preferita del terrorismo palestinese

Gli scudi umani: la tattica preferita del terrorismo palestinese

scudi-umani

Gaza, 23/12/2008 – Secondo responsabili della difesa israeliana, la maggior parte dei missili Qassam sparati dai palestinesi in questi ultimi giorni è stata lanciata da settori della striscia di Gaza a densità di popolazione molto elevata, alcuni anche da ospedali o scuole, il che rende estremamente più difficile per Israele attaccare le rampe di lancio.

(Fonte: Israele.net)

Gaza: esplosione nella casa di un militante di Hamas – 1 morto e 16 feriti

M.O.: MUORE IN ESPLOSIONE MILITANTE DI HAMAS A GAZA, 16 FERITI

Gaza, 31 mag. (Adnkronos/Xin) – Un militante di Hamas e’ rimasto ucciso e altre 16 persone ferite per l’esplosione avvenuta questa mattina in una casa nel centro della citta’ di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche e testimoni, precisando che due dei feriti sono in gravi condizioni.

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Gaza: ancora lanciarazzi nelle scuole

Gaza: ancora lanciarazzi nelle scuole

23/05/2008 Forze di Difesa israeliane hanno scoperto giovedì una cassa di lanciarazzi e razzo anticarro nascosta nel cortile di una scuola nel quartiere Sajaiyeh della città di Gaza.

(Fonte: Israele.net)

IDF)

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Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Beit Hanoun: fu l’esplosivo dei terroristi a uccidere la famiglia palestinese

Beit Hanoun: fu l’esplosivo dei terroristi a uccidere la famiglia palestinese

L’abitazione della famiglia palestinese Abu Meatak, di Beit Hanoun, non è stata colpita dalle forze israeliane. L’esplosione che lunedì scorso ha ucciso la madre palestinese e i suoi quattro figli non è stata causata dai colpi delle forze aeree israeliane, diretti in modo preciso contro terroristi che operavano pesantemente armati in mezzo ai civili palestinesi, bensì dalla detonazione degli esplosivi che i terroristi trasportavano in una zona densamente abitata. È quanto risulta dai risultati dell’inchiesta israeliana, diffusi venerdì insieme a un filmato ripreso da un velivolo teleguidato, che conferma la ricostruzione dell’incidente.

Secondo i risultati dell’inchiesta, quella mattina vennero individuati quattro terroristi in possesso di armi e zaini pieni di munizioni di vario genere. I colpi sparati dalle forze aeree israeliane furono mirati esclusivamente ai terroristi, che vennero colpiti in modo preciso. Ne seguì un’esplosione “secondaria”, decisamente più grande della prima e incompatibile col tipo di munizioni usate dal velivolo israeliano, evidentemente causata degli esplosivi trasportati dai terroristi. Fu l’esplosione “secondaria” che investì, direttamente o indirettamente, l’abitazione della famiglia Abu Meatak.

Tutti i dati dell’inchiesta portano dunque ad escludere che le cinque vittime civili palestinesi siano state colpite dalle Forze di Difesa israeliane, nemmeno per sbaglio. Esclusa anche la possibilità che siano state colpite da altro fuoco israeliano, giacché si è accertato che in quel momento in tutta la zona non erano in corso altre operazioni israeliane.

Le Forze di Difesa israeliane ribadiscono il proprio rincrescimento per il fatto che civili innocenti siano rimasti uccisi in un’operazione anti-terrorismo, peraltro chirurgicamente mirata, e sottolineano la responsabilità di Hamas che opera deliberatamente in zone abitate, facendosi scudo dei civili palestinesi.

La ricostruzione filmata

Verso le 8 del mattino del 28 aprile 2008 viene individuata una cellula di almeno 4 terroristi che aprono il fuoco verso soldati della Brigata Givati in azione nella zona di Beit Hanoun (striscia di Gaza). Gli ufficiali israeliani nella sala comando tallonano la cellula, confermano che si tratta di terroristi armati di esplosivi (probabilmente anche razzi anti-carro o parti di missili Qassam) e cercano di stabilire dove potrebbero essere attaccati dalle forze aeree.

I membri della cellula vengono individuati mentre si muovono a circa 400 metri dai soldati. Alle 8.13 un mezzo aereo fa fuoco con munizioni di ridotto potenziale contro due terroristi della cellula: uno viene ucciso, l’altro resta leggermente ferito. Le forze israeliane continuano a tallonare il terrorista ferito e circa un minuto più tardi il mezzo aereo fa fuoco una seconda volta, colpendolo in modo preciso.

Le immagini del filmato mostrano come alcuni civili che si trovano a diversi metri dal terrorista non subiscano alcun danno, dal momento che il colpo è preciso e di potenziale limitato. Il luogo scelto dalle forze israeliane per attaccare il secondo terrorista si trova nelle vicinanze di una vigna nella quale non si riesce a distinguere la presenza di eventuali civili, a circa 3 metri dal cancello d’ingresso dell’abitazione della famiglia Abu Meatak.

Secondo la valutazione degli esperti, la ripetuta detonazione delle armi e degli esplosivi trasportati dai terroristi è quella che ha investito la famiglia palestinese, che si trovava in quel momento all’aperto nella vigna, e che forse viene anche investita dal cancello e altri detriti fatti volare dall’esplosione “secondaria”. Va tenuto presente che di fatto si è avuta una rapida serie di sotto-esplosioni a catena, causate dalla detonazione delle armi trasportate dai terroristi, tutte significativamente più grandi delle esplosioni causate dai colpi mirati israeliani.

Il filmato mostra distintamente i quattro terroristi che si muovono con armi ed esplosivi a ridosso delle case civili, compresa quella della famiglia Abu Meatak. “Come al solito – ha sottolineato la portavoce militare Avital Leibovitz – i terroristi stavano ingaggiando battaglia nel mezzo di un quartiere abitato da civili”.

(Da: Ha’aretz, Jerusalem Post, YnetNews, MFA, 2.05.08 )

Il filmato è accessibile su:

Jerusalem Post

Ynetnews

Haaretz

Youtube

Si veda anche:

Uccisa dall’esplosivo dei terroristi la famiglia palestinese

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

Israele.net

A volte una immagine vale più di mille parole….

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

Sarebbe stata la deflagrazione dell’esplosivo portato dai terroristi centrati dai tiri dei militari israeliani a causare la morte della madre palestinese e dei suoi quattro bambini. È quanto emerge da una prima inchiesta condotta dalle Forze di Difesa israeliane sulle circostanze esatte del tragico incidente occorso lunedì a Beit Hanun, nella parte nord della striscia di Gaza.

Secondo i primi risultati dell’indagine, due terroristi palestinesi sono stati individuati nei pressi alla casa dove si trovava la famiglia Abu Meatak. A quel punto forze aeree israeliane sparavano e colpivano i due terroristi, che però stavano trasportando ordigni esplosivi i quali di conseguenza sono esplosi provocando una seconda deflagrazione che investiva l’edificio e provocava la strage della famiglia.

Una portavoce militare israeliana ha riferito che lunedì i terroristi avevano ripetutamente aperto il fuoco contro i soldati a partire da zone abitate, dalle quali spesso vengono lanciati missili Qassam verso Israele. “Si tratta dell’ennesimo caso di uso dei civili come scudi umani da parte dei terroristi”, ha aggiunto la portavoce.

La Jihad Islamica palestinese ha riconosciuto lunedì che due suoi uomini sono stati uccisi a poca distanza dall’abitazione della famiglia colpita.

“La responsabilità del tragico incidente ricade interamente sulle spalle di Hamas, che opera deliberatamente dall’interno di zone popolate da civili portandovi anche grandi quantità di esplosivi”, hanno affermato lunedì fonti delle Forze di Difesa israeliane.

In precedenza anche il ministro della difesa Ehud Barak aveva attaccato Hamas, dicendo che il gruppo jihadista palestinese è responsabile di tutti gli attacchi che provengono dalla striscia di Gaza, che è sotto il suo controllo, e degli effetti delle risposte a cui sono costrette le Forze di Difesa israeliane, comprese le vittime civili involontariamente colpite lunedì. “Le Forze di Difesa israeliane – aveva detto Barak – agiscono e continueranno ad agire contro i terroristi Hamas all’interno della striscia di Gaza”.

(Da: Jerusalem Post, YnetNews, Ha’aretez, 28.04.08)

Nella foto in alto: Terroristi mescolati a civili palestinesi aprono il fuoco verso i soldati israeliani

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

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