Hamas pone tre condizioni per il rilascio di Gilad Shalit

M.O./ Hamas pone tre condizioni per il rilascio di Gilad Shalit

Israele ha presentato una sua lista di prigionieri da liberare

Roma, 19 set. (Apcom) – Il gruppo estremista palestinese Hamas ha posto tre condizioni a Israele per la ripresa delle trattative per il rilascio del soldato israeliano Gilad Shalit, ostaggio dei miliziani palestinesi dal giugno 2006. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz, che rilancia una notizia diffusa dal quotidiano arabo pubblicato a Londra Asharq Alawsat.

In particolare, il gruppo islamista, che controlla la Striscia di Gaza, chiede: 1) il rilascio di tutti i detenuti palestinesi il cui nome è incluso nella lista consegnata agli israeliani attraverso l’Egitto; 2) l’attuazione di tutti gli impegni assunti da Israele nel quadro dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia, entrato in vigore il 19 giugno scorso, tra cui la riapertura dei valichi del territorio per permettere il passaggio delle merci; 3) la riapertura del valico di Rafah.

Secondo il quotidiano arabo, Israele ha intanto consegnato all’Egitto una sua lista di 450 detenuti palestinesi che potrebbero essere rilasciati in cambio della liberazione di Gilad Shalit.

Ingrid Betancourt lancia campagna per la liberazione di Gilad Shalit

M.O.. Betancourt lancia campagna per liberazione Gilad Shalit

“Tutto il mondo deve mobilitarsi” per il soldato israeliano

Roma, 10 set. (Apcom) – Ingrid Betancourt lancia una campagna per la liberazione di Gilad Shalit, il giovane soldato israeliano rapito nel giugno 2006 da estremisti palestinesi vicini ad Hamas. “La gente di tutto il mondo deve mobilitarsi per il rilascio di Gilad Shalit”.

Se adottiamo la globalizzazione per gli obiettivi finanziari, anche la lotta per la liberazione delle persone rapite deve essere globale”, ha detto allo Yedioth Ahronoth l’esponente politica franco-colombiana, rimasta ostaggio dei ribelli delle Farc per quasi sette anni, e liberata dall’esercito colombiano lo scorso luglio.

“Se la gente di tutto il mondo si adopererà per la liberazione di Gilad Shalit, lui sarà liberato”, ha aggiunto Betancourt. “Il suo caso ci riguarda tutti. Capisco quello che sta passando la famiglia di Gilad. Molta gente esprime la sua solidarietà, senza realmente capire cosa passano i familiari di una persona sequestrata”, ha affermato ancora l’ex ostaggio delle Farc, diventata un simbolo della libertà, che ieri al Palazzo di Vetro di New York ha partecipato a un forum insieme ad altre vittime del terrorismo.

Il caporale Shalit, 22 anni, è stato rapito il 25 giugno 2006 da miliziani palestinesi vicini ad Hamas, in un raid al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Il governo israeliano sta attualmente conducendo una difficile trattativa con Hamas, attraverso la mediazione dell’Egitto, per trovare un’intesa su uno scambio di prigionieri. E’ di ieri la notizia che Israele ha stilato una lista di 450 detenuti palestinesi che potrebbe scarcerare in cambio della liberazione del soldato. Se il governo nei prossimi giorni darà il via libera, la lista sarà consegnata agli egiziani, che la presenteranno ad Hamas.

Hamas rifiuta di trasmettere la lettera di Noam e Aviva Shalit al loro figlio Gilad

Striscia di Gaza: Hamas rifiuta di trasmettere la lettera di Noam e Aviva Shalit al loro figlio Gilad

In this image released by the Hamas media office showing the web site of the Ezzedeen Al Qassam Brigades, Monday, June 25, 2007, images of Israeli soldier, Cpl. Gilad Shalit, 19, are seen with an audio file. On the anniversary of his capture by Hamas-allied militants in the Gaza Strip, captured Israeli soldier Gilad Shalit said in an audio message posted on a Web site of the Hamas military wing,Monday June 25, 2007 that his health is deteriorating and that he needs to go to a hospital.  (AP Photo/Ezzedeen AL Qassam Brigades, HO)

In this image released by the Hamas media office showing the web site of the Ezzedeen Al Qassam Brigades, Monday, June 25, 2007, images of Israeli soldier, Cpl. Gilad Shalit, 19, are seen with an audio file. On the anniversary of his capture by Hamas-allied militants in the Gaza Strip, captured Israeli soldier Gilad Shalit said in an audio message posted on a Web site of the Hamas military wing,Monday June 25, 2007 that his health is deteriorating and that he needs to go to a hospital. (AP Photo/Ezzedeen AL Qassam Brigades, HO)

Gaza, 09/09/2008 – Ahmad Shweedah, il dirigente di Hamas incaricato del dossier prigionieri, si rifiuta di trasmettere la lettera di Noam e Aviva Shalit al loro figlio Gilad (da più di due anni ostaggio nelle mani di terroristi palestinesi nella striscia di Gaza) come rappresaglia, afferma, “per le violazioni israeliane dei diritti elementari dei prigionieri palestinesi” (detenuti per terrorismo che possono essere visitati da Croce Rossa, familiari, legali, politici, giornalisti).

(Fonte: Israele.net)

Hamas chiede 1500 detenuti per liberare Shalit

Hamas chiede 1500 detenuti per liberare Shalit

Tel Aviv, 29 ago, 11:59 – Millecinquecento detenuti palestinesi per la liberazione di Ghilad Shalit, il caporale israeliano rapito nel 2006. Secondo il quotidiano Ha’aretz sarebbe questa la richiesta di Hamas, emersa durante la recente missione al Cairo del ministro della difesa Ehud Barak. In un primo momento Hamas aveva chiesto per Shalit la liberazione di 450 palestinesi detenuti in Israele, fra cui tutti i capi del suo braccio armato responsabili di una lunga serie di attentati. In seguito aveva chiesto ulteriori 550 detenuti. Adesso la cifra è salita a quota 1500.

Il premier Ehud Olmert, secondo il giornale, è disposto a liberare 450 detenuti palestinesi. Ma di questi solo 70 figurano nella lista sottoposta da Hamas ai mediatori egiziani. Intanto ieri si è celebrato in Israele in un’atmosfera di tristezza il 22esimo compleanno di Shalit. I suoi genitori hanno di nuovo supplicato il governo israeliano di pagare il prezzo necessario per la sua liberazione.

“Avete avuto due anni per tentare strade diverse” ha detto la madre, Aviva. “Dovete rendervi conto che la trattativa per la liberazione di mio figlio non può essere vista come una semplice transazione commerciale”.

Intanto il sito delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, dileggia oggi i dirigenti israeliani affermando che forse sono più interessati alle lotte di potere al vertice di Kadima che non alla liberazione del soldato. Le Brigate al-Qassam non sono comunque disposte a concessioni. “Le madri dei palestinesi detenuti in Israele – scrivono – ci richiedono la massima fermezza”.

Israele: il caporale Shalit è vivo e sappiamo dove si trova

Israele: il caporale Shalit è vivo e sappiamo dove si trova

Il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano, Gabi Ashkenazi ha assicurato oggi che il caporale Gilad Shalit e’ vivo e che le autorità israeliane conoscono il luogo dove è tenuto in ostaggio. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano “Haaretz”.

“Stiamo facendo ogni sforzo a tutti i livelli per liberare Gilad Shalit”, ha detto il generale Ashkenazi, che ha parlato di fronte alle reclute del centro di addestramento dell’esercito di Tel Hashomer. “Sappiamo che e’ vivo e sappiamo dove e’ tenuto”.

Il caporale Shalit è stato rapito nel giugno 2006 da miliziani palestinesi vicini ad Hamas, in un raid al confine tra Israele e la Striscia di Gaza. Ieri il governo israeliano ha formato una nuova commissione, guidata dal vice premier Haim Ramon, incaricata di occuparsi del rilascio di prigionieri palestinesi in cambio della liberazione di Shalit.

(Rainews24, 04 agosto 2008 )

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Quelli che seguono sono brani di dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi a vari programmi televisivi dal terrorista infanticida Samir Kuntar, scarcerato da Israele il 16 luglio (in cambio delle spoglie dei due ostaggi assassinati da Hezbollah Eldad Regev ed Ehud Goldwasser).

TV Al-Manar, 16.07.08

Samir Kuntar: “L’arma è… una attitudine che è diventata una cultura della resistenza. È diventata la cultura delle generazioni che realizzeranno il sogno di annientare quella entità predatoria [Israele]. Permettetemi di commemorare un grande e leggendario comandante, l’eroe mujahid [combattente della jihad] e martire Imad Mughniyeh [il capo di Hezbollah per le operazioni terroristiche all’estero, responsabile di attentati con centinaia di vittime innocenti, ucciso a Damasco lo scorso febbraio). Voglio dire solo una cosa: Hajj Imad, saremo degni del sangue da te versato solo quando costringeremo questo nemico a rimpiangere i tuoi giorni”.

TV Al-Manar, 17.07.08

Samir Kuntar: “Ieri a quest’ora ero nelle mani dei nemici. Ieri a quest’ora ero ancora nelle loro mani. Ma adesso non c’è nulla che desidero di più che incontrarli di nuovo. Chiedo ad Allah di farlo accadere presto. Si illude chiunque pensi che la liberazione delle terre libanesi e delle Fattorie Shabaa [conquistate da Israele alla Siria nel 1967, ma dal 2000 reclamate dal Libano come pretesto anti-israeliano] possa portare alla fine di questo conflitto”.

TV Al-Jadid, 18. 07.08

Samir Kuntar: “C’è un morbo, in questa regione, chiamato Stato di Israele, che noi chiamiamo ‘entità predatoria’. Se non poniamo fine a questo morbo, ci perseguirà sino in capo al mondo. Per questo è meglio sbarazzarsi di lui”.

TV Al-Manar, 17.0708

Samir Kuntar: “Hezbollah ha continuato a cercare i dispersi, vivi o martiri. Non aveva nessuna ragione per compiere un’operazione in mio favore se non la sua fede nel valore della vita umana [sic]. Ricordo che il segretario generale [Nasrallah] una volta ha detto: ‘Se Samir Kuntar è in prigione, significa che tutto il Libano è in prigione’. Ecco il valore dalla vita umana”.

TV Al-Jadid, 21.07.08

Sceicco Atallah Hamoud, capo dell’Associazione Libanese per i Prigionieri e i Prigionieri Rilasciati: “Ecco un dono [un mitra] da parte della resistenza islamica per l’eroe liberato, il tenente colonnello Samir Kuntar. Mujahideen [combattenti della jihad] come Samir Kuntar e i suoi fratelli non si curano di se stessi perché hanno votato se stessi alla resistenza, alla causa, alla patria”.

Voce narrante: “Il dono speciale della resistenza si combina con le parole di Kuntar, che ha giurato che questo mitra farà la sua parte nel vendicare il sangue dei martiri”.

Samir Kuntar: “Questo è il più bel regalo, dopo la libertà stessa. Desidero porgere il mio saluto alla resistenza islamica e al segretario generale Nasrallah per la loro fiducia. Innanzitutto, questo è il modo con cui la resistenza islamica riafferma la sua fede in me come combattente. In secondo luogo, questo mitra farà la sua parte, ad Allah piacendo, nel vendicare il sangue di Imad Mughniyeh”.

TV Future, 22.07.08

Samir Kuntar: “Se mi domandate se ho ucciso degli israeliani, sì l’ho fatto, Allah sia lodato, e ne sono orgoglioso. Se ne avrò la possibilità, ad Allah piacendo, ne ucciderò ancora. Per quanto riguarda i bambini, questa è un’altra storia. Una ragazzina venne uccisa durante l’operazione, nel fuoco incrociato. In tutte le operazioni che comportavano la cattura di ostaggi israeliani, gli ostaggi vennero sempre uccisi dai proiettili delle forze israeliane. Lo stesso è avvenuto nella mia operazione”.

Intervistatore: “Cosa ha studiato [in carcere]?”

Samir Kuntar: “Scienze sociali”.

Intervistatore: “Ha completato il suo master?”

Samir Kuntar: “No, me lo hanno impedito. Altri fratelli [in carcere] hanno completato il master, ma a me l’hanno impedito per ragioni che non conosco”.

Intervistatore: “Intende completarlo ora?”

Samir Kuntar: “No. Ad Allah piacendo, farò un master diverso”.

Intervistatore: “In cosa?”

Samir Kuntar: “Un diploma di master in resistenza armata”.

Intervistatore: “Dunque Samir Kuntar questa sera sta dichiarando che…”

Samir Kuntar: “L’ho già dichiarato”.

Intervistatore: “Ha dichiarato che avrebbe fatto parte della resistenza, ma oggi lei sta dicendo che sarà un combattente armato e che condurrà operazioni militari per la resistenza islamica”.

Samir Kuntar: “Senza il minimo dubbio”.

Intervistatore: “E’ una cosa già decisa?”

Samir Kuntar: “Certamente, certamente, certamente. Lo dico tre volte”.

(Da: MEMRI, 23.07.08 )

Per il video di queste ed altre dichiarazioni di Samir Kuntar (sottotitoli in inglese) clicca qui

Israele.net

Scambio Shalit-Barghouti, smentita in Israele

Scambio Shalit-Barghouti, smentita in Israele

(ANSAmed) – 12:15 – Tel Aviv, 22 lug – Sono state smentite in Israele informazioni diffuse ieri da mezzi di stampa arabi secondo cui Israele e Hamas sarebbero giunti ad una intesa per uno scambio di prigionieri, mediata dall’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter.

Hamas – secondo quelle notizie – rilascerebbe (dopo due anni di prigionia) il caporale israeliano Ghilad Shalit, mentre Israele libererebbe il dirigente di al-Fatah Marwan Barghouti, il segretario generale del Fronte democratico per la liberazione della Palestina, Ahmed Saadat, nonché tutti gli esponenti politici di Hamas arrestati nel luglio 2006, dopo il rapimento di Shalit. In una prima fase, secondo queste notizie, Shalit sarebbe consegnato da Hamas all’Egitto. Ma queste informazioni sono infondate, ha riferito oggi la radio militare israeliana.

In particolare, ha aggiunto, resta immutata la opposizione alla liberazione di Saadat, ritenuto in Israele il mandante dell’assassinio del ministro del turismo Rehavam Zeevi, nel 2001. Hamas, da parte sua, ha ribadito ancora nei giorni scorsi che per liberare Shalit Israele dovrà rilasciare in due scaglioni 1.000 detenuti palestinesi, fra cui gli organizzatori di tutti i principali attentati avvenuti nell’intifada.