Teheran: Sit-in di studenti all’aeroporto, per andare a Gaza

Teheran: Sit-in di studenti all’aeroporto, per andare a Gaza

Vestiti con lenzuolo bianco chiedono di immolarsi per la causa

Teheran, 5 gen. (Apcom) – Una folla formata da centinaia di studenti universitari ha inscenato un sit-in all’aeroporto Mehran della capitale iraniana Teheran per chiedere alle autorità del loro Paese di partire per Gaza per sostenere sostenere il popolo palestinese e combattere Israele. Lo scrive oggi il quotidiano palestinese al Quds al Arabi che riferisce di “numerose adesioni” che starebbero “ingrossando la folla già imponente che si trova all’interno” dello scalo. Il sit-in iniziato nei giorni scorsi sarebbe tuttora in corso.

Il giornale, edito a Londra, afferma che i manifestanti si sono avvolti nell’ “Akfan”, (il sudario bianco con cui nell’Islam viene avvolta la salma dei morti) e portano le bandiere palestinesi e fotografie di Gerusalemme. La folla “grida slogan contro i crimini sionisti e contro la complicità di alcuni paesi arabi”, secondo al Quds al Arabi.

L’aeroporto Mehran era lo scalo internazionale della capitale fino a pochi mesi fa; è stato ora sostituito dall’aeroporto Khomeini, costruito a sud di Teheran.

La pazienza di Israele è finita: attacchi aerei su Gaza City

ATTACCHI AEREI ISRAELE SU GAZA CITY

MIDEAST PALESTINIANS ISRAEL

GERUSALEMME – Israele ha lanciato oggi una massiccia offensiva aerea nella striscia di Gaza contro basi e impianti di Hamas e delle milizie armate, da giorni ventilata in reazione ai tiri di razzi sul suo territorio. Stando a un bilancio ufficioso e non definitivo del ministero della sanita’ di Gaza, nei raid sono state uccise almeno 140 persone e piu’ di 200 sono state ferite.

Tra gli uccisi anche il capo della polizia di Gaza Tawfik Jaber. Intorno alle 11.30 locali (10.30 in Italia) sui cieli di tutta la striscia sono apparse aerei F.16 e elicotteri israeliani che hanno cominciato sistematicamente a colpire basi, arsenali e installazioni di Hamas e delle milizie palestinesi, in gran parte situate nel cuore di aree densamente abitate da civili. Gli scoppi, le colonne di fumo che si sono subito levate in cielo, il crollo degli stabili colpiti, i corpi degli uccisi e dei feriti riversi nelle strade hanno causato grande panico e scene di isteria popolare.

Da Hamas e dalle milizie e’ partito l’ordine di usare tutti i mezzi a disposizione contro Israele per vendicarsi dell’ attacco israeliano. Un portavoce militare israeliano ha detto che l’operazione potra’ essere ampliata e approfondita, secondo necessita’, e ha detto che sono stati colpiti comandi, basi, arsenali e campi di addestramento di Hamas e delle diverse milizie. Ha affermato che la responsabilita’ dell’operazione, che mira a tutelare le esigenze di sicurezza di Israele e dei suoi abitanti, ricade ”sulle organizzazioni terroristiche” che da tempo hanno costantemente sotto tiro con razzi e mortai la popolazione civile in Israele. Le autorita’ israeliane hanno dichiarato uno stato di allerta nel sud del paese in previsione di intense cadute di razzi e hanno chiesto alla popolazione di restare in aree protette.

HAMAS INCITA A VENDETTA

Hamas e altre fazioni integraliste palestinesi hanno ordinato oggi ai loro combattenti di ”vendicare” l’attacco aereo israeliano contro la striscia di Gaza. ”Tutti i combattenti hanno ricevuto l’ordine di rispondere al massacro perpetrato da Israele”, afferma un comunicato del gruppo della Jihad islamica, che riecheggia dichiarazioni analoghe di Hamas e di altre fazioni armate.

PORTAVOCE ISRAELE, ATTACCO POTRA’ ALLARGARSI

Un portavoce militare israeliano ha annunciato stamane l’inizio di un’offensiva militare aerea contro basi e strutture di Hamas nella striscia di Gaza, precisando che l’operazione potra’ essere ampliata a approfondita’ secondo le necessita’.

”Le forze armate – ha detto – continueranno le operazioni contro il terrorismo sulla base di costanti valutazioni dello stato maggiore. L’operazione continuera’, sara’ ampliata e approfondita, secondo le necessita. Tutti gli aerei che hanno preso parte all’operazione sono tornati senza danni alle loro basi”. ”Gli attacchi aerei – ha continuato – sono attuati in seguito alla continuazione delle attivita’ terroristiche di Hamas dalla striscia di Gaza, il proseguimento dei tiri di razzi contro la popolazione civile nei villaggi e nelle citta’ nel sud del paese”. ”Gli obiettivi che sono stati attaccati erano stati individuati dai servizi informazione negli scorsi mesi e comprendono terroristi di Hamas che operavano da basi, comandi, basi di addestramento e arsenali bellici. Il governo di Hamas, i suoi capi e i suoi miliziani attuano il terrorismo, agendo da tempo all’ interno della popolazione civile, hanno la sola responsabilita’ per la reazione militare israeliana, che e’ necessaria per tutelare le esigenze di sicurezza di Israele e dei suoi cittadini”.

Liberali per Israele

Hamas: “E’ finita la tregua con Israele”

Hamas: “E’ finita la tregua con Israele” (ma quando mai è iniziata….sic!)

S’infiamma nuovamente la situazione in Medioriente. “La tregua finisce domani”, ha riferito Fawzi Barhum, un portavoce di Hamas a Gaza. “La nostra posizione è contraria alla sua estensione”. “Sarà nostro diritto – ha aggiunto – rispondere ad ogni aggressione israeliana contro il nostro popolo”. “La occupazione (ossia Israele, ndr) sarà pienamente responsabile delle conseguenze. Le nostre azioni – ha detto ancora il portavoce di Hamas – dipenderanno dalla situazione sul terreno”.

Mobilitazione Barhum ha anche detto che c’è un clima di mobilitazione fra le varie milizie palestinesi di Gaza “che sono pronte ad assumersi le proprie responsabilità per proteggere il popolo palestinese e misurarsi con ogni aggressione israeliana”. Barhum ha detto anche che allo stato attuale non ci sono contatti diplomatici fra Hamas e i dirigenti egiziani per un prolungamento della tregua.

La strategia palestinese Sono quattro le fazioni palestinesi che hanno deciso di non rinnovare la tregua. La decisione è stata assunta in giornata durante un incontro fra i leader di Hamas, la Jihad islamica, il Fronte popolare di liberazione della Palestina (Pflp) e il Fronte democratico per la liberazione della Palestina (Dflp). Saleh Zeidan, uno dei capi del Dflp ha riferito ai giornalisti che vi è stato un accordo per puntare ad un coordinamento dell’azione sul campo e per la ripresa del dialogo per la riconciliazione nazionale palestinese.

Tensione alta La denuncia della tregua è scattata dopo una nuova escalation della tensione con quasi 50 razzi Qassam sparati negli ultimi tre giorni dalla Striscia di Gaza verso Israele. Ieri sera tre israeliani sono stati leggermente feriti da un missile caduto davanti ad uno shopping center a Sderot. Alle prime ore di stamane aerei con la stella di Davide hanno colpito una sede della Jihad islamica nel nord della Striscia e una presunta fabbrica di missili nel sud. Un civile palestinese è rimasto ucciso da colpi d’artiglieria israeliana contro due case a Jabaliya. Altre tre persone sono rimaste ferite.

Liberali per Israele

Pioggia di Qassam e mortai palestinesi

Pioggia di Qassam e mortai palestinesi

image_2305

Più di 40 missili Qassam e decine di granate da mortaio palestinesi sono stati lanciati nelle prime ore di mercoledì mattina dalla striscia di Gaza sulle comunità israeliane del Negev occidentale, come rappresaglia dopo l’operazione lanciata nella notte di martedì dalle Forze di Difesa israeliane nella parte nord della striscia di Gaza per sventare un imminente attacco terroristico, con cattura di ostaggi attraverso un tunnel. Negli scontri sono morti sei terroristi di Hamas; quattro soldati israeliani sono rimasti feriti.

Dei Qassam lanciati mercoledì mattina, uno si è abbattuto davanti a una panetteria nel centro di Ashkelon, altri due nella zona industriale alla periferia della città. Due donne e una ragazzina di 13 anni sono state soccorse per shock.

Grazie al lavoro di intelligence, le Forze di Difesa israeliane avevano scoperto un tunnel lungo 245 metri che, appena ultimato, sarebbe stato usato da terroristi palestinesi per prendere in ostaggio soldati dal versante israeliano della barriera di confine, con una tecnica analoga a quella usata due anni e mezzo fa per sequestrare Gilat Shalit (tuttora nelle mani dei rapitori). La sera di martedì venivano pertanto inviate delle truppe poco al di là della linea di demarcazione col compito di sventare l’attacco. Appena compita la missione, nelle prime ore di mercoledì mattina l’unità faceva rientro in Israele.

I soldati avevano infatti individuato l’edificio al di sotto del quale era stato scavato il tunnel. Durante l’operazione per la sua demolizione, terroristi armati avevano aperto il fuoco sui soldati dall’interno dell’edificio. I soldati avevano risposto al fuoco colpendo alcuni terroristi.

In un comunicato, il portavoce delle Forze di Difesa israeliane sottolinea l’importanza dell’operazione mirata, volta a prevenire una minaccia incombente che avrebbe messo a repentaglio non solo la sicurezza e la vita di cittadini israeliani su territorio israeliano, ma anche la tenuta della tregua in vigore dal giugno scorso con la striscia di Gaza. Il comunicato ribadisce che, da parte israeliana, non vi è alcuna intenzione di interrompere il periodo di relativa calma, che sarebbe stato infranto dall’aggressione terroristica sventata. La costruzione stessa del tunnel sotto la barriera di sicurezza costituisce una violazione della tregua.

Appena prima dell’operazione, il terrorista palestinese Mohammed Deif, capo dell’ala militare di Hamas, aveva minacciato Israele di nuovi attentati. Con un messaggio diffuso martedì sul sito web delle Brigate Izzedine al-Kassam, Deif promette che la sua organizzazione “continuerà a colpire il nemico sionista”, e aggiunge: “La nostra via è il martirio o la vittoria. Il destino che ci ha dato Allah in questo sacro pezzo di terra è quello di cacciare via il nemico e dunque, ad Allah piacendo, compiremo nuove operazioni”. Già nell’agosto scorso, dopo due anni di silenzio, Deif si era fatto vivo giurando di colpire Israele fino alla morte. Deif è considerato uno dei terroristi palestinesi più ricercati, responsabile dell’uccisione di decine di civili israeliani.

Il giorno precedente, Sami Abu Zuhri, portavoce di Hamas, aveva ribadito che l’organizzazione jihadista palestinese, che controlla la striscia di Gaza, si oppone all’abbandono della violenza previsto nella bozza di accordo preparata dall’Egitto in vista di una riconciliazione tra le fazioni palestinesi.

“L’operazione della notte scorsa – ha dichiarato una fonte militare israeliana – ha recapitato un chiaro messaggio a Hamas: la forze armate israeliane non intendono chiudere gli occhi quando vengono scavati tunnel verso la barriera di sicurezza. Abbiamo dimostrato che ne siamo a conoscenza e che non esisteremo ad agire quando necessario”.

Sin dall’inizio della tregua, l’intelligence israeliana ha registrato il continuo riarmo di Hamas, che – secondo da difesa israeliana – continua a preparare attentati che possano essere realizzati in qualunque momento a sua discrezione. “Difficile dire cosa accadrà nelle prossime ventiquattr’ore – dicono negli ambienti della difesa – In generale Hamas cerca di mantenere la calma e probabilmente non vorrà violarla di nuovo nell’immediato. Ma è pur sempre un’organizzazione terroristica che nei mesi scorsi ha progettato attentati e potrebbe decidere di realizzarli”.

(Da: YnetNews, IDF Spokesperson, israele.net, 5.11.08 )

Nella foto in alto: Nel cerchio, la posizione dell’imboccatura del tunnel. In rosso: la distanza (245 m) dalla barriera di separazione fra striscia di Gaza e Israele.

“L’annientamento degli ebrei in Palestina sarà la più splendida benedizione”

Israele.net

Hamas attribuisce la responsabilità della crisi economica globale “alla lobby ebraica americana”

Hamas attribuisce la responsabilità della crisi economica globale “alla lobby ebraica americana”

Gaza, 08/10/2008 – Hamas attribuisce la responsabilità della crisi economica globale “alla lobby ebraica americana”. Fawzi Barhum, portavoce dell’organizzazione jihadista palestinese, ha dichiarato martedì che “la crisi è stata causata dalla cattiva gestione economica e dal pessimo sistema bancario messo in piedi e controllato dalla lobby ebraica” e ha accusato il presidente Usa Bush di “restare silenzioso” al riguardo. “La lobby ebraica – ha aggiunto Barhum – controlla le elezioni americane e stabilisce la politica estera di ogni nuova amministrazione in modo tale da mantenere il controllo sul governo e sull’economia degli Stati Uniti”. “Le plurisecolari calunnie sugli ebrei e il denaro – ha commentato Abraham Foxman, direttore della Anti-Defamation League in Usa – covano sempre sotto la superficie”.

(Fonte: Israele.net)

Gaza: palestinese muore in tunnel per contrabbando

Gaza: palestinese muore in tunnel per contrabbando

Gaza, 11 Settembre 2008 – Un ragazzo palestinese di 22 anni è morto cadendo in uno dei tunnel usati per il contrabbando tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Lo riferisce l’agenzia cinese Xinhua. Un altro palestinese era morto ieri, rimanendo fulminato in un altro tunnel. Secondo l’agenzia sono 35 i palestinesi morti quest’anno lavorando alle gallerie sotterranee per il contrabbando.

«Il Manifesto, testata che perde la testa quando parla di Israele»

«Il Manifesto, testata che perde la testa quando parla di Israele»

Water Map of Israel and the Territories – Adapted from “Water and War in the Middle East,” Info Paper No. 5, July 1996, Centre for Policy Analysis on Palestine/The Jerusalem Fund, Washington, DC

da Tempi – 31 luglio 2008 – di Yasha Reibman

Il Manifesto, “quotidiano comunista”, è riconosciuto per la grande ironia ed efficacia che contraddistingue le prime pagine. Ironia e intelligenza che sembra perdere drammaticamente quando parla di Israele. Qualche giorno fa, titolava “Apartheid dell’acqua”. Un richiamo alla discriminazione razziale contro i neri del regime razzista bianco sudafricano, dove c’erano due categorie di cittadini e le persone di colore non potevano entrare negli stessi locali dei bianchi e nemmeno sedersi vicini sugli autobus. Cosa avrà fatto di così terribile Israele? Lo stato ebraico è accusato di dare tanta acqua agli israeliani e poca ai palestinesi e di farla pagare a prezzi diversi (ah, il rapporto tra ebrei e denaro!).

Questa è pura discriminazione, devono aver pensato alla redazione del Manifesto. E quindi hanno titolato sull’apartheid. Un paragone terribile. Eppure, il redattore responsabile del titolo avrebbe potuto leggersi tutto l’articolo: la quantità di acqua che Israele deve dare ai palestinesi è stabilita dagli accordi di Oslo del 1993, che Israele non solo rispetta, ma fornisce addirittura più acqua di quella prevista. Inoltre Israele non fa pagare l’acqua in modo diverso ai propri cittadini arabi ed ebrei, non si tratta di una discriminazione tra cittadini di uno stesso stato, ma la differenza di prezzo viene fatta tra i cittadini del proprio stato e quelli di uno diverso. E’ come se la Francia vendesse agli italiani la corrente elettrica a un prezzo maggiore di quanto la fa pagare ai cittadini francesi. Dov’è lo scandalo? Il lettore del Manifesto viene dunque ingannato.

Non viene nemmeno proposta una semplice riflessione. Dal 1993 al 2008 la dirigenza palestinese che ha fatto per dare acqua ai palestinesi? Ha costruito a Gaza centrali per desalinizzare l’acqua del mare? Ha migliorato gli acquedotti per collegarsi meglio a quelli israeliani, giordani o egiziani? Domande purtroppo retoriche, i soldi sono serviti per le armi e gli esplosivi dei terroristi.

Friends of Israel