PMW (Palestinian Media Watch): ecco come vengono educati i bambini palestinesi

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Un documento storico che è bene non dimenticare….

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Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità

Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità

Sderot: la TRAGEDIA di cui nessuno parla….

E nell’ultimo anno la situazione è addirittura peggiorata….

Ron Arad: per non dimenticare

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Ron Arad un pilota israeliano di poco più di venti anni al momento del sequestro e diventato il simbolo di tutti i prigionieri di guerra ai quali viene negato ogni diritto umano. Preso prigioniero nel 1986 da Hezbollah è stato venduto da questi agli iraniani. Per anni nessuno ne ha saputo più nulla.

Poi, secondo la testimonianza di tre diplomatici iraniani fuggiti dal loro paese,uno dei quali ha affermato di averlo incontrato in una prigione nei pressi di Teheran, si è saputo che gli ayatollah avrebbero fatto eseguire da un medico libanese un atroce intervento chirurgico per impedirne la fuga: l’incisione della nervatura del midollo spinale che provoca la paralisi dalla vita in giù. Ron che è anche malato di cuore sopravviverebbe tra torture di ogni genere. Tutti noi speriamo che ciò non sia vero, purtroppo, però, la fonte sembrerebbe attendibile.

A fine Agosto del 2006 La TV libanese LBC ha mandato in onda immagini di Ron Arad , che nel video parla in Inglese e dice di essere un soldato dell’esercito Israeliano .

Assemblea Generale dell’ONU: 10 novembre 1975

10 novembre 1975

Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull’odio, sulla falsità e sull’arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così

Il 10 novembre 1975 l’Assemblea Generale dell’Onu aveva adottato la risoluzione 3379 con la quale asseriva che “il sionismo è una forma di razzismo e di discriminazione razziale”. Dopo il voto, Herzog salì sul podio e tenne uno straordinario discorso sul sionismo e sull’odio anti-ebraico, considerato ancora oggi uno dei più importanti discorsi di tutta la storia della diplomazia israeliana. Fra l’altro Herzog definiva la risoluzione “un’ulteriore manifestazione del triste odio antisemita e anti-ebraico che anima la società araba”. Memorabile la chiusura dell’intervento. Brandendo una copia della risoluzione, Herzog disse: “Per noi, popolo ebraico, questa risoluzione è fondata sull’odio, sulla falsità e sull’arroganza ed è priva di qualunque valore morale o legale. Per noi, popolo ebraico, questo non è altro che un pezzo di carta e noi lo tratteremo così”. Pronunciando queste parole Herzog strappò in due il foglio della risoluzione davanti all’Assemblea dell’Onu. La risoluzione “sionismo uguale razzismo” venne cancellata dalla stessa Assemblea Generale il 16 dicembre 1991. Il discorso di Herzog (destinato a ricoprire successivamente la carica di presidente di Israele) è stato scelto dal gruppo di storici e ricercatori guidati da Simon Sebag-Montefiore. “Si tratta di uno dei più importanti discorsi della storia in fatto di lotta contro l’antisemitismo” ha spiegato lo studioso. Il libro (“Speeches that Changed the World” – Discorsi che hanno cambiato il mondo, comprenderà, oltre a quello di Herzog, alcuni celeberrimi discorsi come quelli di Martin Luther King (“I Have a Dream” – Io ho un sogno), Winston Churchill (“Blood, Sweat and Tears” – Sangue, sudore e lacrime), Nelson Mandela (“Free at Last” – Libero infine) e John F. Kennedy (“Ask Not What Your Country Can Do for You, Ask What You Can Do for Your Country” – Non chiedere cosa il tuo paese può fare per te, chiedi cosa tu puoi fare per il tuo paese).

Per il testo integrale (in inglese) del discorso di Chaim Herzog, clicca qui
Per un filmato con alcune immagini del discorso di Chaim Herzog, clicca qui

http://ilsignoredeglianelli.ilcannocchiale.it/

Gruppi terroristici e rete Internet

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Che i gruppi terroristici abbiano creato ognuno il proprio braccio mediatico e che utilizzano la rete internet per la propria propaganda di istigazione al terrore e per il reclutamento di militanti kamikaze non è più una novità. Inizialmente, i filmati prodotti erano di pessima qualità però abbiamo potuto costatare un’evoluzione costante. Attualmente, è chiaro che ogni “campagna” è il frutto di una strategia ben pianificata che mira a determinati risultati. Ci sono esperti di comunicazione, psicologi, sociologi dietro ad ogni messaggio. Si sono così affinati che hanno persino il proprio portavoce che certifica la veridicità dei comunicati. Pensate che il GSPC algerino ha combattuto una guerra mediatica contro il governo di Alger che “strumentalizzava” , secondo le affermazioni dei suoi capi, gli attacchi contro i civili algerini per discreditare il valore del GSPC.

Prima di diventare “Al Qaeda nel Maghreb”, il GSPC era composto di alcune “divisioni” ripartite in “zone” ed ognuna di loro aveva il proprio portavoce per lanciare i loro famigerati comunicati. Dopo l’assorbimento dei vari gruppi marocchini, tunisini ed algerini nella nuova formazione unica, tutti i comunicati devono essere filtrati da una unica organizzazione mediatica, quella di Al Qaeda nel Maghreb.
Alcuni giorni fa, le forze americane hanno scovato, in Iraq, ben sei centri di produzione per la propaganda di Al Qaeda. Questi “studios” erano nascosti in alcune abitazioni ed erano molto ben attrezzati . molto materiale hardware e software, materiale tecnologico di ultima generazione ed in uno di questi, addirittura, uno studio televisivo in piena regola.
Ultimamente, la polizia austriaca ha scoperto una cellula che gestiva una delle filiali del cosiddetto «Global Islamic Media Front»: la sua attività era di rilanciare i video qaedisti.
Al Qaeda, purtrppo ha capito l’importanza dell’utilizzo dei media ed investono molte risorse finanziarie a questo scopo e non solo: ha pensato bene anche ad un investimento notevole a livello di sicurezza per la protezione delle comunicazioni per contrastare le eventuali infiltrazioni da parte dei governi che cercano di combattere questo network terroristico. Infatti, alcuni stati hanno ricorso ad hackers specializzati per penetrare elettronicamente nel mondo sotterraneo dei siti terroristici; contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, non sono i paesi occidentali ad accanirsi maggiormente ma proprio i governi arabi che sono coscienti del rischio dell’allargamento dell’islamismo radicale.

In Europa, invece, siamo più propensi ad un buonismo suicida; l’argomento molto trendy attualmente è la concessione di terreni da parte delle amministrazioni per la costruzione delle moschee, con addirittura dei finanziamenti elargiti da banche europee. Una domanda ci sorge spontanea: a quale altra religione è concessa questa opportunità?