Khaled Meshaal, leader di Hamas: “Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico”

Khaled Meshaal, leader di Hamas: “Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico”

Khaled Meshaal, il terrorista attualmente leader di Hamas

Khaled Meshaal, il terrorista attualmente leader di Hamas

05/12/2008 Da un discorso del capo dell’ufficio politico di Hamas Khaled Mesha’al, andato in onda su Al-Jazeera lo scorso 12 ottobre: “A voi, fratelli e sorelle arabi e musulmani, dico che siete secondi soltanto ad Allah nel contrastare l’egemonia americana e questo avviene grazie alla Palestina, al Libano, all’Iraq, all’Afghanistan e a tutte le incrollabili forze della resistenza della nostra nazione. È dimostrato che questo è un mondo oppressivo basato sull’usura e la tirannia. Quando vuole, Allah fa crollare questi sistemi. Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico, ad Allah piacendo. Altrimenti come facciamo a credere all’hadith che ci dice che gli alberi e le pietre lotteranno al nostro fianco?” (L’Hadith in questione dice: “Verrà l’ora in cui il musulmano muoverà guerra all’ebreo e lo ucciderà, e finché vi sarà un ebreo nascosto dietro una roccia o un albero, la roccia e l’albero diranno: musulmano, servo di Dio, c’è un ebreo nascosto dietro di me, vieni e uccidilo”).

(Fonte: Israele.net)

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Rafah: palestinesi assaltano valico

Le immagini del tentativo di sfondare la frontiera mostrate da Al Jazeera

Alcuni agenti feriti. La gente di Gaza galvanizzata dall’attentato di Gerusalemme

Rafah, palestinesi assaltano valico. Scontri con la polizia egiziana

RAFAH, 2 Luglio 2008 – Migliaia di palestinesi hanno assaltato oggi il valico di Rafah, tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. I poliziotti egiziani, colpiti da un fitto lancio di sassi, hanno usato gli idranti per respingere la folla. Tra gli agenti ci sarebbero sei feriti, secondo quanto riferito da fonti interne alla polizia.

Le sequenze dell’assalto sono state trasmesse dalla tv satellitare araba Al Jazeera. Nelle immagini si vede la folla che lancia i sassi in direzione dei soldati egiziani. La situazione “sta diventando tesa – ha riferito l’inviato dell’emittente – al punto che le autorità del Cairo hanno minacciato la chiusura definitiva del valico”.

Il giornalista ha fatto notare come i palestinesi che erano al valico, in attesa di entrare, siano stati “galvanizzati dalle notizie che arrivavano da Gerusalemme dell’attacco del bulldozer: e a quel punto si sono lanciati verso la porta egiziana”.

Repubblica.it

Wafa Sultan: un video da tramandare ai posteri

Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità

Mordechai Kedar: un uomo che non ha paura della verità

Cinque razzi su Ashkelon, una israeliana ferita

M.O./ GAZA, 5 RAZZI SU ASHKELON, UNA ISRAELIANA FERITA

Lo ha detto la tv satellitare araba al Jazeera

Ashkelon 12 giu. (Apcom) – Cinque razzi sparati da miliziani palestinesi da Gaza sono caduti sulla città di Ashkelon nel sud di Israele, provocando il ferimento di una donna israeliana. Lo ha annunciato l’emittente satellitare araba al Jazeera.

Secondo Hamas, i razzi sarebbero stati lanciati come rappresaglia ad un raid israeliano nel nord di Gaza che avrebbe distrutto una palazzina di due piani uccidendo tre persone e ferendone una quarantina.

Chi è Samir Kuntar: una storia che in pochi conoscono

Chi è Kuntar?

In un’intervista alla tv Al-Jazeera martedì 12 settembre, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha ribadito che i due soldati israeliani Eldad Regev e Ehud Goldwasser, sequestrati il 12 luglio 2006 su suolo israeliano e trattenuti in ostaggio in Libano, non verranno liberati se Israele non accetterà di scarcerare perlomeno Samir Kuntar, il libanese da più tempo detenuto nelle carceri israeliane, presentato da Hezbollah e da molta propaganda araba come un “prigioniero di guerra” e un “eroe della lotta di liberazione palestinese”. Ma chi è Samir Kuntar?

Cittadino libanese nato nel 1962 ad Aabey, in Libano, da famiglia drusa, Kuntar entrò a far parte del Fronte di Liberazione Palestinese (FLP), fazione terroristica filo-irachena guidata da Muhammad Zaidan (Abu Abbas).

Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia. I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni. La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte. Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare. Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”.

Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.

Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani. Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio con il calcio del fucile contro le rocce della spiaggia.

Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).

Alla fine, il quarto terrorista, Ahmed Al Abrass, e lo stesso Kuntar vennero catturati vivi, processati e condannati all’ergastolo.

Ahmed Al Abrass venne successivamente scarcerato, nel maggio 1985, nel quadro di uno scambio di 1.150 detenuti nelle carceri israeliane contro tre soldati israeliani sequestrati dal gruppo terrorista di Ahmed Jibril. Kuntar non venne incluso in quello scambio. Poco dopo, nell’ottobre 1985, un commando dell’FLP prese in ostaggio la nave da crociera italiana Achille Lauro, pretendendo la scarcerazione di Kuntar. Durante il sequestro, i terroristi palestinesi uccisero il passeggero ebreo americano Leon Klinghoffer, costretto su una sedia a rotelle, e ne gettarono il corpo in mare.

Samir Kuntar ha sempre rivendicato con orgoglio la “missione” compiuta nel 1979 a Nahariya. Nel marzo 2006 l’Autorità Palestinese ha annunciato che gli avrebbe conferito la cittadinanza onoraria palestinese.

Abu Abbas, il mandante di Kuntar e del sequestro dell’Achille Lauro, lasciato fuggire da Roma nell’ottobre 1985 dall’allora governo Craxi, trovò rifugio a Baghdad dove venne catturato da soldati americani nell’aprile 2003 mentre cercava di fuggire in Siria. Deceduto in carcere nel marzo 2004, è sepolto a Damasco.

(www.israele.net, 14.09.06)

Nella foto in alto: Samir Kuntar (a sinistra) fotografato di recente in un carcere israeliano insieme al capo delle milizie Tanzim di Fatah Marwan Barghouthi, anch’egli condannato all’ergastolo per omicidi terroristici.

Hezbollah arruola bambini nelle sue milizie

La finta beneficenza di Hezbollah

Israele.net

Hamas: “La tregua è solo una mossa tattica”

Hamas: “La tregua è solo una mossa tattica”

Hamas accetterebbe un cessate il fuoco proposto dall’Egitto solo come una mossa “tattica” nella sua lotta contro lo stato d’Israele. Lo ha detto esplicitamente sabato scorso il capo del Politburo di Hamas con base a Damasco Khaled Mashaal in un’intervista alla tv al-Jazeera, facendo riferimento a una tregua di sei mesi proposta dall’Egitto tra Israele e la striscia di Gaza controllata da Hamas.

Nell’intervista, Mashaal ha detto che il suo movimento è disposto a cooperate, ma ha aggiunto subito dopo: “E’ una tattica nella conduzione della lotta. E’ normale, per un movimento di lotta armata che opera nell’interesse del popolo, in certi momento intensificare (gli attacchi), in altri tirarsi un po’ indietro. E’ così che deve essere condotta la battaglia, e Hamas sa come farlo. Nel 2003 ci fu un cessate-il fuoco – ha continuato il leader di Hamas – e poi le operazioni sono riprese”.

Detto questo, Mashaal ha aggiunto che Hamas starebbe ancora aspettando la risposta ufficiale di Gerusalemme all’offerta di tregua avanzata dal suo gruppo, e ha minacciato “un’esplosione di violenza” se Israele dovesse respingere l’offerta.

(Da: YnetNews, Jerusalem, Post, 26.04.08)

Nella foto in alto: il capo del Politburo di Hamas Khaled Mashaal

Hamas sotto pressione

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