Ancora razzi su Sderot e Ashqelon

Medioriente: razzi palestinesi su Sderot e Ashquelon

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TEL AVIV, 22 nov 19:04 – Attacco palestinese alle citta’ israeliane di Sderot e Ashquelon. Fonti locali riferiscono di almeno 4 razzi lanciati dalla Striscia di Gaza. Fonti palestinesi parlano a loro volta di un attacco dell’esercito israeliano nel quale sarebbero rimaste ferite alcune persone. L’episodio sarebbe avvenuto subito dopo che una salva di razzi palestinesi era caduta nelle immediate vicinanze, a Sderot. Israele non ha ancora commentato questa notizia. (Agr)

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Cinque razzi su Ashkelon, una israeliana ferita

M.O./ GAZA, 5 RAZZI SU ASHKELON, UNA ISRAELIANA FERITA

Lo ha detto la tv satellitare araba al Jazeera

Ashkelon 12 giu. (Apcom) – Cinque razzi sparati da miliziani palestinesi da Gaza sono caduti sulla città di Ashkelon nel sud di Israele, provocando il ferimento di una donna israeliana. Lo ha annunciato l’emittente satellitare araba al Jazeera.

Secondo Hamas, i razzi sarebbero stati lanciati come rappresaglia ad un raid israeliano nel nord di Gaza che avrebbe distrutto una palazzina di due piani uccidendo tre persone e ferendone una quarantina.

Jihad Islamica: Abbiamo missili da 22 km di gittata

Jihad Islamica: Abbiamo missili da 22 km di gittata

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La Jihad Islamica si è dotata di un nuovo missile con gittata di 22 chilometri in grado di colpire la città israeliana di Ashkelon a partire dal nord della striscia di Gaza. Lo ha annunciato domenica l’organizzazione terroristica palestinese.

Nel frattempo, la stessa organizzazione ha confermato che i suoi tre uomini uccisi sabato notte in un raid delle forze aeree israeliane a Gaza erano effettivamente in procinto di lanciare missili Qassam su Israele.

La ripresa dei raid aerei anti-terrorismo è avvenuta dopo che sei Qassam palestinesi si sono abbattuti nel fine settimana sul territorio israeliano. Nella sola giornata di giovedì i Qassam lanciati dalla striscia di Gaza erano stati 28.

Secondo ufficiali della difesa israeliana, è probabile che i terroristi della Jihad Islamica colpiti nell’ultimo raid appartenessero alla cellula responsabile del lancio che ha causato il ferimento dei fratelli Twito a Sderot il 9 febbraio scorso. Osher Twito, di 8 anni, ha perduto una gamba nell’incidente.

Il raid di sabato scorso è stato il primo condotto dalle Forze di Difesa israeliane dopo il 6 marzo, giorno in cui era stato abbattuto un terrorista individuato presso una rampa di lancio per Qassam, e fa seguito a una settimana di voci circa un presunto accordo di cessate il fuoco con Hamas, peraltro sempre smentito dalle autorità israeliane.

Sempre sabato, soldati israeliani hanno anche scoperto ordigni esplosivi piazzati da terroristi palestinesi lungo la barriera di confine fra Israele e striscia di Gaza.

Venerdì per la prima volta un elicottero israeliano è stato colpito sopra Gaza dai colpi di una mitragliera anti-aerea. Leggermente danneggiato, l’elicottero è atterrato in una vicina base delle forze aeree israeliane. Secondo fonti militari israeliane, Hamas è riuscita a introdurre dal Sinai nella striscia di Gaza armi anti-aeree e missili da spalla. Essa inoltre disporrebbe di diverse mitragliatrici russe KPV da 14,5 mm. Lo stesso Abu Obeida, portavoce delle Brigate Izzadin Kassam, ala militare di Hamas, ha parlato di “un importante progresso per la lotta armata palestinese”.

(Da: Jerusalem Post, 16.03.08)

Vittime innocenti del terrorismo

Israele.net

Hamas ai civili israeliani: “Vi vogliamo morti”

Hamas ai civili israeliani: “Vi vogliamo morti”

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A cosa punta Hamas? Non è un segreto. Anzi, il messaggio che Hamas rivolge direttamente agli israeliani (in inglese e persino in ebraico) è inequivocabilmente chiaro: “Voi siete il nostro bersaglio, vi vogliamo morti”.

Lo stesso giorno, il 26 febbraio scorso, in cui il movimento jihadista palestinese cercava di inscenare (con scarso successo) una manifestazione di donne e bambini alla frontiera fra striscia di Gaza ed Israele, il sito web ufficiale di Hamas pubblicava un poster che raffigura dei caduti israeliani e alcuni terroristi pesantemente armati con lo slogan (in inglese ed ebraico): “La morte sta arrivando”.

Negli giorni successivi, con l’aumento dei lanci di razzi e missili sulle città israeliane, la propaganda di Hamas volta a spiegare che la morte dei civili israeliani è il suo vero obiettivo si è fatta ancora più esplicita. Basta vedere gli ultimi poster messi on-line sui siti di Hamas, con didascalie che non lasciano spazio ad alcun dubbio.

In uno di questi, forse il più ripugnante e significativo, sono raffigurati dei bambini di Sderot rannicchiati in un rifugio durante un attacco di Qassam palestinesi, e lo slogan recita: “I sionisti si nascondono bene”.

Un altro manifesto mostra l’ingresso della città israeliana di Ashkelon bombardato da granate palestinesi, e la scritta: “Scordatevi della sicurezza”.

(Da: Intelligence and Terrorism Information Center, 2.03.08)

I bambini in guerra di Sderot

“La violenza è la nostra scelta”

Israele.net

Ancora razzi su Ashkelon, alcuni residenti sotto shock

M.O.; ANCORA RAZZI SU ASHKELON, ALCUNI RESIDENTI SOTTO SHOCK

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Roma, 3 mar. (Apcom) – Anche questa mattina la città israeliana di Ashkelon è stata presa di mira da gruppi estremisti palestinesi. Un razzo Katyusha è esploso nei pressi di un centro residenziale della città, senza provocare vittime.

Un gruppo di residenti, si legge sul quotidiano Haaretz, è stato costretto a ricorrere alle cure mediche per stato di shock.

I militanti di Gaza, inoltre, hanno lanciato almeno sei razzi Qassam contro diverse località del Negev, dopo gli oltre 30 razzi già lanciati contro Israele nella giornata di ieri.

Hamas campa sul buonismo dell’Occidente

Hamas campa sul buonismo dell’Occidente

di Fiamma Nirenstein

Se lo scontro divampa, se decine di palestinesi e due soldati israeliani sono stati uccisi, dobbiamo biasimare anche noi stessi, gli europei, gli italiani in particolare. Noi abbiamo creato le premesse perché Hamas si sentisse immune quando nei mesi scorsi da parte del governo in carica, col consueto narcisismo buonista, si è insistito per instaurare un dialogo con una forza terrorista che non sa che farsene, si è compianto Gaza senza chiamare a rapporto l’estremismo jihadista di Ismail Haniyeh, Khaled Mashaal. la soppressione nella Striscia di tutti i diritti umani.

La scelta strategica di dirottare i contributi internazionali verso le armi e il terrore, e di inaugurare sulla scia degli Hezbollah la ploggia continua di missili su civili innocenti nascondendo le armi sotto i propri civili, nasce da una strategia che oggi si rivela esatta: far sanguinare Israele dentro le sue città, spopolarle e annichilirle, creare le condizioni per una reazione militare.

La comunità mondiale, pensa Hamas, non interverrà per difendere Israele, e alla fine l’Idf dovrà avviare uno scontro che costerà a Israele l’odio internazionale. A monte di questo c’è il disprezzo di Hamas per l’altrui e la propria popolazione civile, la certezza che il mondo della jihad la seguirà comunque, la garanzia che a fronte del biasimo mondiale Israele non oserà addentrarsi più di tanto a Gaza né tantomeno, dopo averla sgomberata nel 2005, occuparla di nuovo.

Che cosa cerca Israele con le sue incursioni dentro Gaza? Chi si tiene lontano dalle consuete teorie della cospirazione lo sa benissimo: far cessare Hamas dai bombardamenti delle sue città che come tutte le città del mondo democratico vogliono mandare i bambini a scuola, lavorare, dormire in pace. L’estensione dei bombardamenti da Sderot ad Ashkelon e la promessa di investire con missili di maggiore gittata anche Ashdod, vicina città portuale, l’intensificarsi delle sofferenze della gente non consentivano più ritardi.

Che cosa causa il grande numero di morti fra i civili palestinesi? Intanto, la confusa definizione del termine «civile». In Israele, e in genere nel mondo democratico, solo chi indossa una divisa può definirsi militare. A Gaza, a fianco dei guerriglieri in divisa ce ne sono migliaia in t-shirt e jeans che partecipano al lancio dei missili, ad atti terroristici, a operazioni di fiancheggiamento. Inoltre, se osserviamo la dinamica delle operazioni di Israele, si individuano bene gli obiettivi sempre militari, uomini armati, terroristi in avvicinamento, camion carichi di armi, depositi, fabbriche locali, uffici e personaggi della struttura terroristica. Tuttavia è nelle zone fittamente abitate che Hamas nasconde uomini e armi. Le brigate che compiono incursioni vengono flancheggiate dall’aviazione quando trovano una reazione molto dura. Qui avvengono le perdite.

E una guerra impossibile e sconosciuta, quella di Gaza. Ma è una guerra, e la convenzione di Ginevra non ha dubbi sul considerare responsabile per la morte di civili chi li usa come scudi umani. Se i commenti politici e giornalistici di questi giorni irresponsabilmente seguiteranno a disconoscere le ragioni per cui lo scontro divampa Hamas potrà continuare nel suo gioco. Questo significa che allora anche la Cisgiordania, affascinata dalla vittoria morale di Hamas, presto sparerà missili, che le ultime speranze in Abu Mazen verranno sotterrate per sempre.

Infine: una tregua, a cui le parti dovranno andare, sarà un danno irreparabile se apparirà un cedimento, se Israele accetterà prima che Hamas rinunci ai missili. In questo caso, avrebbe solo regalato ad Hamas il tempo per accumulare i missifi Fajar, 70 chilometri di gittata, in grado di colpire Tel Aviv. Per conquistare la terra promessa, ma alla Ummah Islamica.

(Fonte: Il Giornale, 3 Marzo 2008)

Anche Ashkelon si tinge di rosso

Anche Ashkelon si tinge di rosso

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E’ semplicemente pazzesco che Ashkelon, una florida e tranquilla città industriale di mare che non ha mai fatto male ad anima viva e che sta nei confini riconosciuti di Israele, una città di centoventimila abitanti con scuole, uffici, fabbriche, sia costretta da stamani a chiedere ai suoi cittadini di costruirsi in fretta e furia rifugi domestici “nella stanza più sicura della casa”, che il sindaco debba ordinare, dopo la pioggia di missili di ieri, il rafforzamento delle finestre delle scuole e degli ospedali, che la gente debba vivere del terrore del prossimo missile grad proveniente da Gaza, probabilmente fornito a Hamas dall’Iran tramite gli Hezbollah. Da oggi, anche ad Ashkelon verrà attivata la sirena dell’allarme antimissile “Zeva Adom” (colore rosso), che dà ai civili circa 15 secondi di tempo per trovarsi il migliore riparo dal prossimo qassam in arrivo.

Gaza non è occupata, è stata lasciata ormai da due anni e mezzo e per di più arricchita di strutture industriali e agrarie, finanziata nel suo sviluppo dai contributi internazionali. La feroce e continuata azione dei terroristi di Hamas nel conculcare i diritti umani della propria stessa popolazione imponendo una dittatura religiosa espansionista e aggressiva, che ha precedenti solo in Iran, nella continua aggressione della popolazione civile israeliana e nell’uso della popria popolazione civile per coprire la strategia di una guerra balistica contro i cittadini israeliani, è inaccettabile da parte di qualsiasi persona civile.

Fiamma Nirenstein
* nella foto (Haaretz): una casa di Ashkelon colpita ieri da un missile grad

Liberali per Israele