I terroristi palestinesi minacciano: “Israele entrerà in un cerchio di fuoco”

M.O/ Brigate Ezzedin al Qassam minaccia: “Israele entrerà in un cerchio di fuoco”

Gaza, 24 dic. (Apcom) – “Faremo entrare migliaia e migliaia di israeliani in un cerchio di fuoco”. E’ questa l’ultima minaccia rivolta allo stato ebraico dalle Brigate Ezzedin al Qassam, braccio armato del movimento estremista islamico Hamas come ha riferito la tv satellitare araba al Jazeera.

In un comunicato emesso oggi, i miliziani di al Qassam affermano di dare seguito alle loro minacce, nel caso in cui Israele “non porrà fine all’escalation militare scatenata contro la striscia di Gaza” dopo la fine della tregua annunciata da Hamas venerdì scorso.

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Da Gaza razzi sempre più potenti contro Israele

M.O.: SU ISRAELE RAZZI HAMAS PIU’ POTENTI DEI “QASSAM”

2008_03_06_hamas

Gaza, 12:05 – Sono proseguiti anche nel corso della giornata gli attacchi con razzi dei miliziani di Hamas, diretti dal settore settentrionale della Striscia di Gaza sulla parte sud d’Israele: dopo i due consueti ‘Qassam III’ che gia’ avevano colpito Sderot e un vicino kibbutz nel deserto del Negev, ferendo un civile, ulteriori cinque sono stati scagliati contro la cittadina di Ashqelon, lungo la costa mediterranea. Lo hanno reso noto con un comunicato le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del gruppo radicale palestinese, rivendicando di aver utilizzato non i ‘Qassam’ ma i ‘Grad’, vecchi razzi di fabbricazione sovietica, risalenti agli anni ’60 ma tuttora in dotazione alle Forze Armate di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e del Vicino e Medio Oriente, in particolare dell’Iran ma anche d’Israele stessa. Non e’ la prima volta in cui Hamas se ne serve, ma e’ tuttora raro che riesca a effettuare i lanci giacche’ i ‘Grad’, per lo piu’ contrabbandati a Gaza via Egitto, arrivano in genere privi delle rampe di lancio originali e delle alette di bilanciamento autentiche, e vanno adattati. Si tratta comunque dell’ordigno piu’ potente del quale il Movimento di Resistenza Islamica (Resistenza Islamica?! Ah, giusto: la notizia è stata presa da Repubblica!……ndr)sia finora riuscito a munirsi: gittata minima di 5 chilometri e massima di oltre 20, mentre i ‘Qassam’ difficilmente raggiungono la decina di chilometri; se questi sono lunghi un paio di metri, i ‘Grad’ sfiorano i 3 e pesano quasi 70 chilogrammi, piu’ leggeri di una ventina di chili rispetto alla versione meno rozza dei ‘Qassam’, mentre oltre 18 chilogrammi del peso totale nei ‘Grad’ sono dovuti alla testata, quasi il doppio degli ordigni tradizionali. Frattanto e’ salito a quattro il numero dei palestinesi feriti nel raid aereo israeliano sul nord di Gaza; due delle vittime sono militanti delle Brigate al-Quds, ala militare della Jihad Islamica.

(14 novembre 2008 )

Repubblica.it

Gaza: in elezioni segrete Hamas ha scelto nuovo consiglio

Mo: Gaza; in elezioni segrete Hamas ha scelto nuovo consiglio

Gaza,16.09.08, 16:16 – Il mese scorso a Gaza Hamas ha segretamente eletto una nuova ‘Shura’, ossia un Consiglio che elabora dietro le quinte la linea del proprio braccio politico e di quello militare. La notizia – rivelata già due settimane fa dalla stampa israeliana – ha ricevuto ora le prime conferme: ad esempio ieri dal dirigente di Hamas Salah Bardawil in un’intervista a un’agenzia di stampa. Ma sul significato dell’evento restano interpretazioni diverse.

A quanto risulta a Gaza il voto si è svolto alla metà di agosto. Vi hanno preso parte migliaia di attivisti, in genere all’interno di moschee. E in questa consultazione è stata ribadita la fiducia a personalità di spicco come il pragmatico Ismail Haniyeh (capo dell’esecutivo a Gaza) e ai radicali filo-iraniani come Mahmud Zahar, Said Siam e Nizar Rayan.

Ma a quanto pare la fisionomia della nuova ‘Shura’ è cambiata per l’ingresso di nuove leve. Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot sostiene che i più noti comandanti delle Brigate Ezzedin al Qassam (il braccio armato di Hamas) fanno adesso parte della Shura: “Sono ora loro a dare il tono” afferma il giornale. Secondo il Jerusalem Post gli elementi relativamente pragmatici di Hamas – Ahmed Yusef e Ghazi Hamad – sono stati marginalizzati e non fanno parte del nuovo Consiglio.

A Gaza finora gli osservatori si astengono dall’entrare nei dettagli della nuova ‘Shura’ e si limitano a sostenere che dimostra “una sostanziale continuità ” rispetto al passato.

Ticino News

Hamas chiede 1500 detenuti per liberare Shalit

Hamas chiede 1500 detenuti per liberare Shalit

Tel Aviv, 29 ago, 11:59 – Millecinquecento detenuti palestinesi per la liberazione di Ghilad Shalit, il caporale israeliano rapito nel 2006. Secondo il quotidiano Ha’aretz sarebbe questa la richiesta di Hamas, emersa durante la recente missione al Cairo del ministro della difesa Ehud Barak. In un primo momento Hamas aveva chiesto per Shalit la liberazione di 450 palestinesi detenuti in Israele, fra cui tutti i capi del suo braccio armato responsabili di una lunga serie di attentati. In seguito aveva chiesto ulteriori 550 detenuti. Adesso la cifra è salita a quota 1500.

Il premier Ehud Olmert, secondo il giornale, è disposto a liberare 450 detenuti palestinesi. Ma di questi solo 70 figurano nella lista sottoposta da Hamas ai mediatori egiziani. Intanto ieri si è celebrato in Israele in un’atmosfera di tristezza il 22esimo compleanno di Shalit. I suoi genitori hanno di nuovo supplicato il governo israeliano di pagare il prezzo necessario per la sua liberazione.

“Avete avuto due anni per tentare strade diverse” ha detto la madre, Aviva. “Dovete rendervi conto che la trattativa per la liberazione di mio figlio non può essere vista come una semplice transazione commerciale”.

Intanto il sito delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, dileggia oggi i dirigenti israeliani affermando che forse sono più interessati alle lotte di potere al vertice di Kadima che non alla liberazione del soldato. Le Brigate al-Qassam non sono comunque disposte a concessioni. “Le madri dei palestinesi detenuti in Israele – scrivono – ci richiedono la massima fermezza”.

Autobomba a Gaza, Hamas accusa Fatah: 200 arresti

Sospetti Ai funerali delle vittime accuse ai «mandanti di Ramallah».

Il partito di Abu Mazen: «Sfruttate l’ attentato contro di noi»

Autobomba a Gaza, Hamas accusa Fatah: 200 arresti

Ma c’ è l’ ombra di uno scontro interno fra ala militare e politica della fazione islamista

Fratelli contro

Hamas: Il nome dell’ organizzazione (logo in alto) è l’ acronimo di «Harakat al-Muqawamah al-Islamiyya», che significa Movimento di resistenza islamica. Ma Hamas, in arabo, significa anche «ardore». Dal giugno 2007, dopo una breva battaglia contro il Fatah, ha il pieno controllo di Gaza

Fatah: È l’ acronimo di «Harakat al-Tahrir al-Watani al-Filastini», e cioè Movimento di liberazione della nazione dei palestinesi. Ma in arabo (logo sopra) significa anche «la vittoria». Partito principale dell’ Olp, ora diretto dal presidente dell’ Anp Abu Mazen, controlla solo la Cisgiordania

GERUSALEMME – A Gaza adesso raccontano due storie. La prima è quella urlata ai funerali, le grida «vendetta, vendetta» contro il «partito dei fuggitivi», le accuse ai «mandanti di Ramallah». La bomba che ha ucciso venerdì sera cinque militanti di Hamas e una bambina sarebbe un’ operazione organizzata dal Fatah, per indebolire il potere di Hamas. L’ altra viene sussurrata nella Striscia e rilanciata dagli avversari in Cisgiordania. L’ala militare del gruppo integralista è spaccata. Il leader Ahmed Al-Jabari disobbedisce agli ordini dei politici, ha una sua strategia che non risponde a quella del premier (deposto) Ismail Haniyeh. Una sfida sotterranea che è diventata pubblica al suono dei fucili mitragliatori, un mese fa, quando le divise blu della forza esecutiva, agli ordini del ministero degli Interni, tentano di arrestare gli uomini in mimetica delle Brigate Ezzedin Al-Qassam, accusati di crimini comuni. I militanti si oppongono, Jabari si rifiuta di consegnarli, il governo si rivolge al boss dei boss Mohammed Deif, per anni in cima alla lista dei più ricercati dagli israeliani.

Deif non ha un ruolo ufficiale, è considerato un simbolo del movimento. Paralizzato – dopo un’ eliminazione mirata, e mancata, dell’ esercito -, è ancora potente: decide che il nuovo capo dell’ ala militare sarà Imad Akal. Jabari rifiuta, le bombe cominciano a scoppiare. Un vice di Jabari rimane ferito (versione ufficiale: incidente d’ auto), un altro si ritrova l’ esplosivo piazzato in casa. L’ attacco di venerdì sera, una carica sotto una macchina, ha colpito vicino alla spiaggia, dove le famiglie di Gaza si affollano al venerdì sera per fuggire dal caldo. I morti sono tra i leader delle Brigate Ezzedin Al Qassam, Iyad Al-Hayeh è il nipote di un parlamentare di Hamas. L’ attentato è il più grave dagli scontri di oltre un anno fa, quando un blitz militare dei fondamentalisti ha dato al governo di Haniyeh il controllo della Striscia.

Pochi giorni fa, il presidente Abu Mazen aveva lanciato appelli alla riconciliazione. Messaggi rispediti alla Muqata dalle mitragliate di kalashnikov sparate in aria ai funerali e dalla rappresaglia decisa da Hamas. Almeno duecento attivisti di Fatah sono stati arrestati e la polizia ha perquisito una quarantina di uffici legati al movimento. «I collaborazionisti dietro a questi omicidi – ha proclamato Khalil Al-Hayeh – devono essere impiccati in piazza Palestina. Consideriamo i leader di Fatah responsabili, scelgano da che parte stanno».

Un gruppo mai sentito prima, le Brigate Al Awda, ha rivendicato l’ attacco e ha sostenuto di essere legato al Fatah. La guerra interna è ripartita, mentre il cessate il fuoco con Israele resta in vigore. A Gaza, venerdì, ci sono state altre due esplosioni. Una ha centrato il ristorante Al Jazira: è già stato il bersaglio di gruppi islamici oltranzisti, che colpiscono negozi di musica, bar e internet caffé. L’ altra bomba è saltata davanti alla casa di Marwan Abu Ras, un deputato di Hamas. «Vogliono far piombare la striscia nel caos – accusa Sami Abu Zuhri, portavoce del movimento -. Adesso dicono che gli arresti sono la seconda fase di un golpe: stiamo solo cercando gli assassini».

La forza esecutiva di Hamas è entrata nell’ ufficio di Ziad Abu Amr, parlamentare indipendente, e in quello di Zakharya Al-Agha, membro del comitato esecutivo dell’ Organizzazione per la liberazione della Palestina. La casa di Mohamed Awidat, un altro capo di Fatah, è stata bersagliata con i lanciagranate perché si consegnasse. Il partito di Abu Mazen accusa Hamas di sfruttare l’ attentato come giustificazione per cancellare la fazione avversaria. «A Nablus – replica Abu Zuhri – loro continuano ad arrestare i nostri attivisti». Quarantacinque chilometri dividono Gaza dalla Cisgiordania. «Non sono mai sembrati così tanti», commenta sconsolato un giornalista di Al Ayam. Il suo giornale, voce ufficiale dell’ Autorità, nella Striscia non entra più, ordine di Hamas.

Frattini Davide

(Fonte: Corriere della Sera, 27 Luglio 2008, pag.9 )

Striscia di Gaza: ennesimo “incidente sul lavoro”

Striscia di Gaza: ennesimo “incidente sul lavoro”

23/07/2008 Gaza: un terrorista dell’ala militare di Hamas morto, altri due gravemente feriti all’alba di martedì. Secondo le Brigate Ezzedin al-Qassam sono rimasti vittime di una “missione speciale della jihad”. Probabile un’esplosione accidentale in un campo d’addestramento.

(Fonte: Israele.net)

Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi

Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi

(ANSA) – Tel Aviv 6 lug – Ci sono tutti i principali organizzatori di attentati terroristici in Israele negli ultimi anni nella lista di Hamas dei detenuti palestinesi che dovranno essere liberati in cambio del soldato israeliano Ghilad Shalit.

Lo rivela oggi con grande evidenza il quotidiano Yediot Ahronot. Il giornale scrive che in Israele sono detenuti per motivi di sicurezza 8.700 palestinesi, il 70 per cento dei quali hanno partecipato ad attentati “in cui è stato versato sangue di israeliani”. Fra di loro ci sono 101 donne, alcune delle quali hanno cercato di realizzare attentati suicidi. Secondo organizzazioni umanitarie palestinesi, il numero complessivo dei palestinesi detenuti in Israele è invece di oltre 11 mila.

Nei giorni scorsi Hamas ha reso noto che in cambio di Shalit (che è stato catturato nel 2006) Israele deve liberare mille detenuti: 450 in un primo scaglione e altri 550 in un secondo tempo. Israele, ha precisato Hamas, “può obiettare al massimo a dieci nomi”.

Nella lista di Hamas Yediot Ahronot ha trovato i responsabili dei più gravi attentati della intifada. Fra questi figura Abdallah Barghuti, un confezionatore di corpetti esplosivi per kamikaze, trovato colpevole della uccisione di 66 israeliani in una lunga serie di attentati terroristici. In particolare Barghuti preparò una ‘chitarra esplosiva’ per il terrorista suicida che si fece saltare in aria il 9 agosto 2001 nel ristorante Sbarro di Gerusalemme, uccidendo 15 persone e ferendone 130.

Hamas esige anche la liberazione di Marwan Barghuti, un dirigente di al-Fatah condannato a diversi ergastoli per aver ispirato attentati terroristici, e di Hassan Salameh, uno dei dirigenti delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas. Salameh è responsabile – secondo il giornale – della uccisione di 46 israeliani, anche mediante la esplosione di due autobus di linea a Gerusalemme (1996).

Hamas vuole inoltre liberare Abbas Awis, il terrorista che nel 2002 organizzò in un albergo di Natanya (Tel Aviv) un attentato che provocò la morte di 29 israeliani, e Ahmed Saadat, il leader del Fronte democratico per la liberazione della Palestina che nel 2001 ordinò la uccisione del ministro israeliano Rehavam Zeevi.

Fra le donne che Hamas vuole libere ci sono Ihlam Tamimi (fu lei a guidare per le strade di Gerusalemme il terrorista che compì la strage al ristorante Sbarro) e Amna Muna, una attivista di al-Fatah che attirò a Ramallah, per ucciderlo, un adolescente israeliano conosciuto via internet.