Fiera del Libro di Torino: Contestazione pro Palestina davanti al Lingotto

Fiera del Libro di Torino: Contestazione pro Palestina davanti al Lingotto

(ANSA) – 10:30 – TORINO, 8 MAG – Un gruppo di simpatizzanti dell’associazione Free Palestine ha cercato di esporre uno striscione davanti al Lingotto di Torino, ma le forze dell’ordine lo hanno impedito per ragioni di sicurezza. Ci sono stati attimi di tensione verbale e poi una decina di manifestanti è stata spostata in una via laterale, in via Spotorno, dove è stato possibile aprire lo striscione su cui c’é scritto “No al colonialismo sionista, stato unico per arabi ed ebrei in palestina. Boicotta Israele, boicotta la fiera del libro 2008”.

Durante la contestazione, un simpatizzante di Israele ha lanciato imprecazioni contro il gruppo filopalestinese ma è stato subito bloccato dalla polizia che non gli ha permesso di raggiungere i manifestanti di Free Palestine

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Indymedia: tutti a Torino contro la Fiera

Appello su Internet

Indymedia: tutti a Torino contro la Fiera

La bandiera di Israele bruciata a Torino durante la manifestazione per il primo maggio

MILANO — «Israele non è un ospite d’onore. Palestina libera!». Con questa parola d’ordine, il sito piemontese di lndymedia, collettivo di informazione antagonista, lancia una manifestazione di protesta contro la Fiera del Libro e chiede adesioni per il concentramento in corso Marconi, previsto per le 14 del io maggio. Una chiamata alla protesta che, è il timore degli organizzatori, potrebbe finire con altre bandiere israeliane bruciate in piazza. Il questore di Torino ha vietato i presidi fissi nella zona del Lingotto. Anche perché all’inaugurazione è atteso il capo dellò Stato Giorgio Napolitano. Anche lui nel mirino delle proteste: «Dal presidente della Repubblica ai governi di questi anni — spiega Indymedia — dalle istituzioni locali a quelle militari o commerciali, l’alleanza strategica con Israele non viene mai messa in discussione. E ora di scendere in piazza».

(Fonte: Corriere della Sera, 4 Maggio 2008 )

1 maggio/ Pacifici: a Torino estremisti come Hamas in Palestina

1 maggio/ Pacifici: a Torino estremisti come Hamas in Palestina

Fatti ci indignano ma non ci preoccupano

ROMA, 1 mag. (Apcom) – Dura condanna dei “gesti di vandalismo” avvenuti a Torino dove esponenti di centri sociali hanno bruciato bandiere israeliane, arriva da Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica di Roma, che definisce “coloro che a Torino hanno compiuto questi gesti vandalici, estremisti al pari di rappresentanti di Hamas nei territori palestinesi”.

“I lavoratori israeliani ringraziano – sottolinea ironizzando Pacifici, interpellato da Apcom – la festa del primo maggio a quanto pare vale solo per una certa categoria di persone. Se si tratta di difendere il diritto di lavoratori israeliani – prosegue – i promotori di questa vergognosa iniziativa non contano nulla. Ma nulla di nuovo sul fronte occidentale”.

Non manca da parte di Pacifici anche un messaggio di solidarietà “umana e politica” a Fausto Bertinotti, anch’esso contestato a Torino: “probabilmente contestato – afferma- per aver assunto negli ultimi anni posizioni per esempio sull’esistenza e la sicurezza di Israele, nonchè dichiarazioni sulla prevenzione di attentati terroristici e questo, come già espresso da svariati mesi, da parte nostra, è un fatto che abbiamo apprezzato e guardato con molta attenzione. Per questo, sentiamo il dovere umanamente e politicamente di esprimergli la nostra solidarietà”.

Ritornando sui fatti di Torino, il presidente della Comunità ebraica romana sottolinea come “l’azione dei contestatori sia il normale epilogo di un percorso che grazie al cielo i cittadini italiani hanno punito severamente e quindi il fatto non ci preoccupa, anche se ci indigna, perchè siamo confortati dal sapere che oggi il Parlamento italiano, sia il nuovo Governo che l’opposizione, è un governo che condivide certi tipi di valori”. Il presidente della comunità ebraica richiama il discorso di ieri di Gianfranco Fini, quando ha parlato di “riconoscere il valore del 25 aprile e per tanti cittadini italiani quello del primo maggio. Un passo importante – aggiunge – per traghettare l’Italia e il partito di centrodestra a un partito conservatore di stile europeo”.

Pacifici ricorda l’importanza di alcuni “temi importanti per il paese”, come per esempio “il rispetto del Patto Atlantico, l’appartenenza alla Nato, l’amicizia con l’America e quello che sta più a cuore alla comunità ebraica, l’amicizia con lo stato e i cittadini di Israele, ma anche il riconoscimento di quelle forze e organizzazioni che anche per la controparte palestinese faticosamente stanno cercando di raggiungere un accordo di pace che possa veder nascere, entro la fine dell’anno, uno stato palestinese democratico a fianco di uno stato di Israele sicuro e con confini riconosciuti. Un traguardo – ha concluso Pacifici – che solo con la volontà di tutto il paese e di tutta l’Europa si può raggiungere isolando gli estremismi, rappresentati da Hamas nei territori palestinesi, e in Italia da quelli che a Torino hanno compiuto questi gesti di vandalismo”.

(Alice News, 1 maggio 2008 )

Torino: bruciate le bandiere di Israele e USA

2/5/2008 (7:13) – LA FIERA DEL LIBRO NELLA BUFERA

Fiera del Libro, bruciate le bandiere di Israele e Usa

L’episodio si è verificato al termine del corteo per il Primo maggio. I centri sociali: «Vergogna nel pensare che la Fiera voglia onorare questo paese»

TORINO – Due bandiere israeliane e una americana sono state bruciate a Torino da esponenti dei centri sociali e dell’associazione Free Palestine come forma di protesta per la scelta di invitare Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro che si aprirà al Lingotto giovedì 8 maggio prossimo. L’episodio si è verificato al termine del corteo per il Primo maggio.

I manifestanti, che hanno anche lanciato dei fumogeni, hanno voluto denunciare le uccisioni di civili palestinesi da parte dell’esercito israeliano e hanno ribadito la loro ferma opposizione alla presenza della cultura di Israele alla Fiera del Libro. Sull’episodio sta indagando la Questura di Torino. Per sabato 10 maggio Free Palestine ha indetto un’altra manifestazione di protesta per il boicottaggio della Fiera del libro intitolata «Da che parte stare noi lo sappiamo».

Il motivo della protesta lo spiega un portavoce dei Centri sociali:«Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese». Subito dopo arriva la prima reazione: Claudia De Benedetti, dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), definisce il gesto «un atto di incivilita», di «censura culturale» e lo stesso presidente dell’Unione, Renzo Gattegna, invita a impedire che l’appuntamento di Torino «si svolga in un’atmosfera di ostilità e di pregiudizio».

Per Pier Ferdinando Casini «Bruciare le bandiere di Israele è un atto di oltraggio non solo a quel popolo, alla sua storia e alle sue sofferenze ma all’intera civiltà occidentale, quindi anche a noi stessi».

La Stampa.it