Abu Mazen: “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash e di Ahmed Yassin, è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”

Abu Mazen: “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash e di Ahmed Yassin, è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”

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12/11/2008 “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash (fondatore dell’Fplp) e di Ahmed Yassin (fondatore di Hamas), è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”. Lo ha detto martedì il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) durante le celebrazioni alla Muqata di Ramallah (Cisgiordania) per il quarto anniversario della morte di Arafat. Ed ha aggiunto: “Non verrà concluso nessun accordo con Israele senza la liberazione dei prigionieri palestinesi. Proseguiremo sulla via tracciata da Arafat fino alla creazione di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale”.

(Fonte: Israele.net)

Cisgiordania: sventato attentato

Cisgiordania: sventato attentato

Uno dei "terribili" checkpoint israeliani

Uno dei “terribili” checkpoint israeliani che secondo i soliti benpensanti che parlano senza conoscere i fatti sono assolutamente inutili: peccato che servano ad evitare gli attentati….

11/11/2008 Attentato sventato: soldati israeliani hanno scoperto in tempo un ordigno esplosivo nel bagaglio di un palestinese a un posto di blocco a sud-est di Jenin (Cisgiordania).

(Fonte: Israele.net)

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Kalkilya (Cisgiordania): palestinesi sparano sui soldati israeliani

Kalkilya (Cisgiordania): palestinesi sparano sui soldati israeliani

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10/11/2008 Palestinesi hanno aperto il fuoco domenica sera su soldati israeliani in servizio a Kalkilya (Cisgiordania). I soldati hanno risposto al fuoco.

(Fonte: Israele.net)

Hawara: altro attentato sventato

Hawara: altro attentato sventato

26/10/2008 Un altro ordigno artigianale scoperto in tempo sabato al posto di blocco di Hawara, presso Nablus (Cisgiordania), addosso a un 17enne palestinese.

(Fonte: Israele.net)

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Hebron (Cisgiordania): 550 uomini dell’ANP si dispiegano in città

M.O./ Forze Anp si dispiegano a Hebron, in Cisgiordania

Abu Mazen vuole rafforzare il suo controllo sul territorio

Hebron (Cisgiordania), 25 ott. (Ap) – Le forze di sicurezza palestinesi si sono dispiegate nelle ultime ore a Hebron, per rafforzare il controllo del presidente palestinese Abu Mazen sulla Cisgiordania. Circa 550 agenti hanno preso posizione nella cittadina, la terza della Cisgiordania, considerata una roccaforte del gruppo islamista Hamas.

Hamas ha preso con la forza il controllo della Striscia di Gaza nel giugno 2007, estromettendo le forze vicine al partito rivale al Fatah, e il presidente Abu Mazen vuole prevenire un’azione simile in Cisgiordania. Il dispiegamento degli agenti a Hebron viene effettuato in coordinamento con le forze israeliane. Nel centro della cittadina vivono centinaia di coloni, sotto strette misure di sicurezza. Le forze palestinesi non pattuglieranno le strade limitrofe alla enclave ebraica.

Hebron, servizi segreti Anp sventano attentati Hamas

MO: Hebron, servizi segreti Anp sventano attentati Hamas

Hebron, 12 Ottobre 2008 – I servizi segreti del presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) sostengono di essere riusciti a sventare una serie di attacchi orditi da Hamas a Hebron “contro il popolo palestinese, contro l’Anp e contro i suoi apparati di sicurezza”.

In una conferenza stampa tenuta oggi a Hebron, il cui contenuto viene riferito dalla agenzia di stampa Maan, il responsabile dell’intelligence palestinese in Cisgiordania Aqel a-Saadi ha accusato il movimento estremista islamico di essersi comportato in maniera irresponsabile quando i suoi quadri “hanno nascosto materiale esplosivo anche in zone residenziali”. “Abbiamo sventato un disastro” ha precisato l’ufficiale.

Entrando poi nei dettagli della operazione condotta dai suoi uomini a Hebron negli ultimi tre giorni, il responsabile di sicurezza ha precisato che sono stati scoperti laboratori per la produzione di armi e di ordini, capaci fra l’altro di confezionare corpetti esplosivi. Centosessanta armi da fuoco sono state requisite e diversi miliziani di Hamas sono stati arrestati mentre si preparavano “a scardinare la sicurezza e la stabilità” in Cisgiordania.

Queste attività di Hamas, ha precisato, sono tanto più gravi in quanto sono state scoperte mentre la direzione politica dell’Autorità nazionale palestinese sta cercando una formula per superare le divergenze con gli attuali dirigenti di Gaza: un accenno anche alla missione condotta oggi a Damasco da Abu Mazen.

Ticino News

Hebron, undici miliziani di Hamas arrestati da polizia Anp

M.O./ Hebron, undici miliziani di Hamas arrestati da polizia Anp

Sequestrate armi ed esplosivi

Hebron, 11 ott. (Apcom) – Undici miliziani di Hamas sono stati arrestati dalla polizia palestinese a Hebron in Cisgiordania. Lo ha detto l’ufficiale di polizia Ramadan Awad. Nell’operazione sono state sequestrate armi e un laboratorio per la fabbricazione di ordigni esplosivi. Hebron è la città più grande della Cisgiordania ed è considerata una roccaforte di Hamas.

Nell’ultimo anno le forze di sicurezza dell’Autorità palestinese, che fanno capo al presidente Abu Mazen, hanno condotto una serie di operazioni contro i miliziani di Hamas in Cisgiordania, per impedire il ripetersi di quanto accaduto lo scorso anno nella Striscia di Gaza, dove il gruppo fondamentalista palestinese ha preso con la forza il potere nel territorio estromettendo proprio le forze fedeli al presidente.

Nablus: ennesimo attentato sventato dai militari israeliani

Nablus: sventato attentato dai militari israeliani

06/10/2008 Attentato sventato domenica al posto di blocco di Hawara, presso Nablus (Cisgiordania): arrestato in tempo un palestinese in possesso di una borsa contenente due ordigni esplosivi artigianali.

(Fonte: Israele.net)

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Cisgiordania: al Fatah si starebbe preparando a una repressione in grande stile nei confronti di Hamas

Cisgiordania: al Fatah si starebbe preparando a una repressione in grande stile nei confronti di Hamas

Tel Aviv, 5 ottobre – Ci sono segnali che indicano che le forze di sicurezza palestinesi targate al Fatah, operanti in Cisgiordania, si stanno preparando a una repressione in grande stile contro le strutture del movimento di Hamas in previsione delle tensioni che sorgeranno quando Abu Mazen, in violazione delle leggi dell’Autorità nazionale, vorrà prorogare il suo mandato presidenziale che va a scadere il prossimo 9 gennaio.

Se non ci sarà nessun accordo prima tra Fatah e Hamas per regolare la questione, si attendono forti tensioni interpalestinesi, e la repressione nella West Bank intenderebbe fiaccare la resistenza di Hamas. Lo ha detto al The Jerusalem Post un ufficiale di alto grado delle forze di occupazione israeliane. “Ci sono segnali che Fatah sta preparando qualcosa … Non ci sono dubbi che noi siamo a favore di Fatah, perché assuma la responsabilità nella West Bank e questo naturalmente comprende la repressione di Hamas”, ha affermato l’alto ufficiale.

(Fonte: Arab Monitor, 5 Ottobre 2008 )

Iran: Lavaggio del cervello di massa contro lo Stato ebraico

Edizione 209 del 03-10-2008

Iran: lavaggio del cervello di massa contro lo Stato ebraico

di Michael Sfaradi

L’Ayatollah Khamenei, nel suo ultimo sermone, tanto per cambiare, ha profetizzato la fine di Israele, e la frase centrale è stata: “Israele ha imboccato la strada che porterà alla sua fine, e l’attuale generazione di palestinesi riprenderà ciò che è suo”. Le parole “Israele è il cancro del mondo”, hanno chiuso il discorso di Khamenei ai fedeli. Niente di nuovo, la stampa araba in generale ripete questi concetti, fino alla noia, ogni volta che cita Mahmoud Ahmadinejad presidente dell’Iran, Hassan Nasrallah capo di Hezbollah o Ismail Haniyeh capo di Hamas. Queste prese di posizione, quasi fossero una parola d’ordine scritta su dispaccio ciclostilato, non lasciano spazio a nessun dubbio e coloro che credono ancora alla possibile convivenza fra i due popoli, arabo ed israeliano in due stati vicini, dovrebbero prendere atto che queste dichiarazioni sono lo specchio di ciò che pensano larghi strati della popolazione araba e i molti adepti e simpatizzanti anche in Occidente. I continui attacchi ad Israele, sempre con gli stessi insulti e con la stessa enfasi, ormai non nascondono più l’antisemitismo di cui sono intrisi, (antisemitismo inteso come odio verso gli ebrei, meglio chiarire questo punto perché c’è sempre l’intelligente di turno che ci ricorda che anche gli arabi sono semiti), e sono, a nostro avviso, il più grande “lavaggio del cervello” di massa che sia stato fatto dai tempi del Terzo Reich. Ahmadinejad intanto gongola vedendo l’Occidente impotente davanti al suo programma nucleare, e sentendosi spalleggiato dalla Russia di Putin si può permettere di prendere a schiaffi l’Europa e in giro l’America.

Intanto le sue centrifughe continuano a produrre la materia prima per costruire la bomba atomica, e nonostante i politici iraniani abbiano già detto e ripetuto chi sarà a vedere da vicino la sua esplosione, il mondo riesce a promettere ad Israele solo alleanze e partecipazione che per il momento rimangono sulla carta e che diventeranno “sentite condoglianze” l’attimo dopo il “fungo”. Detto così sembra allarmante, in realtà è peggio. Siccome l’eventuale bomba atomica iraniana non farà distinzione di razza religione o sesso, e non saprà distinguere fra arabo ed ebreo, in caso di attacco iraniano non convenzionale ad Israele, anche i palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania dovranno fare i conti sia con la detonazione che con le radiazioni. Ahmedinejad su questo punto è stato chiaro, ha già detto che la distruzione di Israele vale delle perdite di Shahid che si andranno ad aggiungere alla lista dei martiri. Israele, rimarrà a guardare la sua distruzione? Non crediamo. Anche se ancora non è esclusa l’opzione militare per fermare la rincorsa che i pazzi di Teheran stanno facendo fare all’umanità verso la terza guerra mondiale, siamo sicuri che se Israele si sentisse seriamente minacciata reagirebbe. E se Teheran si sta fabbricando la sua prima bomba, ormai lo ha capito anche l’Agenzia Internazionale Energia Atomica, prima di usarla deve fare bene i suoi calcoli, perché nonostante non ci sia mai stata un’ammissione ufficiale da parte di Gerusalemme, secondo stime di intelligence, Israele ha, stoccate negli Hangar, dalle 150 alle 250 testate nucleari e possiede i vettori, sia aerei cacciabombardieri che missili a lunga gittata, e rete di satelliti guida per portarle a destinazione. Le speranze sono due: che non si debba mai arrivare a dover usare questa catastrofica “ultima opzione”, e qualcuno spiegasse al presidente iraniano che se si avverasse l’incubo che ci sta facendo vivere, la lista di Shahid, anche iraniani, diventerebbe dolorosamente lunga e non più conveniente.

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