Iran: impiccato perchè “Spia per Israele”

Dall’inizio dell’anno più di 200 esecuzioni in Iran

«Spia per Israele», impiccato un iraniano

Ali AshtarI (Afp)

Ali AshtarI (Afp)

Eseguita la condanna a morte dell’imprenditore 43enne Ali Ashtari, accusato di collaborare col Mossad

TEHERAN – È stata eseguita in Iran la condanna a morte dell’imprenditore Ali Ashtari, 43 anni, accusato e poi condannato lo scorso giugno alla pena capital perché sospettato di essere una spia assoldata dal Mossad, il servizio segreto di Israele. La notizia dell’esecuzione è stata resa nota da un funzionario del ministero dell’informazione iraniano citato dall’agenzia Isna.

LA MAGISTRATURA IRANIANA: «HA CONFESSATO» – «Il direttore generale del ministero dell’informazione, incaricato di contro spionaggio, ha annunciato l’impiccagione di Ali Ashtari, che era stato condannato a morte in giugno per spionaggio per conto del regime sionista», scrive l’Isna. Ma in un comunicato la magistratura iraniana fa sapere da parte sua che Ashtari è stato impiccato lunedì scorso. Si afferma inoltre che l’imprenditore avrebbe confessato. La condanna a morte fu pronunciata il 30 giugno scorso.

PIÙ DI 200 ESECUZIONI DALL’INIZIO DELL’ANNO – In Iran è stato inoltre impiccato un trafficante di stupefacenti, secondo quanto riferisce il quotidiano Etemad. L’uomo si chiamava Majid ed è stato giustiziato nel carcere di Bandar Abbas, nel sud del Paese. Il giornale non precisa la data dell’esecuzione. Il condannato era stato arrestato mentre trasportava a bordo del suo camion 109 chilogrammi di morfina destinati alla Turchia. L’impiccagione porta ad almeno 204 il numero delle sentenze capitali eseguite in Iran dall’inizio dell’anno, secondo fonti di stampa. Tra questi figura anche Ashtari.

(Fonte: Corriere della Sera, 22 novembre 2008 )

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Un Paese democratico e un alluce tumefatto

Un Paese democratico e un alluce tumefatto

di Anna Rolli

Alcuni giorni fa, due soldati israeliani sono stati restituiti alle loro famiglie nella bara, dopo due anni di straziante dolore e di inutile speranza. I miliziani di Hezbollah li avevano rapiti e poi uccisi nell’estate del 2006, lasciando tutti all’oscuro sulla loro sorte.

Alcuni giorni fa, Samir Kuntar, il mostro che nel 1979, sulla spiaggia di Naharia, aveva assassinato un giovane padre di fronte alla figlioletta di 4 anni e poi aveva afferrato quest’ultima per le gambe sfracellandole il visetto e la testolina sugli scogli del mare…Samir Kuntar, dicevo, è tornato in Libano, accolto ed acclamato dagli Hezbollah come un eroe.

Alcuni giorni fa, in Cisgiordania, a nord -est di Gerusalemme, in una piccola località chiamata Kfar Nahalim, alcuni soldati israeliani hanno arrestato un palestinese di 27 anni, di nome Abu Rachma, che stava manifestando contro il muro di difesa. Tra l’arrestato e i giovani soldati sono corse alcune male parole e uno di questi ultimi ha sparato, a distanza ravvicinata, un proiettile di gomma in direzione delle scarpe del giovane palestinese che è stato colpito all’alluce del piede destro che si è gonfiato. Un medico militare lo ha prontamente soccorso e constatato che l’alluce in questione era guaribile in pochissimi giorni perché “si trattava di offesa molto leggera” (l’alluce non era rotto ma solo tumefatto) lo ha rimandato a casa.

L’intera scena, però, era stata filmata con una cinepresa amatoriale da una ragazzina palestinese di 14 anni appostata alla finestra di casa sua. Il risultato è stato il seguente: stamattina il video è andato in onda sui telegiornali di tutta Italia e di tutto il mondo e la propaganda anti-israeliana, com’era prevedibile, si è scatenata.

Nel frattempo, in Israele, per ordine del procuratore generale, la polizia militare dopo aver visionato il video stava già svolgendo tutte le indagini del caso, il soldato era già stato arrestato e rinchiuso nel carcere militare di Akko in attesa del completamento delle indagini e del rinvio in giudizio e il portavoce dell’esercito israeliano dichiarava: “L’accaduto è grave. Il soldato non ha rispettato né gli ordini né il regolamento militare che prevede tassativamente di salvaguardare l’integrità fisica di chiunque sia fermato o arrestato. Il comportamento di un singolo ha rappresentato un grave danno per l’immagine dell’esercito…”.

Nel frattempo è di oggi la notizia ( riportata da Maariv) che a Gaza, Aiad Sokar, un palestinese di 35 anni, è stato condannato a morte, senza regolare processo, con l’accusa di aver fornito informazioni agli israeliani riguardo gli spostamenti dei combattenti della Jhiad islamica. La sentenza di morte è stata consegnata a Ramallah, alla segreteria del presidente Abu Mazen, per l’autorizzazione a procedere. Quasi nessuno ne parla, come tutti sappiamo, una condanna a morte nel mondo arabo fa infinitamente meno notizia di un dito ferito per colpa di un soldato israeliano.

(Agenzia Radicale, 22 luglio 2008 )

Iran: condanna a morte per una presunta “spia sionista”

IRAN: CONDANNA A MORTE PER UNA PRESUNTA “SPIA SIONISTA”

Teheran, 08:25 – L’Iran ha condannato a morte un cittadino riconosciuto colpevole di aver fatto spionaggio a favore di Israele. La notizia, data dall’agenzia ufficiale Fars, arriva mentre cresce la tensione tra Teheran e lo stato ebraico, con uno scambio di accuse sempre piu’ infuocato tra i due Paesi. La sentenza ai danni di Ali Ashtari, 43 anni, che era stato arrestato un anno e mezzo fa, e’ stata emessa da un tribunale rivoluzionario. L’uomo puo’ ancora presentare appello.

Repubblica.it