Gaza: altri razzi su Israele, nessuna vittima

M.O.: 4 RAZZI DA GAZA SUL SUD ISRAELE, NESSUNA VITTIMA

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Gaza, 7 Nov 2008 -Quattro razzi sparati da militanti palestinesi nella Striscia di Gaza sono piovuti nel sud di Israele, senza causare vittime ne’ danni. L’attacco all’alba ha fatto seguito a una serie di razzi lanciati giovedi’, dopo che le operazioni militari israeliane nel territorio palestinese avevano portato all’uccisione di sette militanti. La nuova offensiva arriva mentre a Gerusalemme e’ in visita il segretario di Stato americano, Condoleezza Rice, nell’ambito di un tour che ha l’obiettivo di far ripartire il processo di pace. Malgrado le violenze il viceministro della Difesa israeliano, Matan Vilnai, si e’ detto favorevole a un’estensione della tregua di sei mesi concordata il 19 giugno, proposta che Hamas si e’ detta disponibile a valutare.

Repubblica.it

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Gelo in Israele per la visita di Carter

Missione privata. Critiche dal dipartimento di Stato Usa: «Parlerà con chi ostacola la pace»

Gelo in Israele per la visita di Carter

Niente incontri con Olmert e la Livni

L’ex presidente difende la scelta di vedere il leader di Hamas a Damasco Il mediatore americano accolto nello Stato ebraico solo da Peres. Visita a Sderot e colloquio con il padre di Shalit

NEW YORK — Non avrebbe potuto essere più glaciale l’accoglienza riservata da Israele all’ex presidente americano Jimmy Carter, da ieri a Gerusalemme per una missione privata nella regione che prevede, tra l’altro, un incontro a Damasco con il leader di Hamas, Khaled Meshaal. Il primo contatto in oltre due anni tra un politico Usa d’alto profilo e Hamas.

Soltanto il presidente Shimon Peres ha accettato di incontrare l’83enne Premio Nobel. Ma si sarebbe trattato di un meeting poco cordiale, durante il quale Peres avrebbe redarguito l’artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978), ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni «ha arrecato danno al processo di pace».

Forse per questo motivo nessun membro del governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, da quello della Difesa Ehud Barak e anche dal leader dell’opposizione di destra Benyanjn Netanyahu.

A nulla è valsa la sua tanto reclamizzata visita a Sderot, (la città vittima delle quotidiane gragnole di razzi da Gaza) e l’incontro con il padre del soldato israeliano catturato nel giugno 2006 da Hamas, Gilad Shalit.

In Israele non si è ancora sopito il clamore per Palestine: Peace, not Apartheid, il controverso saggio del 2006 in cui Carter accusa lo Stato ebraico di praticare coi palestinesi una politica razzista simile a quella attuata dal Sudafrica nei confronti dei neri durante l’Apartheid. Ma proprio come allora, anche oggi Carter difende a spada tratta le sue scelte.

«E’ molto importante che ci sia qualcuno disposto a incontrare i leader di Hamas e ad ascoltare il loro punto di vista», ha spiegato in una intervista alla Abc, dove ha ribadito che intende «verificare la flessibilità di Hamas, per tentare di convincerlo a cessare gli attacchi contro civili innocenti in Israele e a cooperare con Al Fatah per unire i palestinesi».

«Non ho dubbi sul fatto che se Israele vuole trovare la pace con giustizia nei suoi rapporti con i palestinesi — ha aggiunto Carter — debba veder incluso Hamas nel processo di pace». Una tesi che lo vede completamente isolato in America, dove considerare Hamas un’organizzazione terrorista è un precetto bipartisan che unisce Casa Bianca e Partito Democratico.

Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha criticato l’iniziativa di Carter, dopo che il Dipartimento di Stato statunitense aveva insistito invano perché rinunciasse al viaggio. «Trovo difficile capire cosa possiamo guadagnare nel parlare di pace con Hamas — ha detto la Rice —, quando Hamas è, di fatto, l’ostacolo stesso alla pace».

di Alessandra Farkas

(Fonte: Corriere della Sera, 14 Aprile 2008)

Incontro a tre Rice, Fayyad, Barak: pronto pacchetto di misure volte a facilitare la vita dei palestinesi in Cisgiordania

Incontro a tre Rice, Fayyad, Barak: pronto pacchetto di misure volte a facilitare la vita dei palestinesi in Cisgiordania

31/03/2008 All’incontro di domenica con il segretario di stato Usa Condoleezza Rice e il primo ministro palestinese Salam Fayyad, il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha presentato un pacchetto di misure volte a facilitare la vita dei palestinesi in Cisgiordania. Prevista, fra l’altro, la rimozione di una cinquantina di posti di blocco tra Jenin, Tulkarem, Kalkilya e Ramallah; l’apertura di stazioni di polizia palestinese; lo schieramento nell’area di Jenin di 700 poliziotti palestinesi addestrati in Giordania; la consegna dei primi 25 mezzi blindati (su 50) e di altri 125 veicoli alle forze palestinesi; facilitazioni agli spostamenti di uomini d’affari palestinesi; assistenza e facilitazioni per la conferenza economica del 21-23 maggio a Betlemme; rilascio di ulteriori 5.000 permessi di ingresso per lavoro in Israele; avvio della Tarkumiya Industrial Zone nel distretto di Hebron con aiuto turco e di una zona industriale con aiuto giapponese a Gerico.

(Fonte: Israele.net)