Figlio leader di Hamas si converte al cristianesimo: ”Ho detto addio a una cultura palestinese in cui un terrorista suicida diventa un eroe, un martire”

La storia è anticipata oggi dal quotidiano israeliano ‘Ha’aretz’

Figlio leader di Hamas si converte al cristianesimo: ”Ho detto addio a una cultura palestinese in cui un terrorista suicida diventa un eroe, un martire”

Il padre è Sheikh Hassan Yousef, uno dei capi del movimento terrorista a Ramallah

Gerusalemme, 31 lug. – (Aki) – Una conversione dall’Islam al Cristianesimo per dire addio a una “cultura palestinese in cui un terrorista suicida diventa un eroe, un martire”. Un nome che cambia da Masab a Joseph. E’ la storia del figlio del leader di Hamas a Ramallah, Sheikh Hassan Yousef, anticipata oggi dal quotidiano israeliano ‘Ha’aretz’ e che uscirà integralmente nel magazine del giornale distribuito nel fine settimana. Dopo essere stato per anni al fianco di suo padre, il giovane Masab ha deciso di ‘cambiare vita’ ed è consapevole che sta “mettendo a rischio la sua vita”. “Ma spero che mio padre capirà e che Dio dia a lui e alla mia famiglia la pazienza e la volontà di aprire gli occhi a Gesù e al Cristianesimo – afferma il giovane durante un colloquio con un giornalista di ‘Ha’aretz’ – Forse un giorno potrò tornare in Palestina e a Ramallah con Gesù, nel regno di Dio”.

E il figlio del leader di Hamas a Ramallah non tenta neanche di nascondere il suo ‘legame’ con Israele. “Mandate i miei saluti a Israele, mi manca. Rispetto Israele e lo ammiro come Paese – ha detto – Voi ebrei dovete essere consapevoli: non avrete mai e poi mai la pace con Hamas. L’Islam, come ideologia che li guida, non consentirà loro di arrivare a un accordo di pace con gli ebrei. Credono che la tradizione dica che il Profeta Maometto ha combattuto contro gli ebrei e che pertanto devono continuare a combattere contro gli ebrei fino alla morte”.

Un’intera società santifica la morte e i terroristi suicidi. Nella cultura palestinese un terrorista kamikaze diventa un eroe, un martire. I leader religiosi parlano ai loro studenti dell”eroismo dei martiri’ – ha proseguito il giovane che ora vive in California – Mi manca Ramallah. Mi mancano soprattutto mia madre, i miei fratelli e le mie sorelle, ma so che sarà molto difficile per me tornare presto a Ramallah”.