Khaled Meshaal, leader di Hamas: “Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico”

Khaled Meshaal, leader di Hamas: “Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico”

Khaled Meshaal, il terrorista attualmente leader di Hamas

Khaled Meshaal, il terrorista attualmente leader di Hamas

05/12/2008 Da un discorso del capo dell’ufficio politico di Hamas Khaled Mesha’al, andato in onda su Al-Jazeera lo scorso 12 ottobre: “A voi, fratelli e sorelle arabi e musulmani, dico che siete secondi soltanto ad Allah nel contrastare l’egemonia americana e questo avviene grazie alla Palestina, al Libano, all’Iraq, all’Afghanistan e a tutte le incrollabili forze della resistenza della nostra nazione. È dimostrato che questo è un mondo oppressivo basato sull’usura e la tirannia. Quando vuole, Allah fa crollare questi sistemi. Entro alcuni anni questo mondo cambierà, sottomesso al volere arabo-islamico, ad Allah piacendo. Altrimenti come facciamo a credere all’hadith che ci dice che gli alberi e le pietre lotteranno al nostro fianco?” (L’Hadith in questione dice: “Verrà l’ora in cui il musulmano muoverà guerra all’ebreo e lo ucciderà, e finché vi sarà un ebreo nascosto dietro una roccia o un albero, la roccia e l’albero diranno: musulmano, servo di Dio, c’è un ebreo nascosto dietro di me, vieni e uccidilo”).

(Fonte: Israele.net)

“L’annientamento degli ebrei in Palestina sarà la più splendida benedizione”

“L’annientamento degli ebrei in Palestina sarà la più splendida benedizione”

Quelli che seguono sono brani tratti da un’intervista al religioso islamico palestinese Muhsen Abu ‘Ita, trasmessa dalla tv Al-Aqsa lo scorso 13 luglio.

Muhsen Abu ‘Ita: “Naturalmente le sure del Corano trasmesse a Muhammad alla Mecca raramente si occupano degli ebrei, come in “coloro che incorrono nell’ira di Allah” che appare nella sura Al-Fatiha. Perciò è strano trovare un’intera sura che prende il titolo dagli ebrei, o Bani Israil. Ed è ancora più singolare che questa sura non parli degli ebrei delle tribù di Qaynuqa, Nazir, o Qurayza. Essa parla degli ebrei del nostro tempo, del nostro secolo, usando il linguaggio dell’annientamento, il linguaggio dello scavare tombe…..

….Si noti che in questa sura gli ebrei vengono condannati all’annientamento ancor prima che un solo ebreo esistesse sulla faccia della Terra. Questa sura del Corano parla del collasso del cosiddetto stato di Israele ancor prima che questo stato venisse costituito. Da qui deriva l’importanza e la specificità di questa sura. […]

…..La benedizione della Palestina dipende dall’annientamento in essa del pozzo di corruzione globale. Quando qui in Palestina verrà tagliata la testa del serpente della corruzione, e i suoi tentacoli da piovra saranno troncati in tutto il mondo, allora arriverà la vera benedizione….

……L’annientamento degli ebrei qui in Palestina sarà una delle più splendide benedizioni per la Palestina, e sarà seguita da una benedizione ancora più grande, sia lodato Allah, con la creazione di un Califfato che governerà la terra e sarà gradito agli uomini e a Dio.”

(Da: MEMRI, 28.10.08 )

Per vedere il filmato (con sottotitoli in inglese) clicca qui

La malattia del Medio Oriente

Testi e vignette per negare la Shoà

Israele.net

Il capo terrorista di Hezbollah diventato ebreo per amore

Il capo terrorista di Hezbollah diventato ebreo per amore

Era un ufficiale integralista, la sua missione era distruggere Israele. Poi sul Corano trovò qualcosa di strano. E la sua vita cambiò destino

Si chiama Abi, vive in un luogo segreto, protetto dagli ortodossi. E nasconde una storia incredibile

E’ stato torturato, è sfuggito a tre attentati, gli hanno ucciso un figlio. Ora predica l’amore

di R.A. Segre

Il cambiamento di religione – per convinzione, interesse, amore ecc – non ha nulla di particolare. Ma quando all’ebraismo si converte un musulmano sciita libanese, ufficiale degli Hezbollah e rischia la vita, pagando con la tortura e la morte di un figlio il suo tentativo di combattere per Israele dall’interno del campo fondamentalista, allora si tratta di una notizia alla quale è difficile credere soprattutto se raccontata in un libretto firmato con lo pseudonimo «Abi» pubblicate da un ignoto editore israeliano. Incuriosito pensai di poter avvicinare questo Hezbollah diventato ebreo tramite il rabbino che lo aveva convertito. Un amico mi mise sulle sue tracce. È Rav Shmuel Eliahu, rabbino capo di Safed, la città santa e mistica di Galilea. Cordiale, aperto, accetta di presentarmi Abi a due condizioni: non rivelare il luogo dell’incontro; apprendere la sua incredibile avventura, militare e spirituale, in sua presenza ma raccontata da lui che di Abi sapeva tutto ma era impegnato a osservare, almeno formalmente, il segreto. Inoltre poteva correggere le falsità inserite nel libretto allo scopo di proteggere l’identità di «Abi». Ad esempio la visita di una delegazione di persone legate agli hezbollah a Auschwitz e in Vaticano. Accettai ma chiesi che la conversazione venisse registrata, dalla persona che mi aveva procurato l’incontro.

La storia di Abi inizia all’inizio degli anni Ottanta in un villaggio del Libano meridionale. Come nei Promessi sposi, un capoccia Hezbollah locale si invaghisce della fidanzata del fratello di «Abi». Per averla, lo fa arrestare e condannare a morte per spionaggio a favore di Israele. Nasce in «Abi» la volontà di vendetta. Si arruola nelle file degli Hezbollah, sale di grado, conquista la fiducia dei suoi superiori con la sua devozione religiosa, ma è turbato dall’uso cinico che i fondamentalisti fanno della fede per arruolare giovani kamikaze. Cerca risposte nel Corano e scopre passaggi che parlano della «scelta divina» del popolo di Israele, e della terra a loro promessa. Si convince che gli sceicchi interpretano a modo loro in chiave anti ebraica il Corano e che è peccato ucciderli. Perfino uno sceicco inviato dall’Iran ad aiutare i giornalisti della stazione tv degli Hezbollah Al Manar dice che nella propaganda si deve attaccare i sionisti, non gli ebrei. Non è stato detto (Sura 2:47 al Bakara) che Dio ha preferito gli ebrei «sui due mondi»; che ha «scelto» Israele (Sura 7:140), che il suicidio nel nome di Dio è blasfemo? Gli ebrei possono avere tradito la Legge divina e per questo soffrire. Ma l’impegno di Dio nel dare loro la «Terra promessa» non è cambiato. Mosso da queste letture e da dubbi, «Abi» decide di mettere se stesso e Dio alla prova. Sperando di poter stabilire un contatto con gli ebrei fa fallire l’invio in Israele (attraverso la frontiera col Libano rimasta aperta sino al 2001) di una autoambulanza carica di tritolo scrivendo sul vetro sporco in caratteri ebraici la parola «esplosivo». Qualcuno al posto di frontiera se ne accorge. Spara contro il veicolo che salta in aria. Gli israeliani captano il messaggio. Un loro agente in Libano contatta «Abi» avviando una collaborazione che «salva molte vite» ma che finisce per renderlo sospetto.

Imprigionato prima nel Libano e poi in Siria, viene torturato. Gli uccidono sotto gli occhi il figlio più piccolo per piegarlo ma non parla. Cosa gli da questa forza? Si chiede; perché sfugge miracolosamente a tre attentati? Sono esperienze traumatiche, ma anche secondo lui messaggi divini che gli indicano la via da seguire. Con l’aiuto israeliano riesce a fuggire in Israele con moglie e figli dove decide di convertirsi per «lavorare» all’interno alla salvezza del popolo ebraico. Incontra Rav Eliahu che crede di aver visto in sogno quando era prigioniero. Il quale per quanto restio ad accettare conversioni, specie di musulmani, crede di vedere nel caso di «Abi» qualcosa di profetico. Non solo per le straordinarie circostanze di vita, per la conversione ideologica – da combattente anti israeliano a agente segreto israeliano contro gli hezbollah – ma per il fatto che questo libanese porta un messaggio che molti rabbini non sono capaci di articolare.

Parla con passione della fiducia che gli ebrei debbono riporre in Dio, rimprovera loro l’assenza di fede nel loro destino privilegiato. Interpreta la storia del conflitto in maniera profetica. Spiega ad esempio la fuga delle migliaia di arabi da Safed nel 1948 citando le parole dell’allora comandante arabo locale, Faudi ad Dura: «Come pensate che potessimo opporci alla volontà divina?». Gli israeliani, dice, invece di rinforzare questa convinzione araba, fatalistica, dell’impossibilità di combattere il popolo di Dio, aumentano la debolezza di Israele esaltando una superiorità materiale che non li può salvare.

Sono persone come «Abi» – dice il rabbino – che rappresentano la salvezza di Israele.
Penso a tutto questo guardando, «Abi» un uomo sulla cinquantina, indistinguibile nel vestire, nella barba, nel cappello nero a larghe falde e nei riccioloni attorcigliati dietro le orecchie ad un ebreo ortodosso che ascolta, senza parlare, ma approvando quello che il rabbino mi racconta. Vorrei, ma non posso, dirgli ciò che penso di lui, il mio stupore ma anche la mia ammirazione: fede contro razionalità, sogno contro realismo. Dio delle schiere ebraiche contro quelle del Partito islamico di Dio. Dal luogo in cui ci troviamo è visibile in fondo alla valle del Giordano il lago di Tiberiade e il monte delle Benedizioni.

Beati i poveri di spirito che avranno il Regno del Cielo.

(Fonte: Il Giornale, 27.04.2008 )

Il Signore degli Anelli

Film anti-Corano, 17 minuti contro islamizzazione. In poche ore visionato da milioni di persone

ISLAM: FILM ANTI-CORANO,17 MINUTI CONTRO ISLAMIZZAZIONE
IN POCHE ORE VISIONATO DA MILIONI DI PERSONE

(ANSA) – 12:01 – ROMA, 28 MAR – “Nel 1945 il nazismo è stato sconfitto in Europa. Nel 1989 il comunismo è stato sconfitto in Europa. Ora deve essere sconfitta l’ideologia islamica. Difendi la nostra libertà. Ferma l’islamizzazione”: Queste frasi chiudono il filmato di poco meno di 17 minuti di Geert Wilders, intitolato ‘Fitna’, che significa in arabo ‘discordia, lotta intestina’ in seno alla comunità islamica.

All’inizio e alla fine la famosa vignetta del profeta Maometto che ha come copricapo una bomba con la miccia accesa, pubblicata dai giornali danesi. Messo su internet nel sito liveleak.com registrato a Manchester, in Gran Bretagna, il cortometraggio, in olandese e in inglese, dopo poche ore già stato visto da più di tre milioni di persone.

‘Fitna’ si apre con una sura del Corano in cui si invita a colpire “col terrore” i “nemici di Dio e i tuoi nemici”, seguita dalle immagini degli attentati alle Torri gemelle di New York dell’11 settembre 2001 e altre ancora più scioccanti – con i corpi straziati delle vittime allineati a terra – dell’attentato al treno a Madrid dell’11 marzo 2004.

Inframmezzato da una scelta di versetti coranici che invitano i fedeli a combattere i nemici e a punire i non musulmani – il film si snoda mostrando fra l’altro l’ ‘intervista’ a una bimba di tre anni, figlia di una kamikaze, manifestazioni in Paesi islamici con masse di persone che inneggiano minacciosamente alla vittoria dell’Islam nel mondo, predicatori che promettono fuoco e terrore ai nemici dell’Islam, iraniani che pronunciano virulenti discorsi contro gli ebrei, il presidente Mahmud Ahmadinejad il quale afferma che l’Islam “conquisterà le montagne in cima al mondo”.

“L’Olanda sotto l’influsso dell’Islam” mostra numerose moschee e donne completamente velate che spingono carrozzine, e i numeri dei musulmani in Olanda, e in Europa, in crescita esponenziale negli ultimi decenni.

Sotto il titolo “L’Olanda del futuro?”, si vedono mutilazioni genitali femminili ed esecuzioni di omosessuali e donne adultere. Non manca il regista Theo van Gogh, assassinato per il suo cortometraggio ‘Submission’, e dichiarazioni del suo killer che proclama: “Lo rifarei”.

Nel finale, l’immagine di una pagina del Corano sfiorata da una mano, poi solo il rumore di uno strappo: ma è una pagina dell’elenco telefonico a essere lacerata, precisa il testo, perché “spetta ai musulmani stessi strappare i versetti pieni di odio del Corano”.

Deputato di Hamas: “distruzione e annientamento degli Ebrei trova giustificazione nel Corano”

18/03/2008 Yunes El-Astel, deputato palestinese e membro della direzione di Hamas, ha dichiarato che la distruzione e l’annientamento degli ebrei trova giustificazione giuridica nel Corano.

(Fonte: Israele.net)