Gerusalemme: palestinese in macchina si lancia contro soldati, ucciso

Gerusalemme: palestinese in macchina si lancia contro soldati, ucciso

Gerusalemme: scena dell’attentato

GERUSALEMME, 22 set 22:43 – Un palestinese alla guida di un’auto si e’ lanciato contro il gruppo di militari in una strada di Gerusalemme est, ferendo una quindicina di soldati. Poi alcuni civili armati hanno fatto fuoco uccidendo l’automobilista. La polizia israeliana lo ha definito un attacco “terroristico”. Contrariamente a quanto riferito in precedenza, il palestinese non ha sparato dall’auto in corsa. Uno dei feriti e’ in gravi condizioni. (Agr)

Corriere.it

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Che cosa vogliono veramente i palestinesi?

Grazie a Barbara abbiamo ritrovato questo articolo del mese scorso, che meriterebbe una maggior attenzione….

CHE COSA VOGLIONO VERAMENTE I PALESTINESI?

Un articolo di un mese fa, utile per uno spunto di riflessione.

Naturale come il terrorismo palestinese

da un articolo di Bradley Burston

Ma cosa dovrebbe pensare una persona decente?

In una chiara e tranquilla mattina di Gerusalemme una donna sta guidando verso il cuore della città con accanto la sua piccola di 5 mesi. Non c’è nulla di cui aver paura. Non è una zona militare, non è un’area dell’occupazione, non è un insediamento. Ebrei vivono e lavorano in questa zona della città da più di cento anni (da quando l’hanno edificata, a ovest delle mura). Qui medici e infermieri ebrei si prendono cura di bambini e donne, anziani e infermi arabi sin dal 1902, quando sull’altro lato di questa strada venne aperto l’ospedale Shaare Tzedek.

Non c’è nulla di cui avere paura. Salvo per quell’uomo al volante di un bulldozer che ha deciso di uccidere degli ebrei. Non membri della sicurezza israeliana, non truppe d’occupazione, non uomini dei servizi segreti. Ebrei. Donne e bambini, anziani e infermi. Ebrei che potrebbero essere a favore di uno stato palestinese indipendente. Ebrei che non hanno nulla contro gli arabi. Ebrei che potrebbero essere attivamente impegnati contro l’occupazione. Semplicemente ebrei.

Quando inizia la mattanza, la donna al volante della propria auto fa ciò che gli ebrei hanno imparato a fare dalla Shoà, e da duemila anni prima della Shoà: mettere in salvo i propri bambini. A qualunque costo. Riesce a buttare la piccola fuori dall’auto attraverso il finestrino appena prima che l’Eroe di Palestina diriga la sua scavatrice da 10 tonnellate dritta sulla sua auto, schiacciandola completamente.

Non c’è voluto molto tempo – dopo che l’Eroe di Palestina aveva finito di ribaltare autobus pieni di ebrei, nonché di arabi, e di passare sopra ad altre auto, persino tornando indietro a schiacciarne una per la seconda volta – perché il dipartimento marketing e pubbliche relazioni di Hamas formulasse il suo elogio dell’attentato. “Lo consideriamo una reazione naturale alla quotidiana aggressione e ai crimini commessi contro il nostro popolo in Cisgiordania e in tutte le terre occupate”, ha dichiarato alla stampa il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri. Naturale.

Semplicemente naturale.

L’attentato è giunto appena dopo l’ultima serie di tentativi, ad opera di vari gruppi laici, islamici ed ebraici, di fare pressione su chiese protestanti e stimate università affinché disinvestano dalla Caterpillar per via del fatto che le Forze di Difesa israeliane usano talvolta i suoi bulldozer per demolire delle case palestinesi. Vorrei sentirli ora. Almeno una volta.

Vorrei che disinvestissero dal terrorismo, anziché giustificarlo come un “naturale” prodotto dell’occupazione. Per una volta, vorrei che i miei fratelli e sorelle pacifisti fossero duri con i loro compagni palestinesi per aver preso un bulldozer e aver schiacciato degli ebrei, almeno quanto lo sono con Israele per la demolizione di edifici. Scrivete lettere a Ismail Haniyeh, a Mahmoud Zahar, a Sami Anu Zuhri. Protestate nelle vostre comunità, definendo per una volta il terrorismo per quello che è: intenzionale, spietato, premeditato, immorale. Assassino.

Cosa dovrebbe pensare una persona decente? Che va bene lanciare razzi su zone abitate durante un cessate il fuoco perché l’occupazione non è ancora finita? Che va bene schiacciare con un bulldozer civili ebrei perché l’occupazione non è stata ancora fermata e i coloni continuano a costruire delle case?

Cosa dovrebbe pensare una persona decente quando gruppi palestinesi fanno a gara nel rivendicare l’attentato col bulldozer? E quando uno di questi gruppi sono le Brigate Martiri di Al-Aqsa, che fa capo a Fatah?

Cosa dovrebbe pensare una persona decente quando l’uomo che guidava il bulldozer, lui stesso padre di due figli, un operaio edile di Gerusalemme est, era animato da un desiderio talmente grande di uccidere ebrei – per inciso, danneggiando e infangando la causa e il nome della Palestina – da superare i suoi sentimenti verso quella madre costretta a gettare il bambino dal finestrino pur di salvarlo?

Per quanto mi riguarda, vorrei chiedere una prova di che cosa i palestinesi vogliono veramente. Non credo più che si tratti semplicemente di uno stato indipendente. Ecco cosa ancora non mi va di ammettere: che per tutti questi anni, nel 2008 non meno che nel 1902, ciò che una massa critica di palestinesi brama sopra ogni altra, forse anche più di uno stato indipendente, potrebbe essere il semplice e vile brivido della vendetta: niente di più chiaro e netto che vedere ebrei morti e sepolti.

(Ha’aretz, 2 luglio 2008 – da israele.net)

Gerusalemme est, scoperta cellula filo al-Qaida

Gerusalemme est, scoperta cellula filo al-Qaida

(ANSA) – 10:37 – Gerusalemme, 18 lug -Lo Shin Bet (il servizio di sicurezza interna di Israele) ha arrestato il mese scorso sei palestinesi di Gerusalemme est che asseritamente stavano cercando di dar vita ad una cellula fiancheggiatrice di al-Qaida.

Fra gli arrestati – che oggi sono stati condotti in tribunale per la estensione della detenzione – figura uno studente di chimica iscritto alla Università ebraica di Gerusalemme. Questi é sospettato di aver raccolto consigli utili all’abbattimento nella fase di atterraggio dell’elicottero del presidente degli Stati Uniti George Bush, durante la visita a Gerusalemme nel maggio scorso.

L’attentato doveva avvenire nello stadio sportivo vicino al campus universitario di Ghivat Ram e alla Knesset (parlamento).

Di norma gli incontri fra i membri della cellula avvenivano all’interno della Moschea di al-Aqsa, hanno precisato i servizi segreti.

La settimana scorsa lo Shin Bet aveva reso noto di aver arrestato anche due beduini del Neghev che, secondo l’accusa, cercavano di raccogliere informazioni utili ad al-Qaida. Fra le due vicende non sembra comunque esserci alcun legame.

Attentato: Gerusalemme, fa strage con trattore

Attentato: Gerusalemme, fa strage con trattore

(ANSA) – 12:44 – Gerusalemme, 2 lug – Gli abitanti di Gerusalemme hanno vissuto oggi una nuova giornata di terrore: un gigantesco trattore Caterpillar guidato da un palestinese ha travolto per centinaia di metri nella centrale via Jaffa tutti gli automezzi che gli si paravano davanti, incluso un autobus che è stato ribaltato.

L’attentato non è stato per il momento rivendicato. Un portavoce di Hamas a Gaza, Sami Abu Zuhriha, ha commentato che il fatto potrebbe essere “la reazione logica e naturale, per le violenze compiute da Israele in Cisgiordania, a Gerusalemme e a Gaza.

Il primo bilancio, ancora ufficioso, parla di quattro-cinque morti e di una quarantina di feriti. Oltre al conduttore del trattore, freddato un militare di passaggio, sono rimasti uccisi altri tre, forse quattro automobilisti israeliani, secondo fonti stampa. La polizia non ha per ora pubblicato un bilancio ufficiale.

Secondo una prima ricostruzione, il palestinese è riuscito a impadronirsi del Caterpillar che si trovava in uno dei cantieri allestiti per la costruzione di una linea di metropolitana metropolitana. Sceso ad alta velocità dalla via Sarei Israel è piombato nella via Jaffa dove ha investito numerose automobili, un autobus, nonché passanti che si trovavano sui marciapiedi.

Testimoni oculari riferiscono che l’uomo “aveva uno sguardo gelido” anche mentre infliggeva colpi con la grande pala del suo automezzo sul tetto di un’automobile dove, terrorizzata, era prigioniera una israeliana. La donna, dicono testimoni oculari, é rimasta uccisa. Un bebé che era con lei è stato salvato in extremis da uno dei passanti.

Un militare israeliano, studente di un collegio rabbinico, è riuscito a saltare sull’automezzo e ad ingaggiare una lotta corpo a corpo con il palestinese. Da principio ha cercato solo di bloccare la sua terribile gimcana. Poi ha sparato per uccidere.

Dalle prime informazioni appare accertato che il palestinese é un abitante di Gerusalemme est: così come il palestinese che a gennaio compì una strage di seminaristi nel vicino collegio rabbinico di Mekaz ha-Rav. Si tratta di palestinesi che hanno piena libertà di spostamento in territorio israeliano.

“E’ necessario demolire la casa dei familiari di ogni attentatore che parta da Gerusalemme est” ha detto il sindaco Uri Lupoliansky.

Finora l’episodio non è stato rivendicato da alcuna organizzazione.