“Trucidate gli ebrei come a Hebron nel ’29; fatevi esplodere a Gerusalemme e Tel Aviv”

“Trucidate gli ebrei come a Hebron nel ’29; fatevi esplodere a Gerusalemme e Tel Aviv”

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Quelli che seguono sono brani da sermoni di leader religiosi arabi islamici tenuti in solidarietà con la striscia di Gaza, trasmessi dalle emittenti tv Al-Manar e Al-Aqsa il 3 e il 5 dicembre 2008.

Sceicco Himam Sa’id, guida suprema della Fratellanza Islamica in Giordania: “Oh nobile Gaza, leva alta la testa. Voi avete fatto levare alto il capo dei musulmani. E voi, gente di Hebron, voi state combattendo una guerra contro gli ebrei, e lo sapete fare bene. Abbiamo visto come, in un giorno del 1929, avete trucidato gli ebrei di Hebron [riferimento al pogrom arabo del 23 agosto 1929 che, con 67 morti, pose fine alla plurisecolare presenza ebraica a Hebron]. Oggi, trucidateli sulla terra di Hebron, uccideteli in Palestina. Levatevi, o genti di Palestina, tutte le genti di Palestina, levatevi in difesa della Moschea Al-Aqsa, levatevi in difesa di Nablus e di Hebron. Levatevi e affrontate le forze di Sicurezza Preventiva [dell’Autorità Palestinese]. Non abbiate paura di loro, giacché sono dei conigli. Anche i lupi, non temeteli, oh leoni! […] Oh giovani, cosa direte al governo di Giordania? Espelli l’ambasciatore ebreo da Amman. Amman è pura e l’ambasciatore ebreo non deve contaminare il suo suolo. Si richiami l’ambasciatore giordano dalla Palestina [sic]. Solo i mujahideen [combattenti del jihad] dovrebbero stare in Palestina, non ambasciatori, né ministri, né qualunque rappresentante di questa nazione [giordana]. Non si riconosca l’ambasciatore di questa nazione [giordana] in Palestina. La Palestina è la terra del jihad, del sacrificio e dell’addestramento. Noi diciamo a questo governo [giordano]: basta con la normalizzazione dei rapporti con gli ebrei, basta con tutto l’import-export con gli ebrei. I nostri mercati sono pieni di frutta e verdura ebraica. I commercianti che importano questa frutta e verdura sono dei traditori, dei collaborazionisti. Diteglielo, fate sentire la nostra voce. La posizione degli studiosi religiosi è che chiunque commerci con gli ebrei è un traditore e un collaborazionista”.

Husan Abdallah, dell’Associazione libanese degli studiosi islamici: “A nome dell’Associazione degli studiosi islamici, io dico: la tregua con l’entità sionista [Israele] è priva di senso. La soluzione è rinnovare la lotta armata in modo ancora più forte e più efficace. Fate di nuovo esplodere i vostri corpi puri a Gerusalemme e a Tel Aviv e in tutte le città occupate di Palestina, giacché questo nemico non capisce altro linguaggio che quello della forza. […] Al coraggioso popolo egiziano diciamo: sollevati e abbatti il confine artificiale, porta cibo e medicine ai tuoi fratelli assediati a Gaza. Il popolo egiziano deve mettere in campo un’azione di violenza, anche a rischio della galera, anche a rischio di morire: saranno martiri in nome di Allah”.

Osama Hamdan, rappresentante di Hamas in Libano: “Il nostro obiettivo è liberare tutta la Palestina, dal fiume [Giordano] al mare [Mediterraneo], da Rosh Hanikra a Umm Al-Rashrash [Eilat]. Da Gaza, signori… noi non vogliamo uno Stato di 364 chilometri quadrati, e non vogliamo uno Stato da mendicare al tavolo dei negoziati. Un tale Stato non esisterà mai. Ciò che vogliamo è uno Stato libero, che preservi il proprio onore, che sia di 27.000 chilometri quadrati: la grandezza della Palestina nella sua interezza [equivalente a Israele più Cisgiordania e striscia di Gaza]”.

(Da: memri.org, 10.12.08 )

Mumbai? Colpa della “lobby ebraica mondiale”

”Resistenza significa che è lecito violare le donne israeliane”

Israele.net

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“Il Tempio di Gerusalemme? Mai esistito”

“Il Tempio di Gerusalemme? Mai esistito”

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Il Tempio ebraico non è mai esistito e Israele non fa che “inventare” legami storici tra ebrei e Gerusalemme. È quanto ha dichiarato mercoledì scorso il capo dei negoziatori dell’Autorità Palestinese Ahmed Qorei (Abu Ala) durante un incontro ristretto con il reporter di WorldNetDaily, quello del quotidiano palestinese Al-Ayam e il corrispondente per gli affari arabi di un importante quotidiano israeliano. Il giornale israeliano, tuttavia, ha preferito non riportare la frase di Ahmed Qorei, cosa che invece ha fatto con evidenza il giornale palestinese.

“Le autorità d’occupazione israeliane – ha detto Ahmed Qorei – cercano di trovare un presunto legame storico ebraico” tra Gerusalemme e il Monte del Tempio, “ma tutti questi tentativi sono destinati a fallire. L’Haram Al-Sharif [Monte del Tempio] è musulmano al cento per cento. Il mondo deve mobilitarsi contro tutti questi tentativi israeliani di cambiare i simboli e i segni di Gerusalemme – ha continuato il rappresentante di Abu Mazen ai negoziati – Non c’è nulla di ebraico circa la moschea di Al Aqsa, e il presunto Tempio ebraico non è mai esistito: è una fantasia. Gerusalemme è musulmana al cento per cento. Il mondo arabo è chiamato a intervenire per fermare i piani israeliani a Gerusalemme, per fermare i tentativi israeliani di attribuire un carattere ebraico a Gerusalemme e alla moschea Al Aqsa. E anche alla Città Vecchia, che è il primo passo nella guerra per difendere Gerusalemme e Al Aqsa. Stanno correndo contro il tempo allo scopo di creare fatti sul terreno nei dintorni del Tempio immaginario”.

Ahmed Qorei (Abu Ala) reagiva alla riapertura, il mese scorso, di una sinagoga chiusa da tempo a circa 100 metri del Monte del Tempio. La struttura, che si trova nella parte della Città Vecchia nota come quartiere musulmano, venne abbandonata nel 1938 in seguito a un’ondata di violenze arabe contro gli ebrei che, a quell’epoca, vivevano a migliaia nel quartiere. La sinagoga riaperta è la struttura religiosa ebraica più vicina al Monte del Tempio, a parte il Muro Occidentale (detto “del pianto”).

Ahmed Qorei, considerato un moderato da politici sia israeliani che americani, guida i colloqui di pace con Israele avviati con il summit di Annapolis del novembre scorso con l’obiettivo di creare uno stato palestinese, per lo meno sulla carta, prima della fine del mandato del presidente George W. Bush.

Il Monte del Tempio è considerato il luogo più sacro dell’ebraismo. Secondo la tradizione biblica, il Primo Tempio vi venne eretto da re Salomone nel X sec. a.e.v. e venne distrutto dai babilonesi del 586 a.e.v. Il Secondo Tempio, eretto nel 515 a.e.v. dopo la liberazione dalla cattività babilonese, venne ampliato da Erode il Grande nel I sec. a.e.v. e distrutto dai romani nell’anno 70 e.v.: è il Tempio dove pregò anche Gesù di Nazareth, secondo i Vangeli.

Il Tempio era il centro della culto ebraico, ospitava il Santo dei Santi che conteneva l’Arca dell’Alleanza ed era considerato il luogo della “shehinà” o “presenza di Dio”. Tutte le feste ebraiche erano incentrate sul culto del Tempio, che era anche il luogo principale dei sacrifici e delle riunioni del popolo ebraico. Secondo il Talmud, la pietra di fondazione del Tempio era venerata come il luogo da cui venne creato il mondo e coinciderebbe con il Monte Moriah, il luogo del sacrificio di Isacco. Secondo la tradizione ebraica, il Mashiach (Messia) tornerà e ricostruirà il terzo ed ultimo Tempio sul Monte di Gerusalemme.

Il Kotel (Muro) occidentale costituisce ciò che rimane dei contrafforti del Monte del Tempio sopravvissuti alla distruzione romana. La documentazione di tutte le comunità ebraiche conosciute in Diaspora testimonia che gli ebrei non dimenticarono mai il legame con Gerusalemme e la speranza del ritorno. Ancora oggi gli ebrei in tutto il mondo pregano rivolti verso il Monte del Tempio, mentre i musulmani pregano rivolti verso La Mecca (all’occorrenza volgendo le spalle al Monte del Tempio).

La moschea di Al Aqsa venne costruita intorno al 709 e.v. vicino alla precedente Cupola della Roccia, eretta pochi anni prima dopo la conquista araba della città avvenuta nel 637 e.v. Circa cento anni fa la Cupola della Roccia venne associata al luogo venerato dai musulmani come quello da cui il Profeta Muhammad (Maometto) ascese al cielo. Gerusalemme come tale, tuttavia, non è mai menzionata nel Corano. Secondo la tradizione islamica, Maometto fece in una notte un viaggio dalla “moschea sacra” (che si ritiene fosse alla Mecca, in Arabia) alla “moschea più lontana” e qui, da una roccia, ascese al cielo per ricevere rivelazioni da Allah destinate a diventare parte del Corano.

Oggi i palestinesi rivendicano la sovranità esclusiva sul Monte del Tempio e i leader palestinesi negano sistematicamente qualunque legame storico degli ebrei con il luogo. Storicamente, tuttavia, si sa che fino a tempo relativamente recenti i musulmani non reclamavano la moschea Al Aqsa some loro terzo luogo santo ed anzi riconoscevano l’esistenza nell’antichità del Tempio ebraico. Solo verso la fine del XIX secolo, in coincidenza con l’inizio dell’immigrazione ebraica moderna in Terra d’Israele/Palestina, alcuni studiosi musulmani iniziarono a sostenere che Maometto aveva legato la sua cavalcatura al Muro Occidentale associando il suo mistico viaggio notturno con il Monte del Tempio. Ma ancora nel 1925 una guida (“Guide Book to Al-Haram Al-Sharif”) pubblicata dal Supremo Consiglio Islamico di Gerusalemme catalogava il Monte come il sito del Tempio di Salomone. Diceva, a pagina 4: “La sua identificazione con il Tempio di Salomone è al di sopra di ogni dubbio. Questo è anche il luogo, secondo la credenza universale, in cui Davide costruì un altare per il Signore”.

(Da: WorldNetDaily.com, 9.11.08 )

Nella foto in alto: Ahmed Qorei (Abu Ala)

Perché finanziare una tv che indottrina all’odio?

Le “fonti palestinesi” colpiscono ancora

Israele.net

Abu Mazen: “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash e di Ahmed Yassin, è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”

Abu Mazen: “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash e di Ahmed Yassin, è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”

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12/11/2008 “La strada dei martiri, di Yasser Arafat, di George Habash (fondatore dell’Fplp) e di Ahmed Yassin (fondatore di Hamas), è la nostra strada e mira a confermare le risoluzioni nazionaliste e sovrane palestinesi”. Lo ha detto martedì il presidente dell’Autorità Palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) durante le celebrazioni alla Muqata di Ramallah (Cisgiordania) per il quarto anniversario della morte di Arafat. Ed ha aggiunto: “Non verrà concluso nessun accordo con Israele senza la liberazione dei prigionieri palestinesi. Proseguiremo sulla via tracciata da Arafat fino alla creazione di uno stato palestinese con Gerusalemme capitale”.

(Fonte: Israele.net)

Accade a Gerusalemme

Accade a Gerusalemme

Accade a Gerusalemme che uno studente arabo dell’università si rifiuti di stringere la mano del presidente della repubblica Shimon Peres perchè “è un assassino di bambini”.

Peres era in visita per inaugurare l’anno accademico iniziato in ritardo dopo settimane di sciopero a causa dei tagli di bilancio.

La sicurezza ha provveduto ad allontanare lo studente e la sua tessera universitaria è stata sospesa e requisita.

Immaginiamo per un momento l’assassino arraffatt al posto di Shimon Peres….

Immaginiamo per un momento che uno studente ebreo (se mai fosse possibile per un ebreo frequentare una università araba!) si rifiuti di stringere la mano all’assassino e mandante di omicidi di bambini arraffat…

Chi sa dire cosa sarebbe potuto succedere?

Chi sa dire quali strali e invettive avrebbero coniato i “sinistri” giornali italiani?

Chi sa dire che parole di solidarietà sarebbero uscite dalla bocca di oliver ibn dilibert, di dalemmah, di bertinotti, di ferrando, di caruso, di vattimo, ecc. ecc.?

In questo caso invece silenzio assoluto, strano che si siano lasciati sfuggire “l’ennesimo sopruso sionista ai danni di un arabo”, forse erano distratti….

Viva Israele!

Gerusalemme: anziano pugnalato a morte da terrorista palestinese

Gerusalemme: anziano pugnalato a morte da terrorista palestinese

una veduta della Città Vecchia

Gerusalemme: una veduta della Città Vecchia

di Aldo Baquis

GERUSALEMME, 23 Ottobre 2008, 19:05 – Un israeliano di 86 anni è stato pugnalato a morte da un palestinese in un rione di Gerusalemme in quello che la polizia locale ha qualificato come un “attentato”. L’episodio odierno, secondo la polizia, ha avuto un carattere spontaneo.

Eppure si è inserito in una tendenza più vasta segnalata dai servizi segreti israeliani, secondo cui dall’ inizio del 2008 si nota un tentativo sistematico da parte palestinese di portare la lotta armata all’interno di Gerusalemme, anche per dimostrare che la Barriera di separazione eretta in Cisgiordania non può garantire sicurezza agli israeliani. Gli episodi più gravi di questo fenomeno sono indicati in una strage di seminaristi nel collegio rabbinico Merkaz ha-Rav e in due attentati compiuti nelle strade della città da due palestinesi alla guida di pesanti ruspe.

Nel rione di Ghilò, a Gerusalemme est, pochi chilometri a nord di Betlemme, la presenza stamani del palestinese Mohammad Salem Al-Badan, 20 anni, a breve distanza da un istituto scolastico ha destato sospetti in una coppia di agenti. Richiesto di fornire i documenti, al-Badan (secondo la versione della polizia) ha estratto un coltello e ha trafitto un agente. Questi gli ha sparato alla schiena: ma l’assalitore, malgrado la ferita, si è dato alla fuga. Sulla strada gli si è parato davanti un anziano, che al- Badan ha pugnalato alla testa e al petto.

L’uomo, di cui non si conosce ancora la identità, è morto durante il ricovero in ospedale. Infine l’attentatore è stato neutralizzato da un passante e ricoverato in un ospedale, a breve distanza dall’ agente da lui ferito in precedenza, che versa in condizioni gravi. Subito dopo l’episodio la polizia di Gerusalemme ha elevato lo stato di allerta: ma presto è emerso che al-Badan non aveva complici sul terreno.

La paternità dell’attacco non è stata ancora rivendicata. In serata ingenti reparti dell’esercito israeliano sono entrati nel villaggio di Takùa, vicino a Betlemme, e hanno raggiunto l’abitazione di al-Badan, dove hanno arrestato al sorella. Fra gli abitanti del villaggio si è sparsa voce che i soldati avessero avuto ordine di radere al suolo la casa e sono iniziati incidenti nel corso dei quali uno dei dimostranti è rimasto ferito.

Ansa.it

Gerusalemme, sventato un attentato nella Città vecchia

Gerusalemme, sventato un attentato nella Città vecchia

Gerusalemme - una veduta della Città Vecchia

Gerusalemme - una veduta della Città Vecchia

Gerusalemme, 29 sett – Agenti israeliani hanno neutralizzato oggi un giovane palestinese armato di pugnale mentre si preparava ad aggredire dei passanti ebrei. Secondo fonti di polizia il giovane, armato di pugnale, aveva con sè un messaggio in cui affermava di essere pronto al sacrificio per l’Islam. Il fatto è avvenuto in una Gerusalemme affollata per l’imminenza del Capodanno ebraico e della fine del Ramadan.

Sempre oggi è stato sepolto a Gerusalemme Qassem al-Mughrabi, il giovane palestinese che una settimana fa ha travolto forse intenzionalmente un gruppo di soldati israeliani ferendone una ventina. Al-Mughrabi era stato ucciso sul posto da un ufficiale israeliano.

Nasrallah: “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani”

Nasrallah: “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani”

Il leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah

Beirut, 29/09/2008 – “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani, e nessuno può cedere anche solo una pietra o un granello di terra perché ogni granello è terra santa”. Lo ha detto venerdì, in occasione della cosiddetta Giornata di Gerusalemme il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah, che ha aggiunto: “Israele non è solo nemico dei palestinesi, ma anche del Libano e di tutti i popoli arabo-musulmani. Israele è un tumore canceroso, come disse l’imam Khomeini. La nostra terra non verrà liberata implorando americani e occidente, ma con la volontà, le determinazione, la lotta armata e i sacrifici fatti dalle genti di questa regione. La jihad è l’unico modo che hanno i musulmani per conseguire i loro obiettivi”. Nasrallah ha anche detto che lo stato libanese dovrebbe procurarsi armi “clandestinamente, come fa Hezbollah” perché questo è “l’unico modo per accrescere la propria forza”.

(Fonte: Israele.net)