Hezbollah cerca il successore di Mughniyeh

Hezbollah cerca il successore di Mughniyeh

ricorda nulla?.....

Manifestazione di Hezbollah: ricorda nulla?.....

lunedì 03 novembre 2008

di ELENA LATTES

Secondo quanto riporta un quotidiano qwaitiano (ma non confermato da altre fonti) Mustafa Shehada sarà il nuovo capo di Hezbollah. L’organizzazione terroristica sciita sta infatti scegliendo il successore di Mughniyeh ucciso in un attentato a Damasco lo scorso febbraio.

Secondo l’articolo, alla base della scelta di Shehada ci sarebbero diverse motivazioni: è uno dei fondatori del gruppo, ha una larga esperienza militare, è un uomo che gode della fiducia di tutti i boss, “sa come raggiungere i suoi scopi sia a breve che a lungo termine” e, forse l’elemento più importante, è che è un “backstage player”, uno che lavora dietro le quinte, evitando accuratamente qualsiasi tipo di esposizione mediatica.

Numerosi esponenti dell’organizzazione fondamentalista hanno dichiarato che durante gli ultimi anni si sono impegnati a stabilire un solido commando militare e non hanno più bisogno quindi di un capo di prima linea, poiché l’esperienza ha loro mostrato che in questo modo l’assassinio di un alto ufficiale ridurrebbe l’impatto su tutto il gruppo armato.

Mughniyeh, che si è nascosto per molto tempo prima di essere ammazzato all’età di 45 anni, è probabilmente l’ideatore e il mandante di una serie di attacchi negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, che hanno ucciso centinaia di americani e israeliani sia in Libano che in altri Paesi nel mondo. Si trovava anche nella lista dei più ricercati stilata dall’FBI con una taglia di 25 milioni di dollari, stessa cifra offerta per Osama Bin Laden.

Gli Stati Uniti, infatti, consideravano Mughniyeh la mente dietro le bombe all’ambasciata americana a Beirut e all’attentato contro il quartier generale dei Marines in Libano nel 1983 che uccise oltre 200 americani. Mughniyeh fu anche incriminato per il dirottamento dell’aereo della compagnia TWA nel 1985.

Contemporaneamente alla nomina di Shehada è arrivata una fatwa dall’Iran, emanata direttamente dall’Ayatollah Ali Khamenei, che riconferma Nasrallah capo supremo dell’organizzazione terroristica.

Agenzia Radicale

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Iran: Lavaggio del cervello di massa contro lo Stato ebraico

Edizione 209 del 03-10-2008

Iran: lavaggio del cervello di massa contro lo Stato ebraico

di Michael Sfaradi

L’Ayatollah Khamenei, nel suo ultimo sermone, tanto per cambiare, ha profetizzato la fine di Israele, e la frase centrale è stata: “Israele ha imboccato la strada che porterà alla sua fine, e l’attuale generazione di palestinesi riprenderà ciò che è suo”. Le parole “Israele è il cancro del mondo”, hanno chiuso il discorso di Khamenei ai fedeli. Niente di nuovo, la stampa araba in generale ripete questi concetti, fino alla noia, ogni volta che cita Mahmoud Ahmadinejad presidente dell’Iran, Hassan Nasrallah capo di Hezbollah o Ismail Haniyeh capo di Hamas. Queste prese di posizione, quasi fossero una parola d’ordine scritta su dispaccio ciclostilato, non lasciano spazio a nessun dubbio e coloro che credono ancora alla possibile convivenza fra i due popoli, arabo ed israeliano in due stati vicini, dovrebbero prendere atto che queste dichiarazioni sono lo specchio di ciò che pensano larghi strati della popolazione araba e i molti adepti e simpatizzanti anche in Occidente. I continui attacchi ad Israele, sempre con gli stessi insulti e con la stessa enfasi, ormai non nascondono più l’antisemitismo di cui sono intrisi, (antisemitismo inteso come odio verso gli ebrei, meglio chiarire questo punto perché c’è sempre l’intelligente di turno che ci ricorda che anche gli arabi sono semiti), e sono, a nostro avviso, il più grande “lavaggio del cervello” di massa che sia stato fatto dai tempi del Terzo Reich. Ahmadinejad intanto gongola vedendo l’Occidente impotente davanti al suo programma nucleare, e sentendosi spalleggiato dalla Russia di Putin si può permettere di prendere a schiaffi l’Europa e in giro l’America.

Intanto le sue centrifughe continuano a produrre la materia prima per costruire la bomba atomica, e nonostante i politici iraniani abbiano già detto e ripetuto chi sarà a vedere da vicino la sua esplosione, il mondo riesce a promettere ad Israele solo alleanze e partecipazione che per il momento rimangono sulla carta e che diventeranno “sentite condoglianze” l’attimo dopo il “fungo”. Detto così sembra allarmante, in realtà è peggio. Siccome l’eventuale bomba atomica iraniana non farà distinzione di razza religione o sesso, e non saprà distinguere fra arabo ed ebreo, in caso di attacco iraniano non convenzionale ad Israele, anche i palestinesi che vivono a Gaza e in Cisgiordania dovranno fare i conti sia con la detonazione che con le radiazioni. Ahmedinejad su questo punto è stato chiaro, ha già detto che la distruzione di Israele vale delle perdite di Shahid che si andranno ad aggiungere alla lista dei martiri. Israele, rimarrà a guardare la sua distruzione? Non crediamo. Anche se ancora non è esclusa l’opzione militare per fermare la rincorsa che i pazzi di Teheran stanno facendo fare all’umanità verso la terza guerra mondiale, siamo sicuri che se Israele si sentisse seriamente minacciata reagirebbe. E se Teheran si sta fabbricando la sua prima bomba, ormai lo ha capito anche l’Agenzia Internazionale Energia Atomica, prima di usarla deve fare bene i suoi calcoli, perché nonostante non ci sia mai stata un’ammissione ufficiale da parte di Gerusalemme, secondo stime di intelligence, Israele ha, stoccate negli Hangar, dalle 150 alle 250 testate nucleari e possiede i vettori, sia aerei cacciabombardieri che missili a lunga gittata, e rete di satelliti guida per portarle a destinazione. Le speranze sono due: che non si debba mai arrivare a dover usare questa catastrofica “ultima opzione”, e qualcuno spiegasse al presidente iraniano che se si avverasse l’incubo che ci sta facendo vivere, la lista di Shahid, anche iraniani, diventerebbe dolorosamente lunga e non più conveniente.

L’Opinione.it

Nasrallah: “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani”

Nasrallah: “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani”

Il leader di Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah

Beirut, 29/09/2008 – “Gerusalemme e tutta la Palestina dal fiume (Giordano) al mare (Mediterraneo) sono proprietà del popolo palestinese, degli arabi e dei musulmani, e nessuno può cedere anche solo una pietra o un granello di terra perché ogni granello è terra santa”. Lo ha detto venerdì, in occasione della cosiddetta Giornata di Gerusalemme il capo di Hezbollah Hassan Nasrallah, che ha aggiunto: “Israele non è solo nemico dei palestinesi, ma anche del Libano e di tutti i popoli arabo-musulmani. Israele è un tumore canceroso, come disse l’imam Khomeini. La nostra terra non verrà liberata implorando americani e occidente, ma con la volontà, le determinazione, la lotta armata e i sacrifici fatti dalle genti di questa regione. La jihad è l’unico modo che hanno i musulmani per conseguire i loro obiettivi”. Nasrallah ha anche detto che lo stato libanese dovrebbe procurarsi armi “clandestinamente, come fa Hezbollah” perché questo è “l’unico modo per accrescere la propria forza”.

(Fonte: Israele.net)

Nasrallah: ” La lotta armata contro Israele non finirà con la conquista delle fattorie di Shebaa”

Nasrallah: ” La lotta armata contro Israele non finirà con la conquista delle fattorie di Shebaa”

Libano, 08/09/2008 – Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato giovedì scorso alla tv che l’organizzazione jihadista libanese (filo-siriana e filo-iraniana) continuerà la lotta armata contro Israele anche dopo aver raggiunto l’obiettivo di “liberare” le Fattorie Shebaa e il villaggio di Ghajar. “Non usiamo le Fattorie Shebaa come una scusa per detenere armi – ha detto – Se l’area verrà liberata, manterremo le armi perché siamo un paese minacciato e Israele mira ad assumere il controllo del Libano. La mia ostilità verso Israele – ha concluso Nasrallah – è la più grande possibile”.

(Fonte: Israele.net)

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Kuntar giura che ucciderà altri israeliani

Quelli che seguono sono brani di dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi a vari programmi televisivi dal terrorista infanticida Samir Kuntar, scarcerato da Israele il 16 luglio (in cambio delle spoglie dei due ostaggi assassinati da Hezbollah Eldad Regev ed Ehud Goldwasser).

TV Al-Manar, 16.07.08

Samir Kuntar: “L’arma è… una attitudine che è diventata una cultura della resistenza. È diventata la cultura delle generazioni che realizzeranno il sogno di annientare quella entità predatoria [Israele]. Permettetemi di commemorare un grande e leggendario comandante, l’eroe mujahid [combattente della jihad] e martire Imad Mughniyeh [il capo di Hezbollah per le operazioni terroristiche all’estero, responsabile di attentati con centinaia di vittime innocenti, ucciso a Damasco lo scorso febbraio). Voglio dire solo una cosa: Hajj Imad, saremo degni del sangue da te versato solo quando costringeremo questo nemico a rimpiangere i tuoi giorni”.

TV Al-Manar, 17.07.08

Samir Kuntar: “Ieri a quest’ora ero nelle mani dei nemici. Ieri a quest’ora ero ancora nelle loro mani. Ma adesso non c’è nulla che desidero di più che incontrarli di nuovo. Chiedo ad Allah di farlo accadere presto. Si illude chiunque pensi che la liberazione delle terre libanesi e delle Fattorie Shabaa [conquistate da Israele alla Siria nel 1967, ma dal 2000 reclamate dal Libano come pretesto anti-israeliano] possa portare alla fine di questo conflitto”.

TV Al-Jadid, 18. 07.08

Samir Kuntar: “C’è un morbo, in questa regione, chiamato Stato di Israele, che noi chiamiamo ‘entità predatoria’. Se non poniamo fine a questo morbo, ci perseguirà sino in capo al mondo. Per questo è meglio sbarazzarsi di lui”.

TV Al-Manar, 17.0708

Samir Kuntar: “Hezbollah ha continuato a cercare i dispersi, vivi o martiri. Non aveva nessuna ragione per compiere un’operazione in mio favore se non la sua fede nel valore della vita umana [sic]. Ricordo che il segretario generale [Nasrallah] una volta ha detto: ‘Se Samir Kuntar è in prigione, significa che tutto il Libano è in prigione’. Ecco il valore dalla vita umana”.

TV Al-Jadid, 21.07.08

Sceicco Atallah Hamoud, capo dell’Associazione Libanese per i Prigionieri e i Prigionieri Rilasciati: “Ecco un dono [un mitra] da parte della resistenza islamica per l’eroe liberato, il tenente colonnello Samir Kuntar. Mujahideen [combattenti della jihad] come Samir Kuntar e i suoi fratelli non si curano di se stessi perché hanno votato se stessi alla resistenza, alla causa, alla patria”.

Voce narrante: “Il dono speciale della resistenza si combina con le parole di Kuntar, che ha giurato che questo mitra farà la sua parte nel vendicare il sangue dei martiri”.

Samir Kuntar: “Questo è il più bel regalo, dopo la libertà stessa. Desidero porgere il mio saluto alla resistenza islamica e al segretario generale Nasrallah per la loro fiducia. Innanzitutto, questo è il modo con cui la resistenza islamica riafferma la sua fede in me come combattente. In secondo luogo, questo mitra farà la sua parte, ad Allah piacendo, nel vendicare il sangue di Imad Mughniyeh”.

TV Future, 22.07.08

Samir Kuntar: “Se mi domandate se ho ucciso degli israeliani, sì l’ho fatto, Allah sia lodato, e ne sono orgoglioso. Se ne avrò la possibilità, ad Allah piacendo, ne ucciderò ancora. Per quanto riguarda i bambini, questa è un’altra storia. Una ragazzina venne uccisa durante l’operazione, nel fuoco incrociato. In tutte le operazioni che comportavano la cattura di ostaggi israeliani, gli ostaggi vennero sempre uccisi dai proiettili delle forze israeliane. Lo stesso è avvenuto nella mia operazione”.

Intervistatore: “Cosa ha studiato [in carcere]?”

Samir Kuntar: “Scienze sociali”.

Intervistatore: “Ha completato il suo master?”

Samir Kuntar: “No, me lo hanno impedito. Altri fratelli [in carcere] hanno completato il master, ma a me l’hanno impedito per ragioni che non conosco”.

Intervistatore: “Intende completarlo ora?”

Samir Kuntar: “No. Ad Allah piacendo, farò un master diverso”.

Intervistatore: “In cosa?”

Samir Kuntar: “Un diploma di master in resistenza armata”.

Intervistatore: “Dunque Samir Kuntar questa sera sta dichiarando che…”

Samir Kuntar: “L’ho già dichiarato”.

Intervistatore: “Ha dichiarato che avrebbe fatto parte della resistenza, ma oggi lei sta dicendo che sarà un combattente armato e che condurrà operazioni militari per la resistenza islamica”.

Samir Kuntar: “Senza il minimo dubbio”.

Intervistatore: “E’ una cosa già decisa?”

Samir Kuntar: “Certamente, certamente, certamente. Lo dico tre volte”.

(Da: MEMRI, 23.07.08 )

Per il video di queste ed altre dichiarazioni di Samir Kuntar (sottotitoli in inglese) clicca qui

Israele.net

Libano: accoglienza trionfale per Samir Kuntar nel suo villaggio natale

Libano: accoglienza trionfale per Samir Kantar nel suo villaggio natale

Portato in spalle come un campione, Samir Kantar ha fatto ritorno nel suo villaggio natale di Aabey, nel sud del Libano.

Rilasciato insieme ad altri quattro libanesi che erano detenuti nelle carceri israeliane, Kantar è stato accolto dal leader druso Walid Jumblat, che durante la cerimonia si è seduto accanto a un esponente di Hezbollah. A significare che gli attriti tra le fazioni libanesi sono temporaneamente accantonati, il tempo di festeggiare quella che è rivendicata come una vittoria di tutto il paese su Israele.

Che questo sia il senso dell’accoglienza trionfale riservata agli ex prigionieri lo ha detto senza mezzi termini il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, durante la cerimonia che si è svolta ieri sera a Beirut.

Prosegue intanto la marcia dei camion carichi delle spoglie di duecento guerriglieri, palestinesi e libanesi, ultimo atto dello scambio concordato tra Libano e Israele. Una volta a Beirut, sarà organizzata una cerimonia in onore di quelli che sono considerati alla stregua di martiri.

Euronews

Samir Kuntar promette: “tornerò a combattere contro Israele”

SAMIR KUNTAR PROMETTE, TORNERO’ A COMBATTERE CONTRO ISRAELE

(AGI) – Gerusalemme , 16 luglio – Accolto come un eroe dai vertici dello Stato libanese e dalle milizie sciite di Hezbollah, Samir Kuntar annuncia che continuera’ la sua “resistenza ” contro Israele. Come riporta il sito web di Haaretz, parlando di fronte a migliaia di persone nella zona sud di Beirut accanto al leader del Partito di Dio Hassan Nasrallah, Kuntar ha promesso: “Alla mia gente e ai cari palestinesi che io e i miei compagni della valorosa resistenza islamica stiamo tornando”. Kuntar, dal 1979 prigioniero dello Stato ebraico dove doveva scontare cinque ergastoli, e’ il piu’ illustre dei cinque detenuti libanesi scambiati oggi da Israele con le salme dei due soldati israeliani uccisi il 12 luglio del 2006.