“AqsaTube” celebra on-line il terrorismo

“AqsaTube” celebra on-line il terrorismo

Hamas ha lanciato su internet un sito di condivisione di risorse chiamato AqsaTube che, su imitazione del popolarissimo sito YouTube, permette agli utenti di mettere on-line i loro filmati. Tuttavia, mentre format e design sono simili a quelli di YouTube, la versione di Hamas è intermente dedicata alla diffusione di propaganda e istigazione all’odio e al terrorismo. La segnalazione giunge dall’Intelligence and Terrorism Information Center israeliano.

AqsaTube (www.aqsatube.com) presenta video che incitano contro Israele, glorificando il terrorismo (chiamato “resistenza” o “lotta armata”) e predicando le dottrine dell’islamismo jihadista.

Vi è anche un link al canale satellitare di Hamas, Al-Aqsa TV, che incrementa il numero degli spettatori e permette di aggirare le restrizioni talora imposte alle trasmissioni dell’emittente terrorista.

AqsaTube va ad aggiungersi ai più di venti siti web, in otto lingue diverse, gestiti e diretti da Hamas.Secondo l’Intelligence and Terrorism Information Center, AqsaTube è registrato sotto il nome di Abu Nasser Skandar del Dubai, e il suo internet provider è la società francese OVH. Interrogativi in proposito inviati via e-mail alla OVH sono rimasti per ora senza risposta.

Per la stragrande maggioranza i video presenti su AqsaTube provengono dalla stessa Hamas. È tuttavia possibile trovarne anche alcuni prodotti da altre organizzazioni terroristiche palestinesi.

I filmati sono suddivisi in categorie: movimento Hamas, Fatah, bambini di Al-Aqsa (vale a dire, bambini indottrinati all’ideologia di Hamas), Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (l’FPLP di George Habbash), Fronte Democratico per la Liberazione della Palestina (l’FDLP di Nayef Hawatmeh) ecc.

Il sito contiene molti video prodotti dall’ufficio informazione di Izzadin Kassam, la cosiddetta “ala militare” di Hamas, che documentano attentati e addestramento di terroristi. Tra questi, uomini a volto coperto che lanciano razzi e si addestrano all’uso di armi da guerra. Uno dei filmati è dedicato alle unità speciali di Izzadin Kassam ed è accompagnato da una canzone che incoraggia a compiere attentati suicidi: “Oh unità degli attentatori suicidi, oh eroi degli attacchi, la nostra grande speranza è la morte in nome di Allah”.

Fino a martedì AqsaTube aveva venduto spazi pubblicitari a ditte commerciali attraverso il programma per inserzioni AdSense di Google, che pubblica automaticamente gli annunci pubblicitari sulle pagine web. Per via dell’automatismo, alcune inserzioni erano persino di ditte israeliane. Dopo essere stata contatta dal Jerusalem Post per un commento, la Google ha rimosso AqsaTube dal suo software, spiegando in un comunicato che “Google adotta rigorose condizioni circa il contenuto dei siti web nostri partner: se scopriamo che i nostri annunci vengono pubblicati su siti che violano i nostri criteri, li rimuoviamo dalla nostra rete e le inserzioni non vi compaiono più”.

Utilizzando il programma AdSense di Google le ditte possono mettere on-line le loro inserzioni di testo e immagini in base ai contenuti dei vari siti associati. Il sistema infatti scansiona automaticamente i contenuti dei siti e vi pubblica le inserzioni che hanno maggiore attinenza con il target di ogni singolo sto. Il sito “ospite” viene pagato quando l’inserzione viene cliccata dai visitatori. Ciò permetteva a Hamas, finché il suo sito non è stato rimosso dal programma, di sfruttare la tecnologia Google per guadagnare con la pubblicità.

Hamas, comunque, fa anche uso direttamente del frequentatissimo sito YouTube, caricando video che glorificano i terroristi e il terrorismo, tra cui filmati e canzoni che commemorano gli shahid (“martiri”) e gli operativi di Izzadin Kassam.

(Da: Jerusalem Post, 15.10.08)

Nella foto in alto: I logo rispettivamente del nuovo sito di Hamas AsqaTube e dell’originale YouTube

“Imparo a uccidere gli ebrei”

Un ”coniglio divora-ebrei” sulla tv di Hamas per bambini

Israele.net

Rapporto sull’antisemitismo nel mondo arabo-islamico

Rapporto sull’antisemitismo nel mondo arabo-islamico

L’antisemitismo nel mondo islamico sta crescendo per portata ed estremismo sino al punto di diventare una concreta minaccia strategica per Israele. È quanto emerge da un rapporto di 180 pagine pubblicato martedì scorso dall’Intelligence and Terrorism Information Center (ITIC) israeliano. Secondo il rapporto, crescendo intere generazioni di musulmani in un profondo odio verso Israele e gli ebrei, questa forma di antisemitismo attivamente promosso da molti stati mediorientali frena di fatto il processo di pace e gli sforzi volti a normalizzare i rapporti fra Israele e i paesi a maggioranza islamica. Esso inoltre getta le basi per la giustificazione intellettuale di programmi politici “eliminazionisti”.

“Non è un semplice pregiudizio – spiega il direttore del Centro, Reuven Erlich, alla guida del team di ricercatori che ha lavorato al rapporto – E’ un pregiudizio pernicioso perché non è teorico: è istigazione ideologica da parte di nazioni e organizzazioni dotate degli strumenti pratici per tradurlo in azione concreta”.

Facendo seguito ad un analogo rapporto pubblicato nel 2004, lo studio presenta un’analisi globale delle manifestazioni anti-ebraiche nel mondo musulmano, con particolare attenzione all’Iran e ai paesi arabi. Presenta inoltre un approfondimento sulla percezione della minaccia all’interno dell’establishment dell’intelligence israeliana. L’Intelligence and Terrorism Information Center opera sotto l’egida dell’Israel Intelligence Heritage and Commemoration Center (IICC), l’ente ufficiale per la memoria dei caduti nei servizi di sicurezza israeliani, presieduto dall’ex capo del Mossad Efraim Halevy. I rapporti del Centro sono molto letti dai politici israeliani.

Uno dei più preoccupanti risultati dello studio è il passaggio, negli ultimi tre decenni, dell’antisemitismo da precedenti versioni europee a radici unicamente islamiche. Pur non abbandonando le classiche calunnie dell’Europa cristiana su cospirazioni segrete ebraiche, omicidi rituali di bambini non ebrei e altre false accuse sulla malvagità ebraica, l’antisemitismo nel mondo musulmano fa ricorso sempre più spesso a temi di odio anti-ebraico suoi propri, specificamente islamici, attraverso recenti interpretazioni della storia e delle scritture musulmane.

Dalla narrazione coranica di una ebrea che tentò di avvelenare Maometto alle conflittuali relazioni fra Maometto e le tribù ebraiche d’Arabia, i gruppi e i pensatori estremisti islamici traggono motivi per la loro retorica estremista antisemita, divenuta sempre più popolare nel pubblico musulmano soprattutto in Iran e nei paesi arabi. Utilizzando testi coranici molto noti, questi gruppi hanno elaborato tutta una teoria sulle “innate caratteristiche negative” degli ebrei e l’insegnamento di un paradigma di lotta permanente fra musulmani ed ebrei. Obiettivo di questo antisemitismo “islamizzato”, secondo il rapporto, è quello di trasferire il conflitto arabo-israelo-palestinese da un contesto nazionale e territoriale, che potrebbe essere risolto con un compromesso, in una “lotta storica, culturale ed esistenziale per la supremazia dell’islam”.

La ricerca ha preso in esame libri, quotidiani, trasmissioni radio-televisive e siti internet, oltre agli studi di centri di ricerca che seguono il discorso antiebraico nel mondo islamico come MEMRI (Middle East Media and Research Institute) e ADL (Anti Defamation League).

Tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, i crescenti sentimenti antisemiti europei vennero esportati nelle terre islamiche attraverso i contatti diplomatici e commerciali. Spinto dell’opposizione al sionismo e ideologicamente rafforzato dalla propaganda e dal sostegno nazista, nel corso del XX secolo l’antisemitismo musulmano si è trasformato in un fenomeno così diffuso che oggi si possono tranquillamente acquistare testi esplicitamente antisemiti in ogni città araba, anche nei paesi dove non rimane quasi nessun ebreo.

Il gruppo di ricerca non si è occupato della “istigazione anti-israeliana”, precisa Erlich, ma solo di esplicito antisemitismo. “Ma quando si leggono questi articoli o si ascoltano questi discorsi, la terminologia (fra ebrei, sionisti e israeliani) è mescolata e sovrapposta al punto che spesso è impossibile capire dove sia antisionismo e dove anti-ebraismo”.

Secondo il rapporto, gli ultimi dieci anni hanno visto nel mondo islamico una vera e propria esplosione della letteratura antisemita che intenzionalmente confonde Israele e popolo ebraico, e viene diffusa in tutto il mondo da libri, radio, televisione, giornali, vignette e forum internet: un discorso pubblico che arriva anche al di fuori delle terre islamiche,, raggiungendo una vasta audience di musulmani in occidente.

“Fino a circa 10-15 anni fa – continua Erlich – l’antisemitismo era importato nel mondo arabo-islamico dall’Europa. Traducevano in arabo i Protocolli dei Savi di Sion e il Mein Kampf. Ma negli ultimi 10-15 anni si è avuto un profondo cambiamento. Oggi non è più un prodotto di importazione, bensì di esportazione. Ciò richiede ulteriori ricerche giacché non abbiamo accesso alle moschee in Europa, ma siamo convinti che l’esportazione dei miti e delle politiche antisemite in Europa sta avendo effetto sulle comunità musulmane europee”.

I Protocolli, il noto falso zarista, vecchio di cento anni, che fra gli altri “crimini” accusa gli ebrei di aver fomentato il liberalismo organizzando le rivoluzioni americana e francese, viene continuamente ripubblicato in Egitto, Siria, Iran e altri paesi.

Il rapporto riscontra ben pochi interventi da parte dei governi nel mondo musulmano, ma anche in occidente, intesi a contrastare il fenomeno: le limitazioni all’emittente televisiva di Hezbollah Al-Manar vengono citate come l’eccezione che conferma la regola.

Al cuore dell’ondata di antisemitismo islamico sta l’Iran, con il sostegno del regime alla negazione della Shoà, l’accoglienza data ad antisemiti dichiarati un po’ da tutto il mondo, e gli appelli ufficiali per la distruzione di Israele da parte di molti leader del paese. “L’Iran – si legge nel rapporto – è il primo esempio di questo tipo dopo la Germania nazista in cui uno stato adotta ufficialmente un’attiva politica antisemita come strumento per promuovere i suoi interessi nazionali”. Sebbene l’Iran non neghi del tutto che degli ebrei siano stati uccisi durante la seconda guerra mondiale, il regime cerca di minimizzare le dimensioni della Shoà allo scopo di erodere il sostegno in occidente all’esistenza di Israele, che secondo loro deriva da un senso di colpa per la passività del mondo mentre gli ebrei venivano assassinati durante la guerra mondiale. Il 3 marzo scorso, durante degli scontri a fuoco nella striscia di Gaza, il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad affermava sul primo canale tv del paese che “il vero Olocausto è quello che sta avvenendo in Palestina”. Similmente vari gruppi palestinesi, tra cui Hamas e la stessa Autorità Palestinese, fanno regolarmente riferimento ai combattimenti fra Israele e Hamas come ad un “Olocausto a Gaza”.

Il rapporto rileva come l’antisemitismo trovi approvazione e spesso appoggio da parte del governo sia in stati islamisti che in stati laici; sia nei paesi che hanno firmato la pace, sia tra quelli che sono in stato di guerra con Israele. In paesi come l’Arabia Saudita, l’Iran, l’Egitto e la Siria vengono quotidianamente diffusi messaggi antisemiti attraverso mass-media che sono sotto stretta supervisione e censura da parte dei regimi.

Nota Isaac Herzog, laburista, ministro israeliano con l’incarico sulle questioni dell’antisemitismo: “Esiste una dissonanza tra l’antisemitismo che assume la forma di uno scontro religioso e la coalizione regionale di stati moderati, dal Marocco al Golfo Persico alla Turchia, che credono nella pace e nella soluzione due popoli-due stati. Manifestazioni di antisemitismo inimmaginabile e inaccettabile vengono talvolta permesse tra i membri della coalizione moderata”. Parte del problema, aggiunge, è che il resto del mondo si è semplicemente abituato all’antisemitismo islamico. “Reagiamo all’antisemitismo solo là dove esistono comunità ebraiche relativamente grandi e dinamiche. Ma è un errore. È incredibilmente pericoloso che tanti giovani musulmani vengano indottrinati all’antisemitismo: inizia con gli ebrei, ma non si ferma agli ebrei”.

Il rapporto ricorda che vi sono intellettuali musulmani che respingono il crescente antisemitismo, ma sono un’estrema minoranza. Non godono dell’appoggio dei regimi, né hanno abbastanza forza o influenza da invertire la tendenza.

Altri intellettuali islamici spiegano il fenomeno come un effetto collaterale di “giustificati” sentimenti anti-israeliani. Secondo il rapporto, tuttavia, sebbene sia vero che l’antisionismo alimenta l’antisemitismo, tuttavia specifici sentimenti anti-ebraici vengono intenzionalmente diffusi in molte società islamiche da leader e intellettuali religiosi nelle cui dichiarazioni scompare ogni distinzione fra israeliani ed ebrei.

“Occorrerebbe un centro qualificato di ricercatori e giuristi, con rappresentanti di Israele, delle comunità ebraiche e delle nazioni del mondo, che affronti il fenomeno sul fonte diplomatico, dei mass-media e nelle aule di tribunale – conclude Erlich – Si querelino le case editrici che ristampano i Protocolli: è pura diffamazione. Il governo siriano continua a ripubblicare l’accusa agli ebrei di usare sangue cristiano durante i riti della pasqua. Come si può sostenere che si tratti di posizioni anti-israeliane, o causate dal conflitto israelo-palestinese?”.

(Da: Jerusalem Post, 22.04.08 )

Nell’immagine in alto: Il “finto Olocausto” ebraico e il “vero Olocausto palestinese” nella vignetta di un disegnatore marocchino per l’International Holocaust Cartoon Contest iraniano del 2006.

Si veda anche:

L’indice del rapporto (in inglese):
http://www.terrorism-info.org.il/malam_multimedia/English/eng_n/html/a_s_170408e.htm

Le (istruttive) menzogne di Ahmadinejad
http://www.israele.net/sections.php?id_article=1510&ion_cat=

Un predicatore di Hamas esorta alla conquista di Roma e del mondo intero
http://www.israele.net/articles.php?id=2074

Il falso “Olocausto palestinese” in mostra a Gaza

Israele.net

Gaza: Hamas dispone di 20000 uomini armati e addestrati

Gaza: Hamas dispone di 20000 uomini armati e addestrati

10/04/2008 Hamas ha incrementato le sue forze nella striscia di Gaza e dispone oggi di almeno 20.000 uomini armati e addestrati. Lo afferma un rapporto del Intelligence and Terrorism Information Center, secondo il quale il disimpegno israeliano del 2005 dalla striscia di Gaza avrebbe accelerato la creazione di una roccaforte del Hamas, che oggi possiede armi perfezionate come missili capaci di arrivare fino ad Ashkelon e oltre, e razzi anticarro tipo Konkurs e Sagger dell’ultimo tipo.

(Fonte: Israele.net)

L’industria dell’odio

07.12.2007 L’industria dell’odio
un programma tv per i bambini sul canale di Hamas

Testata: Informazione Corretta
Data: 07 dicembre 2007
Pagina: 1
Autore: la redazione
Titolo: «L’industria dell’odio»

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Santoro, redattore di ebraismoedintorni:

Preso da un’email dell’ “Intelligence and Terrorism Information Center

Link diretto(in inglese ndr):

Un programma tv per i bambini sul canale di Hamas “Al-Aqsa” manda in onda alcuni cartoni creati dalla popolare fumettista Omayya Joha. I suoi cartoni contengono messaggi di odio contro Israele e deleggittimizzano i negoziati con Israele.

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(Una delle vignette apparse sul programma: raffigura un Ebreo stereotipato, un soldato israeliano che spara indiscriminatamente sui Palestinesi, principalmente donne e bambini. I corpi sono distesi su una mappa della Palestina dipinta di rosso).

Descrizione generale del programma TV:

1)Il 30 Novembre (2 giorni dopo il vertice di Annapolis), il programma televisivo per bambini sulla televisione “Al-Aqsa”, gestita da Hamas ha mandato in onda uno spezzone con cartoni espliciti che incitano all’odio contro Israele e vogliono minare la leggittimità dei negoziati(con Israele ndr). I cartoni sono stati fatti da Omayya Joha, una fumettista palestinese associata con Hamas che gode di popolarità nel mondo arabo.

2)Durante uno spezzone della trasmissione chiamato “Cartone giornaliero” sono stati mostrati diverse vignette per bambini, prese dalle loro vite quotidiane. Ogni vignetta è stata mostrata sullo schermo per diversi secondi consecutivi, mentre si sentivano delle canzoni in sottofondo. Nelle vignette, Israele è stato dipinto come il perpetratore di atti di violenza contro donne e bambini mentre faceva i negoziati con i Palestinesi.

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(Questa clip è stata mostrata all’inizio del programma: questa parte del programma è intitolata: “Fumetto giornaliero”; al centro c’è l’illustrazione di un bambino chiamato Masrour, che in arabo significa felice).

3)Quelli che seguono sono i fumetti mostrati nel programma:

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(Un bambino palestinese vestito di stracci che piange e guarda un altro bambino palestinese ben vestito che attraversa la strada con il padre. Il bambino triste dice: “Mamma mi ha detto che quando papà uscirà dalle prigioni degli Ebrei, lui mi porterà a scuola e mi vestirà meglio, con vestiti più costosi).

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(Il tavolo dei negoziati tra Israele ed i palestinesi. Sul tavolo leggiamo “negoziati” e le bandiere d’Israele e della Palestina appaiono sui lati. Il pavimento vicino alla sedia vuota israeliana è disseminato di corpi di donne e bambini palestinesi. Un’immagine di un soldato israeliano stereotipato che spara indiscriminatamente su donne e bambini palestinesi è presente in un’altra vignetta -quella indicata nel titolo).

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(Un ragazzo palestinese scrive una lettera al padre in prigione mentre la sorella tiene una sua fotografia. Entrambi appaiono tristi. Il bambino scrive “Caro papà, quello che mi rende triste è che in prigione ti colpiscono affamandoti, il modo in cui i nostri insegnanti vengono colpiti… Quando torni da noi papà… quando torni…”

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(Un Palestinese mascherato che appare combattivo e minaccioso mentre indica un Gilad Shalit visibilmente impaurito. La didascalia recita “So che siete malato di solitudine. Devi solo pregare Shalit che essi(gli israeliani)invadano la Striscia di Gaza, e ci lascino prendere altri Gilad Shalit(inteso come sequestrare altri soldati ndr)per farti compagnia(riferito a Gilad Shalit)”.

I precedenti programmi per bambini sul canale Al-Aqsa

4)Fin dal suo primo lancio nel Gennaio 2006, il canale televisivo Al-Aqsa ha diffuso numerosi programmi per bambini che contengono messaggi di incitamento e di odio contro Israele, predicano la violenza ed il terrorismo, ed escludono ogni possibilità di negoziati o pace con essa(Israele ndr).

5)Un unico programma, denominato “I Pionieri del domani” (Maggio 2007)ha utilizzato la figura di Mickey Mouse(Topolino) (chiamandolo Farfour -Nota 1). Il programma ha promosso messaggi nello spirito dell’ideologia di Hamas per gli spettatori bambini: la conquista islamica del mondo, la continuazione della violenza e del terrorismo (“resistenza”)contro Israele fino a quando non sarà sconfitto, “la liberazione della Moschea di Al-Aqsa” che promuove l’odio contro Israele, e “la liberazione” dell’Iraq e degli altri paesi arabi e Musulmani invasi dagli “assassini”(Nota 2).

Un altro programma è andato in onda i primi giorni di settembre 2007 poco prima dell’inizio dell’anno scolastico che mostrava un ragazzo il cui campo d’esperienza era il Jihad(Guerra santa) -Nota 3.

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(La figura di Mickey Mouse nel programma “I pionieri del domani” -Al-Aqsa TV, 10 Maggio 2007, concessa cortesemente dal Palestinian Media Watch) (Sull’immagine leggiamo: “Noi libereremo Al-Aqsa, con il volere di Allah” ndr).

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(Ahmed, l’esperto del Jihad) Al-Aqsa TV, 3 Settembre 2007

Appendice

La fumettista Omayya Joha amia_jaha.jpg -Nota 4

6)Omayya Joha è il nome di penna di Omayya Abu Hamada, una vignettista palestinese associata con Hamas, che gode di enorme notorietà nel mondo arabo. Lei utilizza il cognome Joha, un riferimento ad una figura folkloristica del fumetto arabo. Nelle sue creazioni, lei fa eco all’ideologia di Hamas ed alla sua agenda. I fumetti di Joha sono visibili per i loro sentimenti maliziosamente anti-israeliani, ed alcuni sono chiaramente antisemiti. I fumetti vengono distribuiti dalla stampa palestinese di Hamas e dell’Autorità Palestinese ( Al-Risala, Al-Hayat al Jadeeda )e su siti web in tutto il mondo arabo.

7)Omayya Joha è nata nel 1972 nel quartiere di Sajaiya nella Striscia di Gaza. Il suo primo marito, Rami Sa’ad, è stato un operativo nelle Brigate Izz al-Din al Qassam, l’ala operativa/terroristica di Hamas. E’ stato ucciso in uno scontro con i soldati israeliani nel 2003.

Esempi di vergognosi fumetti anti-israeliani ed antisemiti di Omayya Joha

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(Un toro infuriato con la testa di un soldato israeliano e caratteristiche ebraiche stereotipate, si prepara a colpire un palestinese che regge una bandiera rossa con la scritta “I razzi della Resistenza”(Al-Risala, 1 Giugno 2007). Questa vignetta è stata progettata per esaltare il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza.

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(Un Ebreo stereotipato parla ad un microfono dove possiamo leggere “Stampa occidentale” con una bandiera degli Stati Uniti come fazzoletto in tasca. Il messaggio è che la stampa occidentale è nelle tasche degli Ebrei -Al-Hayat al Jadeeda, 13 Agosto 2007-. La vignetta è stata anche mostrata sul sito web arabo della televisione iraniana Al-Kawthar -16 Agosto 2007-.

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(Il Primo Ministro Israeliano Ehud Olmert raffigurato come il diavolo. Il testo sull’arma recita “Beit Hanun”-Al Hayat al Jadeeda, 5 Novembre 2006-. La vignetta si riferisce alle operazioni antiterrorismo dell’esercito israeliano nella zona settentrionale della Striscia di Gaza.

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( Un soldato Israeliano disegnato come un Ebreo stereotipato maltratta un palestinese invalido con una gamba sola chiamandolo “Terrorista” -Al-Hayat al-Jadeeda, 20 Maggio 2006-.

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( Un paragone tra le attività dell’aeronautica israeliana e quelle dei nazisti -le eliche dell’elicottero sono disegnate sotto forma di una svastica ed il simbolo di fronte all’elicottero ricorda quello delle SS -Al-Hayat al-Jadeeda, 25 Maggio 2007 ).

Note:

1)Farfour, un termine affettuoso per i bambini piccoli

2)Vedi il nostro bollettino informativo: “Inculcare nei bambini dell’asilo l’ideologia islamica radicale e la cultura del terrorismo anti-israeliano”, 6 Giugno 2007 (è in lingua inglese ndr).

3)A questo proposito guardate il nostro bollettino informativo: “Indottrinamento per il prossimo anno scolastico: la TV mostra “Bambini brillanti”, trasmesso dalla tv di Hamas Al-Aqsa, che mostra un bambino la cui specializzazione è il Jihad. Questi show sono una prova degli sforzi di Hamas per indottrinare i giovani con la sua ideologia islamica radicale e con la cultura del terrorismo contro Israele, 5 Settembre 2007 (in inglese).

4) Preso da: http://www.alwatanvoice.com/arabic/news.php?go=showid=40279 (è in lingua araba ndr).

Informazione Corretta