Damasco: Jimmy Carter incontra leader Hamas Meshaal

M.O./ Jimmy Carter vede a Damasco leader Hamas Meshaal

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Si tratta del secondo incontro quest’anno

Damasco, 14 dic. (Ap) – Per la seconda volta in un anno, l’ex presidente americano Jimmy Carter ha incontrato il leader del movimento radicale palestinese Hamas, Khaled Meshaal. I due uomini si sono incontrati oggi a Damasco, nel quadro delle discussioni regionali sul conflitto mediorientale nell’agenda del Premio Nobel per la Pace.

Carter ha già incontrato Meshaal, in esilio a Damasco, quest’anno ad aprile. I funzionari di Hamas hanno tenuto i giornalisti lontani dall’incontro e non è stata organizzata alcuna conferenza stampa. Hamas ha diffuso un comunicato, ma senza fornire dettagli sui temi di discussione affrontati.

L’incontro si è attirato le critiche dell’amministrazione Bush, che considera Hamas un gruppo terroristico e ritiene che simili incontri diano credibilità ai militanti estremisti. Oggi, tuttavia, l’ex presidente statunitense ha affermato che intende continuare a vedere i leader di Hamas.

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Scambio Shalit-Barghouti, smentita in Israele

Scambio Shalit-Barghouti, smentita in Israele

(ANSAmed) – 12:15 – Tel Aviv, 22 lug – Sono state smentite in Israele informazioni diffuse ieri da mezzi di stampa arabi secondo cui Israele e Hamas sarebbero giunti ad una intesa per uno scambio di prigionieri, mediata dall’ex presidente degli Stati Uniti Jimmy Carter.

Hamas – secondo quelle notizie – rilascerebbe (dopo due anni di prigionia) il caporale israeliano Ghilad Shalit, mentre Israele libererebbe il dirigente di al-Fatah Marwan Barghouti, il segretario generale del Fronte democratico per la liberazione della Palestina, Ahmed Saadat, nonché tutti gli esponenti politici di Hamas arrestati nel luglio 2006, dopo il rapimento di Shalit. In una prima fase, secondo queste notizie, Shalit sarebbe consegnato da Hamas all’Egitto. Ma queste informazioni sono infondate, ha riferito oggi la radio militare israeliana.

In particolare, ha aggiunto, resta immutata la opposizione alla liberazione di Saadat, ritenuto in Israele il mandante dell’assassinio del ministro del turismo Rehavam Zeevi, nel 2001. Hamas, da parte sua, ha ribadito ancora nei giorni scorsi che per liberare Shalit Israele dovrà rilasciare in due scaglioni 1.000 detenuti palestinesi, fra cui gli organizzatori di tutti i principali attentati avvenuti nell’intifada.

Desmond Tutu incontra il leader di Hamas Haniyeh per conto dell’Onu

Desmond Tutu incontra il leader di Hamas Haniyeh per conto dell’Onu

Il vescovo anglicano sudafricano Desmond Tutu, già premio Nobel per la pace, è giunto mercoledì in «missione umanitaria» a Beit Hanun, nella Striscia di Gaza, teatro nel 2006 di un attacco di artiglieria israeliano costato la vita a una ventina di palestinesi, di un unico nucleo familiare.

Tutu, che era arrivato a Gaza martedì attraverso il confine egiziano, sta svolgendo una investigazione su quell’episodio, per il quale era stato già incaricato a suo tempo di compiere una verifica nell’ambito di una missione dell’Onu abortita nell’immediateza dei fatti per la mancata concessione dei visiti da parte di Israele. Gerusalemme ha sempre ammesso la responsabilità dell’attacco, escludendo tuttavia ogni deliberata intenzione di colpire civili e addebitando l’accaduto a un guasto tecnico del sistema di puntamento.

A margine della visita odierna a Beit Hanun, Tutu ha incontrato dirigenti sia locali sia centrali di Hamas, incluso l’ex premier Ismail Haniyeh, e ha rivolto un appello pubblico a entrambe sia agli israeliani che ai palestinesi per una tregua e per la fine di ogni violenza contro civili. Il vescovo sudafricano è il secondo premio Nobel per la pace a rendersi protagonista di colloqui con i vertici di Hamas, dopo quelli avuti di recente, ma in Egitto e non a Gaza per la negazione del visto da parte di Israele, dall’ex presidente americano Jimmy Carter.

L’Unità.it

Carter incontra due volte il leader di Hamas

Carter incontra due volte il leader di Hamas

Damasco, 19 aprile 2008 – Sfidando i critici in patria e in Israele, l’ex presidente americano Jimmy Carter ha incontrato a Damasco per ben due volte, ieri sera e stamattina, il leader di Hamas in esilio Khaled Meshaal e il suo vice Moussa Abu Marzouk, entrambi considerati come terroristi dal Dipartimento di Stato di Washington.

Ieri sera Carter e Meshaal hanno parlato per quattro ore di un possibile cessate il fuoco tra Israele e il gruppo armato palestinese nella Striscia di Gaza, il territorio teatro ancora oggi di violenti scontri tra miliziani e soldati israeliani.

Stamattina i due hanno invece discusso per un’ora di un possibile scambio di prigionieri per ottenere la liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano rapito il 25 giugno 2006 da miliziani vicini ad Hamas.

Carter, premio Nobel per la pace nel 2002, è la personalità politica più importante ad aver incontrato esponenti del Movimento di resistenza islamico, e il gruppo palestinese rivendica per questo una nuova legittimità. L’ex presidente Usa nel 1978 fece da mediatore negli accordi di pace tra israeliani e egiziani firmati a Camp David, e si è proposto ora di favorire il processo di pace nella regione e la liberazione del caporale israeliano.

Hamas ha espresso soddisfazione per i colloqui di Damasco, che si sono svolti lontani dagli occhi dei giornalisti. “L’isolamento politico da parte dell’amministrazione americana è iniziato a crollare”, ha detto all’Associated Press Mohammed Nazzal, un dirigente del gruppo. Carter, che ha anche incontrato il presidente siriano Bashar Assad, non ha rilasciato commenti. L’ex presidente americano proseguirà il suo tour regionale recandosi in Arabi Saudita.

Quotidiano.net

Gelo in Israele per la visita di Carter

Missione privata. Critiche dal dipartimento di Stato Usa: «Parlerà con chi ostacola la pace»

Gelo in Israele per la visita di Carter

Niente incontri con Olmert e la Livni

L’ex presidente difende la scelta di vedere il leader di Hamas a Damasco Il mediatore americano accolto nello Stato ebraico solo da Peres. Visita a Sderot e colloquio con il padre di Shalit

NEW YORK — Non avrebbe potuto essere più glaciale l’accoglienza riservata da Israele all’ex presidente americano Jimmy Carter, da ieri a Gerusalemme per una missione privata nella regione che prevede, tra l’altro, un incontro a Damasco con il leader di Hamas, Khaled Meshaal. Il primo contatto in oltre due anni tra un politico Usa d’alto profilo e Hamas.

Soltanto il presidente Shimon Peres ha accettato di incontrare l’83enne Premio Nobel. Ma si sarebbe trattato di un meeting poco cordiale, durante il quale Peres avrebbe redarguito l’artefice degli storici accordi di Camp David tra Israele ed Egitto (nel 1978), ricordandogli che la sua attività politica degli ultimi anni «ha arrecato danno al processo di pace».

Forse per questo motivo nessun membro del governo israeliano gli ha dato udienza. Carter è stato snobbato dal premier di centrodestra Ehud Olmert, dal ministro degli Esteri Tzipi Livni, da quello della Difesa Ehud Barak e anche dal leader dell’opposizione di destra Benyanjn Netanyahu.

A nulla è valsa la sua tanto reclamizzata visita a Sderot, (la città vittima delle quotidiane gragnole di razzi da Gaza) e l’incontro con il padre del soldato israeliano catturato nel giugno 2006 da Hamas, Gilad Shalit.

In Israele non si è ancora sopito il clamore per Palestine: Peace, not Apartheid, il controverso saggio del 2006 in cui Carter accusa lo Stato ebraico di praticare coi palestinesi una politica razzista simile a quella attuata dal Sudafrica nei confronti dei neri durante l’Apartheid. Ma proprio come allora, anche oggi Carter difende a spada tratta le sue scelte.

«E’ molto importante che ci sia qualcuno disposto a incontrare i leader di Hamas e ad ascoltare il loro punto di vista», ha spiegato in una intervista alla Abc, dove ha ribadito che intende «verificare la flessibilità di Hamas, per tentare di convincerlo a cessare gli attacchi contro civili innocenti in Israele e a cooperare con Al Fatah per unire i palestinesi».

«Non ho dubbi sul fatto che se Israele vuole trovare la pace con giustizia nei suoi rapporti con i palestinesi — ha aggiunto Carter — debba veder incluso Hamas nel processo di pace». Una tesi che lo vede completamente isolato in America, dove considerare Hamas un’organizzazione terrorista è un precetto bipartisan che unisce Casa Bianca e Partito Democratico.

Il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha criticato l’iniziativa di Carter, dopo che il Dipartimento di Stato statunitense aveva insistito invano perché rinunciasse al viaggio. «Trovo difficile capire cosa possiamo guadagnare nel parlare di pace con Hamas — ha detto la Rice —, quando Hamas è, di fatto, l’ostacolo stesso alla pace».

di Alessandra Farkas

(Fonte: Corriere della Sera, 14 Aprile 2008)