Libano: Soldati scoprono 7 razzi con timer vicino confine Israele

Libano: Soldati scoprono 7 razzi con timer vicino confine Israele

Una rampa di lancio dei missili Katyuscia

Una rampa di lancio dei missili Katyuscia

Beirut, 25 dic. (Ap) – I soldati libanesi hanno scoperto vicino alla frontiera con Israele sette razzi muniti di timer che erano sul punto di esplodere. Lo hanno annunciato responsabili dell’esercito di Beirut.

I militari stanno facendo brillare i Katyusha, rinvenuti nei pressi della città di confine di Naqoura. I responsabili dell’esercito hanno rivelato che i timer dei razzi erano funzionanti, ma non hanno chiarito se erano puntati in direzione del territorio dello stato ebraico.

L’organizzazione militante Hezbollah ha un grande arsenale di razzi, ma raramente lo ha utilizzato contro Israele dalla guerra del 2006. Lo scorso anno, un’organizzazione militante ha sparato due razzi contro il territorio dello stato ebraico.

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Già pronto il nuovo pretesto per la guerra di Hezbollah contro Israele

Già pronto il nuovo pretesto per la guerra di Hezbollah contro Israele

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“Non dobbiamo accettare la Linea Blu come un confine, la Linea Blu non è il confine fra Libano e Israele: è solo la linea che segna dove si sono ritirate le forze israeliane dal Libano meridionale nel maggio 2000”. Lo ha dichiarato il 3 novembre scorso Nawaf al-Moussawi, responsabile per i rapporti internazionali di Hezbollah, in occasione di un incontro con l’ambasciatore norvegese in Libano Aud Lise Norheim.

La cosiddetta Linea Blu venne segnata dai cartografi delle Nazioni Unite nel giugno 2000 nel momento il cui verificarono il completo ritiro israeliano dal Libano in conformità con la risoluzione 425 del Consiglio di Sicurezza: pur differendo leggermente dalla linea di confine fissata nel 1923 fra Mandato Britannico e Mandato Francese nonché dalla linea di armistizio del 1949, la Linea Blu viene considerata il confine internazionale fra Israele e Libano.

Secondo Moussawi, la linea del 1923 sarebbe stata fissata dalle “organizzazioni terroriste sioniste” che in questo modo avrebbero derubato il Libano di sette villaggi e una ventina di fattorie. Il riferimento è a sette villaggi sciiti in Alta Galilea che vennero inclusi nel Mandato Britannico in base al trattato di demarcazione del confine firmato fra Francia e Gran Bretagna nel 1923, dopo che un primo testo di accordo non definitivo di alcuni anni prima li aveva inclusi nel Mandato Francese.

“Dobbiamo stare in guardia rispetto al tentativo di farci riconoscere la Linea Blu come il confine, perché ciò priverebbe il Libano di milioni di metri quadrati di territorio nazionale”, ha aggiunto l’esponente Hezbollah.

Con questa affermazione in pratica la milizia sciita libanese filo-siriana e filo-iraniana dichiara per la prima volta in un contesto internazionale quale sarà il prossimo pretesto per muovere guerra a Israele, quand’anche venisse raggiunta un’intesa sulla questione delle cosiddette Fattorie Shabaa (catturate da Israele alla Siria nel 1967, ma ora rivendicate da Beirut) e del villaggio di Ghajar (cresciuto negli anni a cavallo della linea di confine). “Stanno giocando con questioni insignificanti a cui praticamente nessuno in Libano dà la minima importanza – afferma Magnus Ranstorp, un esperto di Hezbollah dello Swedish National Defense College – Stanno montando una questione relativamente irrilevante: così, se anche Israele si ritirasse dalle Fattorie Shabaa ci saranno i sette villaggi… Ci sarà sempre qualcosa che sapranno confezionare”.

(Da: YnetNews, Ha’aretz, Jerusalem Post, 4.11.08 )

“Non mi fermerò finché Israele non sarà distrutto”

“La nozione stessa di Israele è morta: verrà spazzata dalla faccia della Terra”

Israele.net

Libano: la Siria non riesce a impedire il rifornimento di armi a Hezbollah

Libano: la Siria non riesce a impedire il rifornimento di armi a Hezbollah

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1 Ottobre 2008

Difficile chiudere ermeticamente il passaggio delle armi per Hezbollah.

Il ministro degli Esteri siriano Walid Moallem ha detto che Damasco non è in grado di fermare il contrabbando di armi diretto all’Hezbollah libanese.

In una intervista al quotidiano arabo Sharq al Awsat, il capo della diplomazia siriana ha detto che il traffico di armi continua perchè è impossibile chiudere ermeticamente il confine tra Siria e Libano. Secondo Moallem, in questo momento Hezbollah non ha comunque bisogno di armi.

Gli israeliani, che stanno conducendo con la Siria un negoziato di pace indiretto con la mediazione della Turchia, hanno chiesto a Damasco di impegnarsi a bloccare il traffico di armi verso il gruppo estremista sciita.

L’Occidentale

Hezbollah cerca il successore di Mughniyeh

Hezbollah cerca il successore di Mughniyeh

ricorda nulla?.....

Manifestazione di Hezbollah: ricorda nulla?.....

lunedì 03 novembre 2008

di ELENA LATTES

Secondo quanto riporta un quotidiano qwaitiano (ma non confermato da altre fonti) Mustafa Shehada sarà il nuovo capo di Hezbollah. L’organizzazione terroristica sciita sta infatti scegliendo il successore di Mughniyeh ucciso in un attentato a Damasco lo scorso febbraio.

Secondo l’articolo, alla base della scelta di Shehada ci sarebbero diverse motivazioni: è uno dei fondatori del gruppo, ha una larga esperienza militare, è un uomo che gode della fiducia di tutti i boss, “sa come raggiungere i suoi scopi sia a breve che a lungo termine” e, forse l’elemento più importante, è che è un “backstage player”, uno che lavora dietro le quinte, evitando accuratamente qualsiasi tipo di esposizione mediatica.

Numerosi esponenti dell’organizzazione fondamentalista hanno dichiarato che durante gli ultimi anni si sono impegnati a stabilire un solido commando militare e non hanno più bisogno quindi di un capo di prima linea, poiché l’esperienza ha loro mostrato che in questo modo l’assassinio di un alto ufficiale ridurrebbe l’impatto su tutto il gruppo armato.

Mughniyeh, che si è nascosto per molto tempo prima di essere ammazzato all’età di 45 anni, è probabilmente l’ideatore e il mandante di una serie di attacchi negli anni ’80 e ’90 del secolo scorso, che hanno ucciso centinaia di americani e israeliani sia in Libano che in altri Paesi nel mondo. Si trovava anche nella lista dei più ricercati stilata dall’FBI con una taglia di 25 milioni di dollari, stessa cifra offerta per Osama Bin Laden.

Gli Stati Uniti, infatti, consideravano Mughniyeh la mente dietro le bombe all’ambasciata americana a Beirut e all’attentato contro il quartier generale dei Marines in Libano nel 1983 che uccise oltre 200 americani. Mughniyeh fu anche incriminato per il dirottamento dell’aereo della compagnia TWA nel 1985.

Contemporaneamente alla nomina di Shehada è arrivata una fatwa dall’Iran, emanata direttamente dall’Ayatollah Ali Khamenei, che riconferma Nasrallah capo supremo dell’organizzazione terroristica.

Agenzia Radicale

Libano: Meshaal a Beirut, leader Hamas sara’ ricevuto da Suleiman

Libano: Meshaal a Beirut, leader Hamas sara’ ricevuto da Suleiman

In agenda la situazione nei campi profughi palestinesi

Beirut, 3 nov. (Ap) – Il leader di Hamas in esilio, Khaled Meshaal, è giunto stamane a Beirut, dove ha in programma una serie di incontri con leader politici locali. La visita di Meshaal in Libano è la prima di cui è stata data notizia dal giorno in cui aerei israeliani hanno bombardato gli uffici di Hamas nella capitale libanese, durante la guerra con il movimento sciita Hezbollah nel 2006.

Il programma del viaggio di Meshaal non è stato annunciato per timori di possibili attentati. L’agenzia nazionale libanese ha riferito che il leader di Hamas è arrivato in mattinata e dovrebbe essere ricevuto dal presidente libanese Michel Suleiman e da altri leader politi locali.

Al centro dei colloqui ci dovrebbe essere l’analisi della situazione nei campi profughi palestinesi in Libano.

Giornalista libanese: crisi economica complotto ebraico-americano

Giornalista libanese: crisi economica complotto ebraico-americano

Il giornalista libanese Fuad Matar ha pubblicato, rispettivamente il 3 ed il 5 ottobre scorso, sui quotidiani Al-Liwa (Libano) e Al-Yawm (Arabia Saudita) un articolo in cui afferma che gli ebrei ed il movimento globale sionista hanno provocato la crisi finanziaria per impedire al presidente Bush di adempiere alla sua promessa di fondare uno stato palestinese prima della scadenza del suo mandato presidenziale. Inoltre, scrive Matar, “è da supporre che i sionisti abbiamo apportato un significativo cambiamento ai loro piani [e deciso] che era venuto il momento di trasferire la base strategica sionista dagli USA in Europa da quando è sorta la possibilità che un nero, Barak Obama, guidi gli Stati Uniti…Tra gli indizi [che sostengono] questa supposizione vi è il fatto che hanno portato al potere il presidente francese Nicolas Sarkozy, che è di origine ebraica e ha in simpatia gli ebrei. [Possono anche creare] un altro Sarkozy per sostituire l’attuale primo ministro britannico, Gordon Brown, che attraversa una seria crisi di leadership…”

(Fonte: memri.org, 22 Ottobre 2008 )

Osservatorio Antisemitismo

Samir Kuntar: “Finché un’entità chiamata Israele sarà presente nella regione, la resistenza proseguirà”

Samir Kuntar: “Finché un’entità chiamata Israele sarà presente nella regione, la resistenza proseguirà”

Samir Kuntar, un assassino infanticida che per alcuni è un eroe, in una intervista rilasciata ad Al Jazeera (poi ripresa da Memri.org) pochi giorni dopo il suo rientro in Libano

Samir Kuntar, un assassino infanticida che per alcuni è un eroe, in una intervista rilasciata ad Al Jazeera (poi ripresa da Memri.org) pochi giorni dopo il suo rientro in Libano

Beirut, 24/10/2008 “Finché un’entità chiamata Israele sarà presente nella regione, la resistenza proseguirà”. Lo ha dichiarato mercoledì alla France Presse il terrorista infanticida libanese Samir Kuntar, scarcerato nel luglio scorso da Israele sotto ricatto. Kuntar ha aggiunto d’essere pronto a prender parte a qualunque missione che gli fosse assegnata e di non rammaricarsi affatto per la “missione” condotta a Nahariya nel 1979 (durante la quale causò la morte a sangue freddo di un adulto, due bambine e un poliziotto).

(Fonte: Israele.net)