Attentato Collegio Rabbinico a Gerusalemme: glorificato in un video l’attentatore

Attentato Collegio Rabbinico a Gerusalemme: glorificato in un video l’attentatore

L’attentato di due settimane fa a Gerusalemme avrebbe valenza religiosa e per questo Ala Abu Dheim sarebbe un martire per la causa dell’Islam palestinese

Un martire per la causa Palestinese. È questo il motivo del video mandato in onda “in esclusiva” dal sito del braccio armato di Hamas, Brigate Ezzedin al-Qassam, che glorifica Ala Abu Dheim, il palestinese che due settimane fa ha ucciso otto seminaristi ebrei nel collegio rabbinico Merkaz ha-Rav a Gerusalemme.

L’attentato è stato rivendicato con una telefonata anonima dalle “Brigate dei Liberi della Galilea” e da questi dedicato alla figura di Imad Mughniyeh, il capo militare Hezbollah ucciso in un attentato a Damasco oltre un mese fa.

Tra quelli considerati martiri ora c’è anche Abu Dheim, ossia i combattenti caduti per l’Islam palestinese.

Nel video si spiega che l’attentato ha sicuramente una matrice religiosa per che prima di partire per la sua missione di fatto suicida, Abu Dheim si era rasato il volto, ma cinque giorni, durante l’inumazione, la barba era ricresciuta. Dal cadavere, viene aggiunto, non emanava alcun odore particolare e sul volto era disegnato un eloquente sorriso. Tutti elementi che, secondo i curatori del filmato ripreso con un telefono cellulare al momento della sepoltura, dovrebbero confermare la valenza religiosa.

(L’Unione Sarda, 18 marzo 2008)

Annunci

Quotidiano pan-arabo: “Giustificato” l’attentato alla scuola di Gerusalemme

Quotidiano pan-arabo: “Giustificato” l’attentato alla scuola di Gerusalemme

image_2043.jpg

Abd al-Bari Atwan, direttore del quotidiano pan-arabo edito a Londra Al-Quds Al-Arabi, ha firmato un editoriale in cui afferma che l’attentato terroristico del 6 marzo scorso contro la scuola religiosa Mercaz Harav di Gerusalemme (otto adolescenti uccisi, altri nove feriti) è “giustificato” perché quella scuola sarebbe “una culla di estremisti e fondamentalisti israeliani”.

Nell’editoriale pubblicato il 9 marzo, Atwan si rifiuta di condannare l’attentato e afferma che le scene di giubilo nelle strade di Gaza rappresentano “il coraggio della nazione palestinese”. Aggiunge inoltre che le recenti violenze a Gaza possono “segnare l’inizio del conto alla rovescia verso la distruzione di Israele”.

“Un articolo allarmante – dice Lior Ben-Dor, portavoce dell’ambasciata israeliana a Londra – perché Atwan è considerato dai mass-media britannici un analista degno e obiettivo, spesso invitato ad esprimere le sue opinioni in vari contesti. Il problema è che quando si rivolge al pubblico britannico tende a nascondere le sue vere posizioni e la sua ideologia: il suo sostegno al terrorismo e al deliberato assassinio di civili innocenti. Questo articolo rivela il vero volto di Atwan, un sostenitore del terrore jihadista, che dovrebbe essere trattato come tale”.

In un’intervista dello scorso giugno alla televisione libanese ANB, Atwan affermò: “Se i missili iraniani colpiranno Israele, per Dio, andrò a ballare di gioia in Trafalgar Square. Se scoppierà una guerra, come dovranno rispondere gli iraniani? Se l’Iran sarà in grado di rispondere, incendierà i pozzi di petrolio, bloccherà lo Stretto di Hormuz, attaccherà le basi americane nel Golfo e, a Dio piacendo, attaccherà anche Israele”.

Nato in un campo profughi (sotto regime arabo) nel 1950, Atwan ha fondato a Londra nel 1989 il quotidiano pan-arabo Al-Quds Al-Arabi, che oggi ha una diffusione di circa 50.000 copie. Nel 1996 intervistò Osama bin Laden. È commentatore regolare su CNN, Sky News e BBC News.

(Da: Jerusalem Post, 16.03.08)

Nella foto in alto: Le vittime dell’attentato alla scuola Mercaz Harav. In alto: Avraham David Moses (16 anni), Ro’i Roth (18 anni), Neria Cohen (15 anni), Yonatan Yitzhak Eldar (16 anni); in basso: Yochai Lifshitz (18 anni), Segev Peniel Avihail (15 anni), Yehonadav Haim Hirschfeld (19 anni), Doron Meherete (26 anni)

Sindrome da Dottrina Ideologica Araba

Uccisi 8 studenti in una scuola di studi ebraici

Israele.net