Anche un militare italiano alla parata anti-Israele in Iran

Il caso Dopo le critiche per la presenza di un tedesco, l’ Italia rivela: «C’ era il nostro attaché, ma ha protestato per gli slogan antiebraici»

Anche un militare italiano alla parata in Iran

La Farnesina: «Eravamo informati». L’ ambasciata d’ Israele esprime «disappunto» Il ministero degli Esteri: «Non esiste nessuna linea comune europea contro la partecipazione a una simile parata militare»

Sfilano i soldati e i carri armati. Sfilano i missili balistici Shahab-3, sui quali è dipinta la scritta «Israele deve essere spazzata via dalle mappe». Appare lo striscione «Israele dovrebbe essere cancellata dal mondo». Parla il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Il colonnello Vittorio Maria Boccia, addetto per la Difesa dell’ ambasciata italiana in Iran, ex comandante del 41° reggimento Cordenons (schierato anche in Iraq), è tra gli spettatori. Si tratta della parata annuale in commemorazione della guerra contro l’ Iraq (1980-88) tenutasi il 21 settembre a Teheran. L’ attaché italiano stava seduto alla destra dell’ addetto militare dell’ ambasciata tedesca. Lo ha fotografato un reporter dell’ agenzia iraniana Isna. L’ immagine è stata diffusa su Internet.

Ieri, per la prima volta, al telefono con il Corriere, un portavoce del ministero degli Esteri italiano ha ammesso la presenza del diplomatico alla parata. Gli attaché italiano e tedesco sono i soli dell’ Unione europea ad aver partecipato alla sfilata (della Nato c’ era anche la Turchia). La presenza dell’ addetto militare tedesco ha provocato nei giorni scorsi uno scandalo. Il governo e i media israeliani sono stati molto critici. Gli americani hanno fatto sapere di essere irritati. La Germania fa parte del gruppo 5+1 che tratta con Ahmadinejad per impedirgli di proseguire nel programma nucleare.

La foto della parata militare dell'Iran. Nel riquadro a sinistra compare il Colonnello Vittorio Maria Boccia

La parata militare in Iran: nel riquadro a sinistra compare il Colonnello Vittorio Maria Boccia

La scelta di inviare l’ attaché è stata vista, da più parti, come un gesto di amicizia stretta e l’ attenzione dei media si è spostata sugli affari – tuttora consistenti nonostante le sanzioni – della Germania, il primo esportatore mondiale in Iran (l’ Italia invece è il primo importatore; acquista petrolio greggio e gas naturale). Il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha convocato l’ ambasciatore tedesco Herbert Honsowitz a Berlino il 29 settembre. Honsowitz ha dovuto spiegare come mai aveva deciso di mandare un suo uomo all’ imbarazzante sfilata. Pochi giorni fa, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha criticato Romano Prodi, perché aveva incontrato Ahmadinejad («Io non l’ avrei fatto»).

In quest’ occasione, invece, la Farnesina ha spiegato che «era informata del fatto che l’ addetto militare avrebbe preso parte alla parata» e che «non esiste nessuna linea comune europea sulla partecipazione o meno a una simile sfilata militare». C’ era solo «un’intesa dell’ Unione europea che qualora la parata fosse diventata occasione di manifestazioni ingiuriose, gli addetti militari eventualmente presenti manifestassero il proprio dissenso e decidessero di andarsene». All’ apparire degli slogan anti israeliani, il colonnello Boccia ha «platealmente fatto capire di volersene andare» – spiega la Farnesina – «alzandosi, sbracciandosi, girando le spalle e girando i tacchi». Ma non gli è stato «fisicamente possibile» per «ragioni di sicurezza» e di «protocollo».

La spiegazione non soddisfa l’ ambasciata d’Israele in Italia, che era al corrente del caso e ha già espresso alla Farnesina «il nostro disappunto che il rappresentante di uno Stato amico come quello italiano abbia partecipato alla parata militare di uno Stato che chiama alla distruzione di Israele e sostiene il terrorismo. La partecipazione a un evento di questo genere che minaccia la nostra esistenza dà legittimità alla politica del regime iraniano».

Mazza Viviana

(Fonte: Corriere della Sera, 21 Ottobre 2008, pag. 15)

Frattini: “Accerchiamento di Israele problema serio”

M.O./ FRATTINI: “ACCERCHIAMENTO” DI ISRAELE PROBLEMA SERIO

“Non vogliamo ingerenza così tangibile di Teheran nella regione”

Lima (Perù), 15 mag. (Apcom) – Il governo Berlusconi IV ha “in agenda il problema posto dagli israeliani, che si sentono circondati dall’Iran, da nord attraverso l’Hezbollah libanese e da sud con Hamas”. Lo sottolinea il ministro degli Esteri Franco Frattini, conversando con i giornalisti che lo seguono a Lima per il vertice America Latina-Ue. “Il tema dell’accerchiamento posto dagli israeliani lo considero molto serio” insiste Frattini.

“E proprio perché questo governo avrà grandissima attenzione e amicizia verso Israele, questo ‘sentimento dell’accerchiamento’ noi ce l’abbiamo in agenda e non alziamo le spalle – prosegue – Noi vogliamo dire con grande chiarezza che non vogliamo un impegno e un’ingerenza così tangibile dell’Iran nello scenario mediorientale”.

E’ del resto opinione del capo della diplomazia che “di fronte alle prese di posizione dei governi arabi, con i governi europei che guardano con sempre maggiore attenzione alle preoccupazioni del governo israeliano, non c’è interesse da parte dell’Iran ad aggravare la situazione”. Anzi, il regime degli ayatollah potrebbe persino svolgere un ruolo da “facilitatore”.

Entrando più nello specifico, il giudizio di Frattini su Hamas non cambia: “Anche se il movimento palestinese siede in parlamento, ha mantenuto nel suo statuto la necessità di distruggere Israele e non ha rinunciato alla violenza, ed è quindi ancora giustamente iscritto nella lista Ue delle organizzazioni terroristiche”. Quando all’Hezbollah, “persino gli Stati Uniti si rendono ormai conto” della necessità di coinvolgere “tutte le parti in contrasto” per arrivare alla stabilità politica in Libano.

“La maggioranza degli europei applica ancora una distinzione fra l’ala politica e quella militare” del ‘partito di Dio’, che quindi non è considerato un gruppo terroristico. In una conferenza telefonica di qualche sera fa del gruppo ‘Friends of Lebanon’, di cui fanno parte sia l’Italia che gli Usa, Frattini racconta che persino il segretario di Stato americano Condoleezza Rice ha “preso atto delle necessità della Lega Araba” di coinvolgere l’Hezbollah nelle trattative per superare la crisi istituzionale, rinunciando a una dichiarazione di ferma condanna nei confronti delle recenti azioni militari delle milizie sciite filo-iraniane.

Il ministro degli Esteri giudica infine positivamente i “toni di grande attenzione verso gli amici palestinesi” usati in questi giorni dal presidente israeliano Shimon Peres, che sono “toni di grande fermezza di fronte al rischio della proliferazione nucleare iraniana”. Questa sarà la linea anche nel caso di un cambio ai vertici dello Stato ebraico: “La pensano così anche la mia collega Livni, Olmert e Barak” assicura Frattini.