Gaza: Hamas invia messaggi di guerra

Gaza: Hamas invia messaggi di guerra

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Tel Aviv, 8 dic – La fine della tregua, concordata sei mesi fa, con la mediazione egiziana, potrebbe essere vicina – questa l’interpretazione di Israele dei continui messaggi a carattere militare di Hamas.

A Gaza è stato distribuito un poster che mostra in primo piano un miliziano armato di Hamas, sullo sfondo compaiono la Moschea al-Aqsa di Gerusalemme, un folla di sostenitori di Hamas e la galleria dei leader del Movimento. Su YouTube sostenitori di Hamas hanno diffuso un video che mostra l’ esercitazione di un reparto militare di Hamas mentre “tende una imboscata ad una pattuglia israeliana”. Nel video i soldati di Israele sono sorpresi dal fuoco di mortai, poi colpiti da più parti da raffiche di arma automatica e quindi finiti da distanza ravvicinata.

Nuovi incidenti intanto sono stati registrati nella Striscia, e i valichi commerciali di transito con Israele sono rimasti chiusi.

Fonti militari a Tel Aviv riferiscono che da Gaza è stato lanciato un razzo verso Israele, che è tuttavia caduto all’ interno della Striscia. Lungo i reticolati di confine della Striscia, di fronte al kibbutz israeliano di Beeri, una pattuglia israeliana ha inoltre scoperto tre ordigni in procinto di esplodere, che sono stati neutralizzati da artificieri dell’esercito.

Un portavoce delle brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas, ha riferito che una jeep israeliana è stata colpita dal fuoco palestinese, gli israeliani non confermano.

“Mai esistito un tempio ebraico a Gerusalemme”

“Mai esistito un tempio ebraico a Gerusalemme”

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La Moschea di Al Aqsa (sul Monte del Tempio, a Gerusalemme) non è mai stata il luogo di un tempio ebraico. Lo ha ripetuto lunedì lo sceicco Raed Salah, capo del Movimento Islamico israeliano-Ramo settentrionale, durante una conferenza stampa convocata a Gerusalemme per rispondere a coloro che, nei giorni scorsi, dopo l’attentato alla scuola religiosa di Mercaz Harav ad opera di un arabo-israeliano, avevano chiesto l’espulsione dalla città dei residenti con documenti israeliani che partecipano ad atti di terrorismo.

“Coloro che invocano l’espulsione di palestinesi residenti a Gerusalemme est sono stupidi e isterici e meritano di finire in pattumiera” ha affermato Salah, che ha poi proseguito negando l’esistenza di qualunque legame storico fra ebrei e Gerusalemme, e negando che sia mai esistito un tempio ebraico sul Monte del Tempio. “Queste pretese degli ebrei sono solo grandi menzogne: essi non hanno alcun diritto su neanche un granello di polvere”, ha dichiarato.

Secondo Salah, Israele starebbe scavando vasti tunnel sotto la moschea di Al Aqsa allo scopo di minarne le fondamentali . “Siamo in un momento cruciale – ha detto il leader islamico – La moschea di Al Aqsa è in pericolo ed è sotto occupazione, e Gerusalemme è in pericolo perché è sotto occupazione”.

Lo scorso gennaio il procuratore generale Menahem Mazuz aveva già avviato un procedimento a carico di Salah accusandolo di istigazione alla violenza e al razzismo per un discorso tenuto un anno fa contro gli scavi archeologici condotti in prossimità della Porta Mughrabi che dà accesso alla spianata delle Moschee sul Monte del Tempio. Durante quel sermone, tenuto nel quartiere Wadi Joz di Gerusalemme il 16 febbraio 2007, Salah aveva sollecitato i suoi sostenitori a lanciare una “terza intifada” per “salvare la moschea di Al Aqsa, liberare Gerusalemme e porre fine all’occupazione”. Salah aveva accusato gli ebrei di voler “costruire un loro tempio mentre il nostro sangue è sui loro abiti, sulle loro soglie, nel loro cibo e nelle loro bevande”, e aveva concluso: “Non siamo noi quelli che mangiano il pane inzuppato nel sangue dei bambini”.

(Da: Jerusalem Post, 10.03.08)

Nella foto in alto: Raed Salah

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