Sotto una pioggia continua di razzi

Sotto una pioggia continua di razzi

Come riporta con la consueta puntualità e precisione Marsspirit nei suoi ultimi post, nelle ultime settimane la pioggia di razzi da parte dei terroristi palestinesi contro la popolazione israeliana è stata continua, e il tutto è avvenuto nell’indifferenza generale, come se questa fosse ormai una prassi accettabile…..tutto questo invece, ed è bene ricordarlo visto l’atteggiamento dei mass media italiani, è VERGOGNOSO!!!

Sderot: un Qassam a poche centinaia di metri da una Yeshiva

Abitanti di Sderot presso i resti di un Qassam

Abitanti di Sderot presso i resti di un Qassam

1 dicembre 2008

E’ inutile ogni speranza, purtroppo. Hamas (e i suoi vari ‘bracci armati’) continuano a tempestare quotidianamente Sderot e le zone del Negev

Ieri, per puro caso, un Qassam non ha centrato un Membro della Knesset in visita ad una Yeshiva della zona e altri colpi di mortaio continuano a flagellare quella popolazione che davvero fronteggia col nulla delle armi che i pacifisti definiranno pure ‘artigianali’, ma che sono in effetti in grado di fare danni rilevanti (e non solo esercitare una pressione psicologica), come dimostrano i feriti che della base di Nahal Oz.

E’ chiaro che provvedimenti, che in questo caso non possono che essere drastici col rischio di innescare un vero e proprio conflitto aperto, non possono che essere allo studio.

Nessun Paese, per citare le parole di Obama in visita Sderot accetterebbe di vedere i propri cittadini bersagliati continuamente senza reagire.

Ancora una volta, l’ennesima e forse non l’ultima, venti di guerra sembrano minacciare la delicatissima area.

Marsspirit

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Ancora Razzi Qassam su Israele….ma non c’era la tregua?

Ancora Razzi Qassam su Israele….ma non c’era la tregua?

13/07/2008 Missile Qassam palestinese lanciato sabato pomeriggio dalla striscia di Gaza verso Israele, in violazione della tregua, si è abbattuto presso le comunità di Sha’ar Hanegev.

(Fonte: Israele.net)

Israele, Zawahiri chiede attentati e Hamas uccide un kibbutznik

Israele, Zawahiri chiede attentati e Hamas uccide un kibbutznik

Roma, 5 giu (Velino) – La “ricaduta”, il termine usato per definire la guerra dei Sei Giorni (al-Naksa) che si differenzia da al-Nakba, il disastro, con cui si ricorda la guerra del 1948, “ci ha fatto scoprire la corruzione presente nei nostri regimi”. Gli eserciti arabi venivano mandati in Yemen e Congo, “ma quando è giunto il momento di combattere sul serio hanno fallito”. Secondo il numero due di al Qaeda, Ayman al Zawahiri, questo avvenimento storico avrebbe chiarito una volta per tutte i limiti dei regimi arabi e indicato che serve una nuova strategia di attentati contro Israele. Stamani si registrava l’ennesimo israeliano ucciso da una bomba nel kibbutz di Nir Oz, già sventrato in passato dai razzi di Hamas. “Nella guerra del 1973 è emersa subito la viltà dei traditori e dopo un solo giorno di guerra Sadat ha informato gli americani di non voler portare a fondo i combattimenti – aggiunge Zawahiri -. La risposta americana e israeliana è stata quella di bombardare il fronte egiziano e siriano che è subito ceduto. È emerso il fatto che questi regimi ufficiali non seguono nessun principio e non si basano su nulla se non sulla necessità di mantenere le loro poltrone e per questo sono falliti”. Partendo da questa parte della storia del mondo arabo, al-Zawahiri giunge alla conclusione che le trattative diplomatiche con Israele non porteranno risultati dando come unica soluzione ai palestinesi il ricorso alle armi. “Questo regime che ha venduto la Palestina è lo stesso che sta seguendo la via fallimentare delle concessioni ed è lo stesso regime che ha lasciato parte della Palestina e che attua l’embargo su Gaza per accontentare le volontà israeliane – afferma riferendosi all’Egitto -. O nazione musulmana, tu che sei la nazione più ricca al mondo, dove sono le tue ricchezze? Dove sono nascosti i proventi del petrolio? Nelle banche degli invasori crociato sionisti. Non c’è riforma e cambiamento politico se non col Jihad. L’islam è l’unica via vincente che potrà risollevare la nazione e tutta l’umanità”.

Nel ricordare quindi il ruolo centrale giocato dall’Egitto all’interno del mondo arabo-islamico, il numero due di al Qaeda invita le fazioni palestinesi a proseguire negli attentati kamikaze e nel lancio di missili contro Israele come unica soluzione per una fine vittoriosa del conflitto. “Questo anniversario della ricaduta ci fa capire il ruolo centrale giocato dall’Egitto nella storia dell’islam. Quando avrà una direzione di mujahidin guiderà tutta la nazione – conclude -. Dico ai fratelli palestinesi di ricordarsi di questa data per capire che bisogna ritornare ai confini del 1967. Dobbiamo mantenere i confini del 4 giugno 1967. Non fate marcia indietro, raddoppiate gli attentati kamikaze, il numero dei missili che lanciate e gli agguati contro Israele, non esiste un’altra soluzione”. Il messaggio è stato reso noto all’indomani della disponibilità di Hamas e del presidente palestinese Abu Mazen a tornare al tavolo dei colloqui e nell’anniversario della guerra dei Sei Giorni.

(Giulio Meotti) 5 giu 2008 15:08

Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti

Continua la pioggia di razzi Qassam su Israele, un morto e tre feriti

Gaza ,5 giugno 2008 – Un israeliano è morto per le ferite riportate dopo un attacco con razzi dalla Striscia di Gaza. Lo riferiscono fonti mediche israeliane. Secondo la tv panaraba al Jazeera ci sarebbero anche tre feriti, di cui due gravi.

Il razzo Qassam è caduto a Nir Oz, nel quadro di una evidente escalation di attacchi dalla Striscia negli ultimi giorni. Nel solo mese di maggio, del resto, gli attacchi con razzi o colpi di mortaio verso il territorio israeliano sono stati più di 300, anche se alcuni ordigni sono poi caduti di qua dal confine.

Rainews24

Salviamo Sderot!

Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Quando un video dice molto di più rispetto a qualsiasi articolo….

Sderòt, visita al campo delle bombe

LA STORIA – Sderòt, visita al campo delle bombe

di Erri De Luca

Il cane ora sta dai vicini e pure il gatto è ospite. Loro si sono spostati in un’altra città, una casa più piccola, senza giardino. Quando il tetto è esploso, con dieci secondi di avviso, stavano in salotto, in cucina non c’era nessuno, perciò sono vivi. Il cane ora sta dai vicini e pure il gatto è ospite. Sono di pelo bianco tutti e due, mi sono venuti incontro, da ospiti a ospite. Abitavano con la famiglia Amar, colpita a casaccio da un razzo kassam, sparato da un cortile di Gaza al loro domicilio in Sderòt, Israele.

Ora stanno in un’altra città, le chiavi le hanno lasciate ai vicini. La loro cucina è aperta verso l’alto come un barattolo di pomodori. Era inverno quando è successo, ora sono fonte le piccole rose piantate da loro, mi sono chinato per stringere la mano alle foglie, in assenza.

Succede anche a noi di Napoli di uscire cacciati di casa, però spinti dal sottosuolo, non dal terremoto del tetto. La guerra moderna fa visita alle case passando dal soffitto. Vicino al cimitero di Sderot un razzo esplosivo kassam, tirato da Gaza a Israele, ha scavato una fossa in un campo di eucalipti, si sono incendiati.

Gheùt è il nome di una donna,in ebraico significa altezza. Gheùt ha un figlio e una scheggia di ferro nel cranio che resterà lì. Stava al piano rialzato quando quando si è aperto il tetto ed è crollato, cielo e soffitto, addosso a lei e a suo figlio di quattr’anni che giocava sul pavimento. E stata svegliata da lui che le dava le spinte. Era giorno e Gheùt non vedeva più niente.

Quando schizza un missile da Gaza, il dirigibile spia fa in tempo ad avvisare, così fischia un allarme dieci secondi prima dell’impatto. Nel caso e nella casa di Gheùt non è successo perché non era un missile, ma un colpo di mortaio che vola basso e non urta i sensori del dirigibile spia, ormeggiato su Gaza come una barca in aria.

Seduti nel bar della sorella, Gheùt racconta che da ragazza andava al mercato di Gaza per fare la spesa e quelli di Gaza venivano a Sderòt a comprare vestiti. Era semplice vivere, semplice e basta.

E’ giusto sapere di ogni colpo finito nel campo dei palestinesi, ma è pure giusto sapere che arrivano colpi a ferire e a togliere vita nelle stanze di casa Israele, a due chilometri e mezzo di tiro. Dal gennaio 2001 sono arrivati da Gaza settemila e seicento razzi esplosivi. Fuori del conto restano i colpi di mortaio. E giusto sapere che in quella parte del mondo la guerra è uno spreco di torti divisi per due. E giusto pagare per questo sapere.

Abele non è morto da giovane, ha figli in tutte le generazioni e vanno sottoterra portati a spalla da quelli che li hanno amati e che maledicono se stessi e i nemici su tutti e due i bordi del fronte, con lacrime uguali. E il cane e il gatto lasciano ai vicini.

(Fonte: il Mattino, 18 Maggio 2008 )