Gaza: moschea usata come arsenale

Gaza: moschea usata come arsenale

d'altra parte da qualche parte dovranno pur essere accatastati! E CASUALMENTE i magazzini sono tutti dento le moschee, gli ospedali e le scuole......quando si dice il caso,eh?

I missili utilizzati da Hamas: d'altra parte da qualche parte dovranno pur essere accatastati! E CASUALMENTE i magazzini sono tutti dento le moschee, gli ospedali e le scuole......quando si dice il caso,eh?

Gaza, 31 Dicembre 2008, 22:02- Una moschea nel sud della Striscia di Gaza è stata bombardata e distrutta oggi dall’aviazione militare israeliana. Lo scrive il quotidiano israeliano Hàaretz che, citando fonti dei servizi di sicurezza interni dello Stato ebraico Shin Bet, specifica che nella moschea le milizie di Hamas avrebbero custodito parte del proprio arsenale missilistico. Secondo le stesse fonti negli ultimi giorni i miliziani (non riescono proprio a chiamarli terroristi….)erano stati sorpresi a trasportare nella moschea razzi Qassam e Katiuscia, oltre a una grande quantità di altre munizioni.(Agr)

Il “Qassam” e i suoi fratelli

Il “Qassam” e i suoi fratelli

Le conseguenze di uno dei tanti "innocui" razzi Qassam....

Le conseguenze di uno dei tanti “innocui” razzi Qassam….

Quando nel 2001 il Qassam ebbe il suo battesimo del fuoco con un lancio verso Israele pochi lo presero sul serio. Persino Yasser Arafat, se gli chiedevano di quei razzi, sorrideva con l’aria di chi ha visto di peggio e diceva: «Petardi, sono solo petardi». Dall’altra parte, un consigliere di Sharon li chiamava gli «oggetti volanti». Da allora il quadro è cambiato. Di Qassam e derivati ne hanno lanciati più di 7 mila. E sono riusciti a ridurne il costo del 20 per cento: oggi bastano circa 300 euro per produrli. All’inizio arrivavano poco oltre la barriera di Gaza. Due o tre chilometri al massimo. Adesso i palestinesi sono in grado di raggiungere con ordigni di concezione diversa un grande centro abitato a 40 chilometri di distanza. Ashdod nel nord, Bersheva a est.

SEMPLICI TUBI – I primi Qassam erano dei semplici tubi, riempiti con esplosivo fatto in casa. Facevano più rumore che altro. Li aveva creati Nidal Farahat, poi ucciso con una trappola-bomba nel 2003 mentre cercava di inventare un aereo senza pilota esplosivo. Con la sua scomparsa, la missione è passata ad altri, coordinati dal numero due delle Brigate Ezzedin Al Kassam, Adnan Al Ghoul. Un incarico a termine anche per quest’ultimo. Gli israeliani lo hanno eliminato, nell’ottobre 2004, con un raid aereo.

GLI IRANIANI – Ma come la storia di questo conflitto insegna c’è sempre qualcuno pronto a raccogliere il testimone. Con il passare degli anni, infatti, gli artificieri palestinesi li hanno trasformati in uno strumento di pressione. Se oggi Gaza è sotto le bombe è anche per “colpa” di questi razzi. Gli “ingegneri” locali, con l’aiuto di consiglieri iraniani (e di un paio di sauditi), li hanno migliorati, ne hanno allungato il raggio, reso la carica bellica più potente. Un successo che ha spinto tutti i gruppi a dotarsi del proprio missile. Status simbol da guerrigliero e mezzo per poter inserirsi nella partita con Israele. Con questi “proiettili” – davvero poca cosa rispetto alle bombe al laser di un F 16 israeliano – i palestinesi possono cercare di dettare alcune regole del gioco. Interrompono una tregua, costringono Gerusalemme a reagire, tengono in ostaggio la popolazione civile, provano a porre condizioni, sfidano la macchina da guerra israeliana. Quel cilindro con pochi chili d’esplosivo non è solo un’arma, ma anche una moneta di scambio. Per l’esercito israeliano equivalgono a punture di spillo e non dovrebbero neppure essere considerati. Eppure tenendo sotto tiro il sud di Israele diventano una grana politica e strategica. Spingono il governo a chiedere ai generali risposte magiche che non possono dare, creano tensione. E gli esperti israeliani avvertono: eliminare totalmente la minaccia dei Qassam è impossibile. Dopo quattro giorni di incursioni il comando di Gerusalemme ha annunciato la distruzione di un terzo dei 3 mila ordigni in possesso di Hamas. Ciò vuol dire che i fedayn possono andare avanti per giorni.

IL PRECEDENTE – I palestinesi si sono convinti dell’importanza dei razzi dopo aver assistito, nel 2006, alla guerra tra Israele ed Hezbollah in Libano. Giorni di bombardamenti non hanno impedito ai guerriglieri sciiti di continuare a lanciare le katiuscia contro il territorio avversario. Così, nei due anni seguenti, Hamas ha deciso di ampliare il proprio arsenale. Con la collaborazione dei “tecnici” della Jihad islamica – piuttosto bravi nella ricerca -, ha migliorato le officine di produzione, ha ottenuto il decisivo appoggio degli iraniani.

Attraverso i tunnel sono stati contrabbandati – data: agosto 08 – ben 8 mila tubi poi trasformati nel “corpo centrale” di ordigni da 90 mm, con un raggio d’azione di 22 chilometri. Sono poi arrivati missili di concezione sovietica – i vecchi Grad -, altri di origine cinese e iraniana. Alcuni assemblati, altri da montare. Teheran ne avrebbe realizzato un tipo facile da trasferire lungo le gallerie che passano sotto il confine Egitto-Gaza. Sempre gli iraniani hanno fornito le indicazioni per rendere più potente la carica e per garantire una vita più lunga. I primi Qassam erano piuttosto delicati ed erano frequenti gli incidenti. Resi più affidabili rimangono però un’arma assai imprecisa e che avere successo deve essere usata con tiri “a salve”. Ha però il vantaggio di poter essere trasportata agevolmente su un camioncino, nascosta in piazzole preparate o in silos sotterranei. In alcuni casi è anche possibile attivarla con un timer per dare modo ai lanciatori di mettersi al sicuro. I razzi sono poi diventati un’alternativa ai kamikaze riuscendo comunque a procurare il terrore. E questo per Hamas è già un successo.

Guido Olimpio

(Fonte: Corriere della Sera, 31 Dicembre 2008 )

Libano: Soldati scoprono 7 razzi con timer vicino confine Israele

Libano: Soldati scoprono 7 razzi con timer vicino confine Israele

Una rampa di lancio dei missili Katyuscia

Una rampa di lancio dei missili Katyuscia

Beirut, 25 dic. (Ap) – I soldati libanesi hanno scoperto vicino alla frontiera con Israele sette razzi muniti di timer che erano sul punto di esplodere. Lo hanno annunciato responsabili dell’esercito di Beirut.

I militari stanno facendo brillare i Katyusha, rinvenuti nei pressi della città di confine di Naqoura. I responsabili dell’esercito hanno rivelato che i timer dei razzi erano funzionanti, ma non hanno chiarito se erano puntati in direzione del territorio dello stato ebraico.

L’organizzazione militante Hezbollah ha un grande arsenale di razzi, ma raramente lo ha utilizzato contro Israele dalla guerra del 2006. Lo scorso anno, un’organizzazione militante ha sparato due razzi contro il territorio dello stato ebraico.

Donna di Gaza ha partorito in Israele, sotto i razzi dei terroristi

Donna di Gaza ha partorito in Israele, sotto i razzi dei terroristi

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La storia di Iman poteva finire in tragedia, e invece ha un lieto fine. Alcune settimane fa, mentre le Forze di Difesa israeliane erano impegnate in una vasta operazione nella striscia di Gaza contro i terroristi che lanciano incessantemente missili Qassam sulle città israeliana, Imam attraversò il confine per andare a partorire due gemelli nell’ospedale Barzilai di Ashkeoln, dove avrebbe ricevuto la necessaria assistenza. E proprio mentre era ricoverata in Israele, dando alla luce i suoi figli, un razzo Katyusha tipo Grad, lanciato dalla striscia di Gaza, si abbatteva vicinissimo all’ospedale, per fortuna senza colpirlo.

(Da: Ha’aretz, Channel 10, 23.03.08)

Per il video completo (in inglese):
http://www.haaretz.com/hasen/spages/967326.html

Qualcuno mi ascolta?

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

Israele.net

Ancora razzi su Ashkelon, alcuni residenti sotto shock

M.O.; ANCORA RAZZI SU ASHKELON, ALCUNI RESIDENTI SOTTO SHOCK

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Roma, 3 mar. (Apcom) – Anche questa mattina la città israeliana di Ashkelon è stata presa di mira da gruppi estremisti palestinesi. Un razzo Katyusha è esploso nei pressi di un centro residenziale della città, senza provocare vittime.

Un gruppo di residenti, si legge sul quotidiano Haaretz, è stato costretto a ricorrere alle cure mediche per stato di shock.

I militanti di Gaza, inoltre, hanno lanciato almeno sei razzi Qassam contro diverse località del Negev, dopo gli oltre 30 razzi già lanciati contro Israele nella giornata di ieri.

Quei maledetti razzi che Tsahal è costretto a cercare casa per casa

Quei maledetti razzi che Tsahal è costretto a cercare casa per casa

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Individuare le piattaforme di lancio sotterranee, distruggere i depositi dei katyusha arrivati dall’Egitto, eliminare gli esperti rientrati dai campi scuola di Hezbollah, sono i tre obiettivi delle operazioni israeliane a Gaza. La prima missione è in corso tra la propaggine settentrionale del campo di Jabaliya e la recinzione nord di Gaza. Lì si cercano gli accessi alle piattaforme sotterranee utilizzate per lanciare i missili Grad su Ashkelon e quelli Qassam su Sderot. Le piattaforme sotterranee, scoperte solo da qualche settimana, consentono di eludere la vigilanza degli aerei senza pilota garantendo l’incolumità dei responsabili del lancio. La tattica, sperimentata da Hezbollah nel sud del Libano, deve fare i conti con le difficoltà di puntamento dal sottosuolo e di innesco a distanza. Il gap tecnologico è stato colmato nei campi di Hezbollah frequentati dalle cellule missilistiche di Ezzedin Al Qassam, il braccio militare di Hamas.

Il rientro dal Libano è stato agevolato dall’apertura della barriera di Rafah al confine con l’Egitto. Da quei varchi sono transitati i neodiplomati «ingegneri» e le «sempreverdi» katyusha sovietiche replicate dall’industria militare iraniana. L’apertura del valico di Rafah ha consentito il trasferimento di partite che avrebbero impiegato molto più tempo a transitare attraverso i tunnel scavati alla frontiera egiziana. Questa disponibilità d’ordigni e l’utilizzo delle piattaforme sotterranee ha consentito ieri il lancio di una cinquantina di missili. Lo Shin Bet, i servizi di sicurezza interni, hanno già eliminato cinque «ingegneri» addestrati da Hezbollah. Quattro sono stati uccisi mercoledì colpendo con un missile il loro furgoncino. Il quinto è stato individuato tra i caduti dei combattimenti di ieri.

Ora lo Shin Bet cerca i depositi, in parte sotterranei in parte dissimulati all’interno d’edifici civili, dove sono immagazzinati i missili Grad e le partire di combustibile stabilizzato usato per incrementare portata e precisione dei Qassam. La collocazione dei depositi in zone ad alta densità richiede l’impiego di nuclei di forze speciali appoggiate da un largo dispiegamento di truppe. Tsahal deve, però, far i conti con le migliorate capacità militari dei miliziani fondamentalisti. Le tecniche di combattimento apprese dal Partito di Dio si stanno già dimostrando letali. Soltanto ieri Tsahal ha contato due caduti, una perdita un tempo inaccettabile per uno scontro con semplici militanti palestinesi.

Il Giornale

Liberali per Israele