Estremisti islamici minacciano Paul McCartney: “Se canti in Israele diventerai un nemico del mondo islamico”

GB: ESTREMISTI ISLAMICI MINACCIANO DI UCCIDERE MCCARTNEY

Londra,14 Settembre 2008, 23:37 – Paul McCartney e’ finito nel mirino degli estremisti islamici. E’ quanto scrive in prima pagina il Sunday Express secondo cui Omar Bakri, lo sceicco di origine siriana espulso dal Regno Unito nel 2005 perche’ ritenuto vicino a al Qaeda, ha annunciato su un sito web che l’ex beatles sara’ ucciso da un kamikaze se non cancellera’ il concerto, previsto per il 25 settembre prossimo a Tel Aviv, in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Israele. Secondo Bakri, al momento in Libano, McCartney, accettando di partecipare alle feste per la fondazione dello Stato ebraico “e’ diventato un nemico del mondo islamico…e se tiene alla sua vita mr. Mccartney non deve andare in Israele. Non sarebbe al sicuro li. I martiri (kamikaze) lo stanno aspettando”. Sir Paul ha fatto sapere di essere spaventato ma non ha intenzione di piegarsi alle minacce e il 25 settembre terra’ comunque il concerto a Tel Aviv, anche per sancire la fine della messa al bando contro i Beatles decisa nel 1965 dal governo israeliano di Levi Eshkol.

Repubblica.it

Procedimento alle Nazioni Unite contro una ONG ebraica

Procedimento alle Nazioni Unite contro una ONG ebraica

La Commissione delle Nazioni Unite sulle ONG (Organizzazioni Non Governative) è riunita da mercoledì a Washington con un ordine del giorno che prevede, fra l’altro, la possibilità di togliere all’organizzazione ombrello dell’ebraismo riformato – la World Union of Progressive Judaism – lo status di osservatore riconosciutole sin dal 1972. “Sarebbe un gesto estremamente ingiusto e arbitrario – ha dichiarato il presidente dell’organizzazione, il rabbino Uri Regev – Sarebbe una presa di posizione particolarmente deprimente per il modo in funzionano dibattito e decisioni oggi all’Onu”.

È Cuba che ha chiesto la revoca dello status dell’Unione Mondiale dell’Ebraismo Progressive dopo una sessione del Consiglio Onu per i Diritti Umani tenuta lo scorso gennaio a Ginevra dal titolo: “Violazioni dei diritti umani derivanti dalle incursioni militari israeliane nel territori occupati”.

Durante i lavori, per protestare contro l’attenzione della sessione centrata esclusivamente su Israele, il rappresentante dell’Unione David Littman ha cercato di leggere alcuni brani della Carta Fondamentale di Hamas che invoca la distruzione di Israele. Littman veniva interrotto per tre volte dalla presidenza sulla base del fatto che l’ideologia di Hamas non era argomento per il Consiglio. A quel punto, prima di tornare a sedere, Littman affermava rivolto alla presidenza che “c’è del marcio nella condizione di questo Consiglio”. Tale affermazione suscitava immediate proteste da parte soprattutto dei paesi islamici, che sostenevano che l’Onu era stata insultata dal rappresentante della World Union of Progressive Judaism.

La settimana scorsa la World Union of Progressive Judaism veniva informata dell’iniziativa a suo carico intrapresa presso la Commissione delle Nazioni Unite sulle ONG, e le veniva data un settimana di tempo per preparare la sua replica.

Lo status di osservatore permette ai rappresentanti delle ONG di accedere alle istituzioni dell’Onu, seguirne i lavori e prendere la parola durante le riunioni. Ora per la World Union of Progressive Judaism queste prerogative sono messe in forse: la Commissione è presieduta dal Sudan e, fra i suoi 19 membri, figurano Pakistan, Cuba, Egitto, Angola e Qatar. Gli altri membri sono: Burundi, Cina, Columbia, Rep. Dominicana, Guinea, India, Perù, Romania, Russia, Turchia, Stati Uniti, Regno Unito e Israele.

(Da: Jerusalem Post, 5.06.08 )

Si veda anche:

The Covenant of the Islamic Resistance Movement (HAMAS), August 18, 1988 (in inglese)

La tragica barzelletta dei falsi diritti umani

Sempre e solo contro Israele

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