Libano: ambasciatore israeliano incontra generale Graziano

Libano: ambasciatore israeliano incontra generale Graziano

(ANSA) – 15:05 – Roma, 16 ago – Il capo della delegazione israeliana alle Nazioni Unite, ambasciatore Dan Carmon, ha incontrato ieri il comandante delle forza Onu in Libano (Unifil) generale Claudio Graziano, dopo gli appunti fatti da quest’ultimo a Israele. Ne dà notizia il quotidiano israeliano Haaretz nella sua edizione on-line.

Giovedì Graziano aveva accusato Israele di violazioni unilaterali della risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza Onu, l’accordo di cessate il fuoco che ha posto fine alla seconda guerra, durata 34 giorni, tra Israele e la milizia libanese di Hezbollah. Il generale italiano che comanda l’Unifil aveva fatto queste osservazioni durante una conferenza stampa al Palazzo di Vetro di New York. Ha detto – secondo quanto ricorda Haaretz – che i continui voli dell’aeronautica israeliana nello spazio aereo libanese e il rifiuto israeliano di fornire le mappe delle aree in cui ha slanciato bombe ‘a grappolo’ durante la guerra costituiscono “una costante violazione della 1701”.

Graziano ha fatto anche riferimento al villaggio di Ghajar, al confine tra Israele e Libano, come “un’area sotto permanente occupazione”. Il generale italiano, allo stesso tempo, ha anche detto che Hezbollah ottempera alla risoluzione 1701, e tra militanti del gruppo libanese e le forze dell’Unifil c’é un’eccellente cooperazione, aggiungendo che a parte i militari libanesi e quelli dell’Unifil nonché qualche cacciatore locale, nessun altro è armato a sud del fiume Litani.

Alla domanda su notizie di introduzione clandestina di armi in Libano, Graziano ha detto di non poter assicurare che l’area sotto la sua giurisdizione sia impenetrabile, nonostante ciò – ha aggiunto – non vi sono prove né di contrabbando di armi né di movimenti di uomini armati.

Haaretz riporta come Graziano non abbia voluto commentare i nuovi cambiamenti nel governo libanese, tra le cui “linee guida” vi è quella che Hezbollah ha il diritto “di liberare le terre occupate”. Il generale ha però sottolineato l’importanza che anche il Libano rispetti i suoi impegni. Gli Stati Uniti hanno espresso contrarietà al presidente libanese, Michel Suleiman, e al primo ministro, Fuad Siniora, per aver accondisceso su vari argomenti alle richieste di Hezbollah. Israele, dal canto suo, aveva giudicato la nuova piattaforma del governo libanese un pericoloso sviluppo che attesta come la forza di Hezbollah stia crescendo di pari passo alla disgregazione della risoluzione 1701.

Fonti della difesa israeliana – scrive Haaretz – credono che Hezbollah stia cercando un nuovo pretesto per prolungare la sua lotta armata contro Israele. Una delle possibilità esaminate dall’organizzazione sciita sarebbe quella di cercare di abbattere uno degli aeroplani israeliani durante i sorvoli del territorio libanese.

Ehud Barak: “Israele non accetterà l’erosione continua della risoluzione 1701”

Ehud Barak: “Israele non accetterà l’erosione continua della risoluzione 1701”

09/07/2008 – Il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ha dichiarato martedì che Israele “non accetterà l’erosione continua della risoluzione 1701” del Consiglio di Sicurezza (sulla fine della seconda guerra in Libano), che non viene applicata, e il continuo traffico tra Siria e Libano di armamenti che minacciano il delicato equilibrio alla frontiera nord d’Israele. Si ricorda che la 1701 prescriveva anche l’immediato e incondizionato rilascio dei due ostaggi israeliani, per i quali invece Gerusalemme dovrà pagare un pesante riscatto.

(Fonte: Israele.net)

Israele accusa: Onu e gen.Graziano coprono Hezbollah

Israele accusa: Onu e gen.Graziano coprono Hezbollah

Alti funzionari dell’esercito israeliano, citati dal quotidiano Haaretz, hanno detto recentemente a porte chiuse che il generale comandante di Unifil, l’italiano Claudio Graziano «presenta mezze verità per evitare imbarazzi e conflitti con Hezbollah»

GERUSALEMME – Fonti israeliane accusano la forza Onu in Libano dell’Unifil e il suo comandante, il generale italiano Claudio Graziano, di «nascondere intenzionalmente informazioni sull’attività delle milizie del partito sciita Hezbollah a sud del fiume Litani per evitare conflitti con questo gruppo». Alti funzionari dell’esercito israeliano, citati dal quotidiano Haaretz, hanno detto recentemente a porte chiuse che il generale Graziano «presenta mezze verità per evitare imbarazzi e conflitti con Hezbollah». «Negli ultimi sei mesi vi sono stati almeno quattro casi in cui soldati dell’Unifil hanno identificato membri operativi di Hezbollah armati, ma non hanno fatto niente e non hanno presentato un pieno rapporto sugli incidenti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu», scrive il quotidiano israeliano. Le forze armate e il ministero degli Esteri israeliano vengono descritti come «molto arrabbiati» per il comportamento dell’Unifil negli ultimi mesi, «specialmente per il fatto che il comandante, generale Claudio Graziano, viene descritto come uno che interpreta in maniera accomodante la sua missione, assegnata dalla risoluzione 1701 dell’Onu» al termine della guerra in Libano dell’estate 2006. «Vi è un tentativo da parte di vari elementi dell’Onu di fuorviare il Consiglio di Sicurezza e di coprire qualsiasi cosa abbia a che vedere con il rafforzamento di Hezbollah nel sud del Libano», riferisce un’alta fonte del governo israeliano. «La politica di copertura non durerà a lungo e, speriamo, ora che è stato rivelato che erano nascoste informazioni, le cose cambieranno», aggiunge la fonte.

L’arrabbiatura israeliana ha raggiunto il punto di ebollizione la settimana scorsa con la diffusione di un nuovo rapporto del segretario generale dell’Onu Ban ki-Moon, relativo al rispetto di un’altra risoluzione sul Libano, la 1559. Il rapporto citava brevemente un incidente occorso a fine marzo nel quale soldati dell’Unifil avevano incontrato uomini armati non identificati. Il giorno successivo, Haaretz aveva scritto che durante l’incidente attivisti armati di Hezbollah a bordo di un camion carico di esplosivo avevano minacciato con le armi un battaglione dell’Unifil composto da italiani. Invece di usare la forza, come richiesto dal loro mandato, i soldati Onu avevano abbandonato il sito. Una fonte diplomatica alle Nazioni Unite ha riferito ad Haaretz che «alti funzionari dell’Unifil e del segretariato Onu hanno esercitato forti pressioni perchè l’incidente fosse cancellato dal rapporto o venisse almeno trattato in maniera sfumata». Quando la vicenda è stata resa pubblica, l’Unifil ha dovuto ammettere che l’incidente era avvenuto e chiedere assistenza al Libano per indagare. Il giorno dopo un secondo rapporto, questa volta con tutti i dettagli, è stato trasmesso al Consiglio di Sicurezza. Il rapporto diceva che si trattava del primo incidente di questo tipo. Ma fonti della sicurezza israeliana affermano che vi sono stati altri incidenti simili in passato.

(La Gazzetta del Mezzogiorno, 28 aprile 2008)

Libano: Hezbollah mettono in fuga soldati Unifil

LIBANO/ MILIZIANI HEZBOLLAH HANNO MESSO IN FUGA SOLDATI UNIFIL

Incidente avvenuto alla fine di marzo

Roma, 22 apr. (Apcom) – I miliziani di Hezbollah hanno messo in fuga lo scorso mese una pattuglia dell’Unifil, la forze di pace Onu nel sud del Libano, che aveva appena scoperto un camion carico di armi e munizioni del gruppo sciita libanese. Lo riporta il sito web del quotidiano israeliano Haaretz.

All’incidente, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 marzo, si fa accenno in un rapporto semestrale presentato al segretario generale dell’Onu Ban Ki-Moon. Si tratta del primo incidente in cui soldati dell’Unifil sono stati affrontati da miliziani armati di Hezbollah a sud del fiume Litani, un’area interdetta agli uomini del gruppo sciita dalla risoluzione Onu 1701.

Una fonte governativa a Gerusalemme ha detto che questa vicenda a creato grande imbarazzo all’Unifil. La fonte ha raccontato che i caschi blu hanno scoperto un camion sospetto. Quando i soldati si sono avvicinati al mezzo, da questo sono usciti miliziani armati di Hezbollah, e sono stati quindi costretti ad andare via e fare ritorno alla propria base. La forza di pace Unifil è composta da oltre 12mila uomini, posti sotto il comando del generale italiano Claudio Graziano. L’Italia partecipa alla missione con un contingente di circa 2.500 uomini.