Striscia di Gaza: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

M.O.: Hamas impedisce pellegrinaggio alla Mecca

il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

La Kaaba a La Mecca: il più importante luogo sacro dell'Islam (foto Olympia)

Striscia di Gaza, 29/11/2008 14:03 – La polizia di Hamas ha impedito oggi ad alcune migliaia di palestinesi della Striscia di Gaza di entrare in Egitto per andare in pellegrinaggio alla Mecca, tenendo chiuso il valico di Rafah, che era stato aperto per due giorni sul versante egiziano dalle autorità del Cairo. La ragione del provvedimento, a quanto si è appreso da fonti informate palestinesi di Gaza, è stata una ripicca di Hamas in reazione al fatto che i pellegrini, che avevano ottenuto i visti per andare alla Mecca dall’ Autorità palestinese a Ramallah risultavano essere tutti sostenitori del Fatah ma nessuno del movimento islamico. I pellegrini sono stati fermati dalla polizia di Hamas la scorsa notte a poca distanza dal valico di Rafah e a quanto si è appreso ci sono stati incidenti nel corso dei quali una dozzina di persone sono state ferite.

L’Unione Sarda

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Gaza, scontri all’università filo-Fatah: attivisti di Hamas attaccano gli studenti

Gaza, scontri nell’università filo-Fatfh: attivisti di Hamas attaccano gli studenti

Gaza, 16 Ottobre 2008, 17:00 – Un gruppo di attivisti di Hamas ha fatto irruzione a Gaza, nell’Università al- Azhar, notoriamente filo-Fatah, attaccando i frequentatori dell’ateneo. Secondo quanto riferito da alcuni testimoni, i simpatizzanti di Hamas si sono presentati armati e hanno aperto il fuoco contro gli studenti. Negli scontri sono rimaste ferite molte persone. Alla base dell’aggressione, ci sarebbe la decisione dell’Università di escludere gli studenti vicini al movimento di resistenza islamico.

(Fonte: Instablog.org)

Intrafada – Nuova formazione Fatah a Gaza: ‘Terza Intifada, ma contro Hamas’

Nuova formazione Fatah a Gaza: ‘Terza Intifada, ma contro Hamas’

GAZA – Attivisti di Fatah hanno annunciato la formazione di una nuova dirigenza nella Striscia di Gaza, “diversa da quella attuale, guidata dal dott. Zakaria al-Agha, membro del Comitato centrale del movimento,fortemente criticato”.

In un comunicato stampa, gli attivisti hannodichiarato che la decisione di formare un nuovo comitato di dirigenza è nata “dopo lunghe trattative ea seguito dell’incapacità del comitato centrale ditrovare qualsiasi soluzione tattica e strategica”.Questa impossibilità, hanno aggiunto, “è dovuta al fatto che i fratelli sono impegnati in altri ambiti e che la dirigenza di Fatah a Gaza non si assume le proprie responsabilità a livello nazionale”.

Nel comunicato hanno anche criticato l’attuale dirigenza del movimento nella Striscia di Gaza, guidata da al-Agha, e istituita dal presidente Mahmoud Abbas a seguito della presa di potere di Hamas nell’area, a metà di giugno dell’anno scorso. E hanno aggiunto chesi impegneranno ad affrontare “sul terreno il movimento golpista, in modo da riportare quegli avventurieri sulla giusta strada”.

Essi hanno sottolineato di “rifiutare l’uso della forza contro Hamas” e di scegliere “mezzi di lotta popolare per risparmiare un bagno di sangue palestinese”. E hanno invitato gli attivisti di Fatah a Gaza,a dispetto di “tutte le differenze di posizioni”, a dichiarare “l’allerta totale e a rimanere attenti e pronti ad assumersi le responsabilità verso il movimento e la patria”, a intensificare “le attività a livello popolare per esprimere il rifiuto nei confronti del brutale golpe, a preparare iniziative popolari nei quartieri, nei campi profughi e nelle città, e a sviluppare nuove esperienze di lotta”.

Il comitato ha, inoltre,sollecitato i sostenitori di Fatah a Gaza a organizzare una “terza intifada” contro Hamas: “Se nel nostro destino c’erano le due Intifada, la prima e la seconda, contro l’occupazione, non scapperemo certo di fronte a una terza contro il golpe oscuro”.

Il comunicato non ha riportato i nomi dei nuovi capi che dovranno gestire il movimento a Gaza.

L’anno scorso, Hamas ha allontanato dalla Striscia di Gaza l’ala di Fatah ritenuta “golpista” e responsabile dei disordini pubblici, e accusata di collaborazionismo con Israele, sostituendo le forze di sicurezza fedeli al presidente Mahmoud Abbas con quelle del movimento islamico.

(Infopal, 24 settembre 2008 )

Scontri tra palestinesi nella striscia di Gaza, 12 morti

Scontri tra palestinesi nella striscia di Gaza, 12 morti

Gaza, 16 settembre 2008 – Ancora violenze tra le fazioni palestinesi. Sono almeno 12, secondo l’ultimo bilancio, i morti nei violenti scontri che da qualche ora si registrano nella Striscia di Gaza tra le forze di sicurezza di Hamas e il clan Dughmush. A fornire il bilancio è il ministero degli Interni di Gaza, gestito dal movimento di resistenza islamico: “Undici persone sono state uccise durante l’operazione nel quartiere di Sabra. Tra queste vi sono un ufficiale di polizia e dieci membri del clan Dughmush”.

Gli scontri sono iniziati ieri quando Jamil Dughmush ha ucciso un agente di Hamas e ne ha ferito un altro, tentando così di sfuggire all’arresto. Dopo l’incidente, Hamas ha inviato i suoi uomini nel quartiere di Sabra, roccaforte del clan. Negli scontri sono rimaste ferite decine di persone. “Non si tratta di una campagna contro la famiglia Dughmush. L’operazione ha colpito solo alcuni membri della famiglia”, ha precisato Ghusein.

Ma quella che sembra solo un’operazione di ordine pubblico è in realtà parte della strategia di Hamas, che per riprendere il totale controllo della Striscia sta cercando di spezzare i legami che i diversi clan hanno o con Fatah o con Al-Qaeda, come in questo caso. Il clan Dughmush è accusato di “sponsorizzare” l’organizzazione terroristica “L’esercito dell’Islam” una piccola cellula vicina alle posizioni quediste che nel marzo del 2007 aveva rapito il giornalista della Bbc Alan Johnston. Già in agosto altre 11 persone erano morte in scontri tra le milizie di Hamas e i membri del clan Hilles, vicino alla fazione di Fatah che controlla la Cisgiordania, e costretti a fuggire addirittura in Israele e poi rietrati dopo lunghe trattative che avevano visto coinvolto lo stesso Abu Mazen.

RaiNews24

Gaza, Hamas attacca Fatah: fuga di massa a Ramallah

Resa dei conti. Raid dopo un attentato contro i miliziani fondamentalisti

Gaza, Hamas attacca Fatah.Fuga di massa a Ramallah

Sotto assedio un clan vicino ad Abu Mazen: 9 morti. La rappresaglia di Fatah è arrivata in Cisgiordania: uno dei leader di Hamas a Nablus è stato rapito e minacciato di morte

Le tappe della crisi

1. La conquista della Striscia 15 giugno 2007: dopo violenti scontri con il Fatah, Hamas ha preso il controllo di Gaza

2. Morti al corteo Novembre 2007 A novembre Hamas uccise 7 persone a una manifestazione di Fatah a Gaza, in memoria di Arafat

3. L’ autobomba e le accuse 25 luglio: 5 membri di Hamas e una bimba sono stati uccisi da un’ autobomba. Accusato il Fatah

9. I morti durante gli scontri di ieri: almeno 95 i feriti. Più di 180 membri del clan Hilles, legato a Fatah, sono scappati in Israele per sfuggire alle violenze

200. I membri di Fatah arrestati a Gaza da Hamas dalla scorsa settimana, quando un attentato ha riacceso la crisi. Nell’ attacco erano morte sei persone, tra cui una bimba

GERUSALEMME – Qualcuno ha provato a scappare vestito da donna. Altri hanno puntato verso il confine e la salvezza, aiutati dagli israeliani ad arrivare in Cisgiordania, dopo le pressioni di Abu Mazen. Come un anno fa, quando Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza: le milizie fondamentaliste mettono sotto assedio le roccaforti di Fatah, i fedeli del presidente fuggono a Ramallah. L’ attacco è cominciato ieri all’ alba ed è stato pianificato da una settimana. Da quando una bomba piazzata sotto un’ auto ha ucciso cinque integralisti e una bambina.

I leader di Hamas hanno accusato la fazione di Abu Mazen, il premier deposto Ismail Haniyeh ha promesso di arrestare i responsabili. I soldati della forza esecutiva hanno circondato l’area dove vive il clan Hilles, in un quartiere nel centro di Gaza. I cecchini si sono piazzati sui tetti, centinaia di miliziani hanno pattugliato le strade e perquisito gli appartamenti. Gli Hilles sono accusati di nascondere i ricercati per l’attentato. Ahmed, il capoclan, si è rifiutato di arrendersi. «Ci hanno tagliato l’ elettricità – ha detto alla radio, durante l’ assedio -. E’ il momento di decidere: essere schiacciati da Hamas o mantenere la dignità». Gli Hilles hanno deciso di combattere, almeno all’ inizio, prima di scegliere in 180 di scappare verso la Cisgiordania.

Tre agenti della forza esecutiva di Hamas e sei uomini di Fatah sono stati uccisi, i feriti sono oltre 90, perché negli scontri le case sono state bersagliate con i lanciagranate. «Siamo determinati a continuare con il raid – ha spiegato un portavoce – fino a quando non arresteremo tutte le persone coinvolte. Questo è solo l’ inizio».

Abu Mazen ha definito la campagna di Hamas «inaccettabile» e «un colpo» ai suoi tentativi di far ripartire il dialogo nazionale. La rappresaglia di Fatah è arrivata in Cisgiordania, dove la fazione è più forte. Un gruppo di uomini mascherati ha rapito Mohammed Ghazal, docente universitario e tra i leader fondamentalisti a Nablus. Hanno minacciato di ammazzarlo, se l’ assedio a Gaza non fosse stato fermato. E’ stato rilasciato qualche ora dopo.

Da una settimana, Hamas porta avanti operazioni contro gli uffici del partito avversario. Dopo l’ esplosione di venerdì scorso, duecento attivisti sono stati arrestati, i giornali dell’ Autorità palestinese non entrano più nella Striscia di Gaza, l’ agenzia stampa ufficiale è stata chiusa. Ieri la forza esecutiva ha bloccato la stazione radio del Fronte per la liberazione della Palestina, con l’ accusa di diffondere notizie false e di incitare alla ribellione. Il governo di Salam Fayyad, nominato da Abu Mazen, ha risposto incarcerando sostenitori di Hamas in Cisgiordania. Il presidente ha minacciato gli israeliani di interrompere i negoziati di pace, se il governo di Ehud Olmert dovesse accettare di rilasciare prigionieri fondamentalisti in uno scambio per la liberazione di Gilad Shalit, il caporale dell’ esercito rapito nel giugno del 2006.

Davide Frattini

(Fonte: Corriere della Sera, 3 Agosto 2008, pag.14)