Beit Hanoun: fu l’esplosivo dei terroristi a uccidere la famiglia palestinese

Beit Hanoun: fu l’esplosivo dei terroristi a uccidere la famiglia palestinese

L’abitazione della famiglia palestinese Abu Meatak, di Beit Hanoun, non è stata colpita dalle forze israeliane. L’esplosione che lunedì scorso ha ucciso la madre palestinese e i suoi quattro figli non è stata causata dai colpi delle forze aeree israeliane, diretti in modo preciso contro terroristi che operavano pesantemente armati in mezzo ai civili palestinesi, bensì dalla detonazione degli esplosivi che i terroristi trasportavano in una zona densamente abitata. È quanto risulta dai risultati dell’inchiesta israeliana, diffusi venerdì insieme a un filmato ripreso da un velivolo teleguidato, che conferma la ricostruzione dell’incidente.

Secondo i risultati dell’inchiesta, quella mattina vennero individuati quattro terroristi in possesso di armi e zaini pieni di munizioni di vario genere. I colpi sparati dalle forze aeree israeliane furono mirati esclusivamente ai terroristi, che vennero colpiti in modo preciso. Ne seguì un’esplosione “secondaria”, decisamente più grande della prima e incompatibile col tipo di munizioni usate dal velivolo israeliano, evidentemente causata degli esplosivi trasportati dai terroristi. Fu l’esplosione “secondaria” che investì, direttamente o indirettamente, l’abitazione della famiglia Abu Meatak.

Tutti i dati dell’inchiesta portano dunque ad escludere che le cinque vittime civili palestinesi siano state colpite dalle Forze di Difesa israeliane, nemmeno per sbaglio. Esclusa anche la possibilità che siano state colpite da altro fuoco israeliano, giacché si è accertato che in quel momento in tutta la zona non erano in corso altre operazioni israeliane.

Le Forze di Difesa israeliane ribadiscono il proprio rincrescimento per il fatto che civili innocenti siano rimasti uccisi in un’operazione anti-terrorismo, peraltro chirurgicamente mirata, e sottolineano la responsabilità di Hamas che opera deliberatamente in zone abitate, facendosi scudo dei civili palestinesi.

La ricostruzione filmata

Verso le 8 del mattino del 28 aprile 2008 viene individuata una cellula di almeno 4 terroristi che aprono il fuoco verso soldati della Brigata Givati in azione nella zona di Beit Hanoun (striscia di Gaza). Gli ufficiali israeliani nella sala comando tallonano la cellula, confermano che si tratta di terroristi armati di esplosivi (probabilmente anche razzi anti-carro o parti di missili Qassam) e cercano di stabilire dove potrebbero essere attaccati dalle forze aeree.

I membri della cellula vengono individuati mentre si muovono a circa 400 metri dai soldati. Alle 8.13 un mezzo aereo fa fuoco con munizioni di ridotto potenziale contro due terroristi della cellula: uno viene ucciso, l’altro resta leggermente ferito. Le forze israeliane continuano a tallonare il terrorista ferito e circa un minuto più tardi il mezzo aereo fa fuoco una seconda volta, colpendolo in modo preciso.

Le immagini del filmato mostrano come alcuni civili che si trovano a diversi metri dal terrorista non subiscano alcun danno, dal momento che il colpo è preciso e di potenziale limitato. Il luogo scelto dalle forze israeliane per attaccare il secondo terrorista si trova nelle vicinanze di una vigna nella quale non si riesce a distinguere la presenza di eventuali civili, a circa 3 metri dal cancello d’ingresso dell’abitazione della famiglia Abu Meatak.

Secondo la valutazione degli esperti, la ripetuta detonazione delle armi e degli esplosivi trasportati dai terroristi è quella che ha investito la famiglia palestinese, che si trovava in quel momento all’aperto nella vigna, e che forse viene anche investita dal cancello e altri detriti fatti volare dall’esplosione “secondaria”. Va tenuto presente che di fatto si è avuta una rapida serie di sotto-esplosioni a catena, causate dalla detonazione delle armi trasportate dai terroristi, tutte significativamente più grandi delle esplosioni causate dai colpi mirati israeliani.

Il filmato mostra distintamente i quattro terroristi che si muovono con armi ed esplosivi a ridosso delle case civili, compresa quella della famiglia Abu Meatak. “Come al solito – ha sottolineato la portavoce militare Avital Leibovitz – i terroristi stavano ingaggiando battaglia nel mezzo di un quartiere abitato da civili”.

(Da: Ha’aretz, Jerusalem Post, YnetNews, MFA, 2.05.08 )

Il filmato è accessibile su:

Jerusalem Post

Ynetnews

Haaretz

Youtube

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A volte una immagine vale più di mille parole….

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

L’esplosivo dei terroristi avrebbe ucciso la famiglia palestinese

Sarebbe stata la deflagrazione dell’esplosivo portato dai terroristi centrati dai tiri dei militari israeliani a causare la morte della madre palestinese e dei suoi quattro bambini. È quanto emerge da una prima inchiesta condotta dalle Forze di Difesa israeliane sulle circostanze esatte del tragico incidente occorso lunedì a Beit Hanun, nella parte nord della striscia di Gaza.

Secondo i primi risultati dell’indagine, due terroristi palestinesi sono stati individuati nei pressi alla casa dove si trovava la famiglia Abu Meatak. A quel punto forze aeree israeliane sparavano e colpivano i due terroristi, che però stavano trasportando ordigni esplosivi i quali di conseguenza sono esplosi provocando una seconda deflagrazione che investiva l’edificio e provocava la strage della famiglia.

Una portavoce militare israeliana ha riferito che lunedì i terroristi avevano ripetutamente aperto il fuoco contro i soldati a partire da zone abitate, dalle quali spesso vengono lanciati missili Qassam verso Israele. “Si tratta dell’ennesimo caso di uso dei civili come scudi umani da parte dei terroristi”, ha aggiunto la portavoce.

La Jihad Islamica palestinese ha riconosciuto lunedì che due suoi uomini sono stati uccisi a poca distanza dall’abitazione della famiglia colpita.

“La responsabilità del tragico incidente ricade interamente sulle spalle di Hamas, che opera deliberatamente dall’interno di zone popolate da civili portandovi anche grandi quantità di esplosivi”, hanno affermato lunedì fonti delle Forze di Difesa israeliane.

In precedenza anche il ministro della difesa Ehud Barak aveva attaccato Hamas, dicendo che il gruppo jihadista palestinese è responsabile di tutti gli attacchi che provengono dalla striscia di Gaza, che è sotto il suo controllo, e degli effetti delle risposte a cui sono costrette le Forze di Difesa israeliane, comprese le vittime civili involontariamente colpite lunedì. “Le Forze di Difesa israeliane – aveva detto Barak – agiscono e continueranno ad agire contro i terroristi Hamas all’interno della striscia di Gaza”.

(Da: Jerusalem Post, YnetNews, Ha’aretez, 28.04.08)

Nella foto in alto: Terroristi mescolati a civili palestinesi aprono il fuoco verso i soldati israeliani

Hamas: Usiamo donne e bambini come scudi umani

Israele.net

Il palestinese medio non vuole sacrificare la sua vita per Hamas

Il palestinese medio non vuole sacrificare la sua vita per Hamas

di Dimitri Buffa

Il 41% dei palestinesi residenti nella Striscia di Gaza sarebbe intenzionato ad abbandonare, se potesse, immediatamente la zona. A rivelarlo è stato un sondaggio diffuso dalla Radio Militare israeliana, secondo cui il 94% degli intervistati è convinto che con l’avvento di Hamas la condizione economica dei palestinesi sia significativamente peggiorata. Su 900 interpellati, infatti, il dato che emerge è che il 64% vive sotto alla soglia di povertà. La metà dei residenti di Gaza intervistati, inoltre, si dice “meno sicuro da quando (nel giugno 2007) Hamas ha assunto il potere” mentre il 32% sente incrementato il livello di sicurezza e il 18% non nota cambiamenti. Il sondaggio è tanto più importante in quanto avviene all’indomani di alcune inevitabili azioni mirate israeliane nella Striscia per rispondere ai numerosi attacchi missilistici e non degli ultimi giorni. Solo ieri per esempio sono stati uccisi altri tre militari israeliani nel solito agguato a Gaza mentre altri due sono stati feriti. La risposta israeliana, un raid aereo sul villaggio di Al Bureij, ha provocato 9 morti e 17 feriti, tra cui il cameraman della Reuters Fahdil Shanaa, la cui auto è stata colpita da un missile.

Ma i cittadini palestinesi cominciano anche a prendere coscienza dell’inquinamento ideologico del fondamentalismo islamico dei terroristi di Hamas. Che solo pochi giorni fa avevano candidamente ammesso, anzi rivendicato, alla Tv di regime Al Aqsa, controllata dagli uomini di Khaled Meshaal, che loro ritenevano giusto e logico usare donne e bambini come scudi umani per difendersi dagli omicidi mirati delle forze di sicurezza israeliane. Un cinismo che potrebbe non avere lasciato indifferente nemmeno tutte quelle persone che Hamas si ostina a considerare come carne da cannone. Più precisamente era stato l’esponente di Hamas Fathi Hammad a dire testualmente che “per il popolo palestinese, la morte è diventata un’industria, nella quale hanno la meglio le donne, come del resto tutte le persone che vivono in questa terra, gli anziani eccellono in questo, come pure i mujaheddin ed i bambini”. Fathi, che è parlamentare palestinese, aveva poi aggiunto che “è questa la ragione per la quale il popolo palestinese ha trasformato in scudi umani le donne, i bambini, gli anziani e i mujaheddin con il chiaro obiettivo di sfidare la macchina dei bombardamenti israeliani… è come se dicessero al nemico sionista: noi vogliamo la morte allo stesso modo in cui voi volete la vita”.

Il problema adesso è quello di capire quanti di quegli scudi umani siano realmente volontari e quanti invece non lo siano affatto. Tutte le testimonianze sinora raccolte affermano che la grande maggioranza di loro non lo fa perché ci crede, ma perché costretta dai miliziani di Hamas, pena la morte, a mettersi sui tetti delle case dove soggiornano i capi del movimento islamico e intorno alle aree da dove vengono lanciati i razzi Qassam su Israele. Secondo quanto ammesso dallo stesso Fathi Hammad, sarebbero quindi i miliziani di Hamas i veri responsabili della morte di molti civili. Naturalmente Hammad dice che i “martiri” sono volontari, mentre questo non corrisponde alla verità che si sente dalle bocche dei fuoriusciti da Gaza. Purtroppo per sentire la verità in bocca a uno di questi fuoriusciti bisogna prima dargli un rifugio e un asilo politico sicuro fuori dai Territori, pena la morte dell’interessato al suo eventuale rientro. Da tempo Hamas agisce a Gaza come la mafia in Sicilia facendo proseliti a colpi di morti ammazzati e convincendo le famiglie a sacrificare un figlio al terrorismo suicida per non dovere morire tutti invece che uno solo. Questi sondaggi raccolti quasi clandestinamente dai media israeliani sono un’ulteriore conferma.

(L’Opinione.it, 17 aprile 2008)

Incredibile: l’Iran denuncia Israele alla Inter-Parliamentary Union

Incredibile: l’Iran denuncia Israele alla Inter-Parliamentary Union

Scritto da Noemi Cabitza
mercoledì 16 aprile 2008

Se la cosa non fosse così grave ci sarebbe da prenderla per uno scherzo. L’Iran ha chiesto all’IPU (Inter-Parliamentary Union) l’organizzazione internazionale dei Parlamenti degli Stati sovrani con sede a Ginevra, di sostenere i Diritti dei Palestinesi nella Striscia di Gaza. Niente di grave se a fare la richiesta fosse uno Stato che rispetta i diritti, ma una richiesta del genere fatta dall’Iran ha davvero le sembianze della beffa.

Secondo Mohsen Yahyavi, segretario generale del gruppo inter-parlamentare iraniano presente alla riunione dell’IPU che si svolge a Città del Capo, in Sud Africa, l’organizzazione dovrebbe chiedere un immediato intervento delle Nazioni Unite nella Striscia di Gaza per appurare le diverse violazioni dei Diritti Fondamentali perpetrate da Israele contro il popolo palestinese.

“È una vergogna per la comunità internazionale sia testimone di tali pratiche di genocidio e di spargimento di sangue contro una Nazione” ha detto Mohsen Yahyavi alla numerosa platea, aggiungendo che Israele pratica il sistema della “punizione collettiva” nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, violando palesemente il Diritto Internazionale.

In effetti la popolazione della Striscia di Gaza sta subendo un duro isolamento, frutto però dell’estremismo di Hamas e non della volontà di Israele di punire collettivamente la popolazione della Striscia. Se Gaza venisse consegnata alla legittima Autorità Palestinese con il conseguente ripristino del Diritto in quel territorio, ogni azione ostile cesserebbe immediatamente. Invece allo stato attuale Gaza viene considerata da Israele un territorio ostile e come tale viene trattato. Va considerato poi un punto che in molti colpevolmente mancano di rimarcare: Hamas da mesi continua a lanciare missili contro il territorio di Israele e lo fa con il deliberato intento di colpire la popolazione civile, non mira cioè ad obbiettivi militari. Come non definire un tale comportamento come un “atto di terrorismo”? Eppure sembra che per i Paesi islamici (e non solo) questo sia legittimo mentre per Israele non è legittimo difendersi, anche con il blocco della Striscia di Gaza.

Sempre secondo i Paesi islamici (e non solo) è anche legittimo usare la popolazione palestinese come scudo umano, è legittimo posizionare le batterie di lancio dei missili in prossimità delle abitazioni civili, è legittimo costringere donne e bambini a posizionarsi sui tetti delle case che ospitano i leader di Hamas. Non c’è che dire: un gran bel concetto di Diritto.

Finisco con una piccola considerazione: lo scopo dell’ Inter-Parliamentary Union è quello di rimuovere le minacce contro la democrazia, di proteggere i lavoratori migranti, di combattere la tratta di esseri umani e di affrontare le questioni relative alle donne e ai diritti umani. Ma cosa ci fa allora l’Iran all’interno di questo organismo?

Noemi Cabitza

Secondo Protocollo

Hamas ammette di utilizzare donne e bambini come scudi umani

Hamas ammette di utilizzare donne e bambini come scudi umani

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By Julie Stahl

CNSNews.com Jerusalem Bureau Chief

March 14, 2008 Jerusalem (CNSNews.com) – Un parlamentare di Hamas ha ammesso pubblicamente di sviluppare una “cultura della ricerca della morte” che fa uso di donne, bambini ed anziani come scudi umani contro gli attacchi israeliani. ” [I nemici di Allah] non sanno che il popolo palestinese ha sviluppato [metodi] di morte e di ricerca della morte”, ha dichiarato Fathi Hammad, parlamentare di Hamas, durante un discorso trasmesso dalla tv di Hamas Al-Aksa due settimane fa. (Giovedì scorso Memri, il Middle East Media Research Institute ha diffuso il testo del messaggio).

Per il popolo palestinese, la morte è diventata un’industria, nella quale hanno la meglio le donne, come del resto tutte le persone che vivono in questa terra. Gli anziani eccellono in questo, come pure i mujahideen ed i bambini”, ha dichiarato Hammad. “E’ questa la ragione per la quale hanno trasformato in scudi umani, le donne, i bambini, gli anziani e i mujahideen con il chiaro obiettivo di sfidare la macchina dei bombardamenti israeliani. E’ come se dicessero al nemico sionista: “Noi vogliamo la morte allo stesso modo in cui voi volete la vita”, ha detto ancora.

Giorni dopo, Israele ha lanciato un’operazione militare nella Striscia di Gaza per porre fine al lancio di missili contro la popolazione civile. Nel corso dell’operazione sono morti 100 Palestinesi. Israele ha dichiarato che il 90% era costituito da militanti armati, ma i Palestinesi hanno protestato dicendo che metà erano civili, molti di loro bambini. Israele è stata severamente criticata dalla comunità internazionale per l’operazione militare che aveva sferrato. Ed il Ministro degli Esteri israeliano aveva affermato: “Israele deve fare i conti con sfide morali nella loro complessità senza precedenti”. Attraverso il suo sito internet, il Ministero degli Esteri Israeliano aveva accusato Hamas di aver lanciato in maniera calcolata missili da aree popolate da civili, di usare le case di civili per nascondere le proprie armi e gli strumenti per la produzione di esplosivi e utilizzare i civili come scudi umani nei luoghi in cui si aspettavano gli attacchi aerei israeliani.

“Israele, allo scopo di evitare vittime tra i civili, prima di sferrare un attacco contro bersagli di terroristi invia messaggi di avvertimento consigliando ai civili di allontanarsi. Israele preferisce attaccare edifici vuoti impiegati per confezionare missili, tenendo presente che gli stessi terroristi sono avvertiti e possono salvarsi”, ha dichiarato il Ministero degli Esteri. “Hamas, dal canto suo, invita i civili a venire e di proteggere con i loro corpi i luoghi esatti in cui si aspettano un attacco israeliano. E siccome sanno che Israele di solito risponde con attacchi aerei, loro mandano i bambini sui tetti per impedire che l’aeronautica colpisca gli edifici”.

Quella degli scudi umani non è una tattica nuova. Nel mese di novembre del 2006, almeno una dozzina di Palestinesi armati scamparono alla cattura da parte d’Israele a Gaza perché si erano rifugiati in una moschea ed avevano chiesto a donne e bambini di proteggerli per consentire loro di scappare.

Julie Stahl

CSN News

ICN News