L’ “assedio” di Gaza

L’ “assedio” di Gaza

image_2313

Da un editoriale del Jerusalem Post

Ecco cosa può comprensibilmente pensare chi segue in modo frettoloso gli eventi nella striscia di Gaza: c’è un “assedio” israeliano che ciclicamente lascia un milione e mezzo di persone al buio e alla fame, masse di innocenti che subiscono una “punizione collettiva” mentre le forze israeliane lanciano raid a loro capriccio uccidendo palestinesi di Gaza. Mercoledì l’UNRWA, l’agenzia Onu che da sessant’anni è incaricata di fornire agli arabi palestinesi aiuti diretti (ma che non ha il permesso di promuovere il re-insediamento e la riabilitazione dei profughi e dei loro discendenti) ha avvertito che i suoi interventi nella striscia di Gaza entro la fine della settimana potrebbero trovarsi a corto di farina, carne, latte in polvere e olio da cucina.

La verità è che le disgrazie di Gaza sono in gran parte disgrazie auto-inflitte. Hamas fa esplicitamente della guerra contro Israele la sua massima priorità, senza curarsi minimamente dei danni che ciò provoca alla società palestinese: la sua stessa Carta fondamentale propugna l’annientamento dello stato ebraico. Paradossalmente Hamas rimane estremamente popolare, tant’è che alcuni politici israeliani sostengono che non abbia senso cercare di abbattere il regime di Hamas giacché la popolazione stessa è Hamas.

Tuttavia Hamas si preoccupa di come viene vista in occidente. Per questo i suoi portavoce hanno risuscitato l’offerta a Israele di una tregua di dieci anni. In cambio di cosa? Del totale ritiro israeliano sulle linee armistiziali del 1949, della scarcerazione di tutti i detenuti palestinesi senza alcuna distinzione di reato, della creazione di uno stato palestinese militarizzato, dell’inondazione di Israele da parte di milioni di profughi e loro discendenti. Il tutto questo in cambio di una semplice tregua…

Nell’estate 2005 Israele si è disimpegnato unilateralmente dalla striscia di Gaza e teoricamente l’Autorità Palestinese avrebbe potuto iniziare a trasformare quel territorio in una Singapore sulle cose del Mediterraneo, facendone il prototipo di ciò che dovrebbe essere il futuro stato palestinese. Invece, l’Autorità Palestinese sotto Mahmoud Abbas (Abu Mazen) ha completamente sprecato l’occasione.

Quando Hamas ha buttato fuori spodestato Abu Mazen prendendo il potere a Gaza nel giugno 2007, il primo ministro israeliano Ehud Olmert e il ministro della difesa Ehud Barak adottarono una strategia che puntava a mettere la popolazione di Gaza contro Hamas, a isolare gli islamisti in ambito internazionale e ad impedire loro di rovesciare Abu Mazen anche in Cisgiordania. Solo quest’ultimo obiettivo è stato effettivamente conseguito, e solo grazie al fatto che le Forze di Difesa israeliane rimangono schierate in quel territorio.

Dopo che Hamas ha preso il controllo della striscia di Gaza, Israele ha imposto un parziale embargo al territorio diventato nemico. Ciò nondimeno ogni giorno permette l’ingresso di decine di camion di alimenti, carburante e medicinali; lo shekel continua ad essere la moneta usata a Gaza; Stati Uniti e Unione Europea spendono milioni di dollari in aiuti destinati ai palestinesi comuni e Abu Mazen continua a pagare (grazie agli aiuti) gli stipendi della maggior parte dei dipendenti pubblici palestinesi.

Nel giugno scorso Israele a Hamas hanno accettato un cessate il fuoco di sei mesi mediato dall’Egitto, dando un po’ di respiro alla popolazione di Sderot e dintorni (bersagliata per anni da Qassam e mortai palestinesi). Ultimamente però Hamas ha iniziato concretamente ad attrezzarsi per il prossimo round.

Lo scorso 4 novembre le forze israeliane sono intervenuto per distruggere un tunnel che secondo l’intelligence stava per essere usato dai terroristi per infiltrarsi in Israele e catturare dei soldati da tenere in ostaggio (come avvenne due anni e mezzo fa con Gilat Shalit). Da quando è stato sventato l’attacco, Hamas ha lanciato più di 60 Qassam e decine di granate di mortaio sugli agglomerati civili israeliani. Lo scontro a fuoco di mercoledì con quattro terroristi abbattuti mentre cercavano di penetrare all’altezza di Kissufim non è che il proseguimento dell’aggressione di Hamas ai confini con Israele. Dal momento che Hamas spara, Israele ha chiuso i valichi di transito che servono al passaggio di beni e carburante.

A quel punto Hamas ha cinicamente disposto la chiusura dell’unica centrale elettrica della striscia, gettando Gaza nel buio, e ha portato migliaia di bambini nelle strade con le candele in mano per protesta. La centrale, in realtà, fornisce solo un quarto dell’elettricità della striscia di Gaza. Israele garantisce un altro 70% attraverso linee ad alta tensione, e l’Egitto il resto: e nessuno dei due ha interrotto le forniture.

Evidentemente la strategia israeliana a Gaza non sta funzionando. Lo stesso Olmert ritiene che “lo scontro con Hamas sarà inevitabile”. Hamas ha usato la tregua per migliorare ulteriormente le sue linee di rifornimento sotterranee: vengono importati armamenti avanzati così come tabacco, bestiame e pezzi di ricambio per auto. Il tutto tassato dalla “Amministrazione tunnel” di Hamas. Il gasolio fatto arrivare attraverso le “condotte” sotto il Corridoio Philadelphia (tra Egitto e striscia di Gaza) è così tanto che si ha notizia di un’eccedenza sul mercato interno di Gaza. Solo cemento e ferro sembra che possano essere facilmente contrabbandati.

Dunque, che fare? Gli ufficiali della difesa israeliani non vogliono che il cessate il fuoco vada a pezzi. Allo stesso tempo Gerusalemme non vuole una escalation strisciante delle violenze di Hamas. Se gli islamisti porranno fine alla tregua, il prezzo dovrebbe essere una caccia inesorabile ai loro capi, in modo da ridurre drasticamente la capacità di governo di Hamas. Sul lungo periodo, Israele semplicemente non può tollerare il consolidarsi tra la Giordania e il mare di un regime islamista votato alla sua distruzione. Tutti coloro che hanno sinceramente a cuore il bene della popolazione di Gaza dovrebbero fare pressione nella giusta direzione, e dire a Hamas di fermare le violenze.

(Da: Jerusalem Post, 13.11.08 )

Nella foto in alto: gennaio 2008, il parlamento di Hamas riunito a Gaza al lume di candela, ma la luce dietro le tende delle finestre mostra che la foto è stata scattata in pieno giorno.

Pioggia di Qassam e mortai palestinesi

Israele.net

Da Gaza razzi sempre più potenti contro Israele

M.O.: SU ISRAELE RAZZI HAMAS PIU’ POTENTI DEI “QASSAM”

2008_03_06_hamas

Gaza, 12:05 – Sono proseguiti anche nel corso della giornata gli attacchi con razzi dei miliziani di Hamas, diretti dal settore settentrionale della Striscia di Gaza sulla parte sud d’Israele: dopo i due consueti ‘Qassam III’ che gia’ avevano colpito Sderot e un vicino kibbutz nel deserto del Negev, ferendo un civile, ulteriori cinque sono stati scagliati contro la cittadina di Ashqelon, lungo la costa mediterranea. Lo hanno reso noto con un comunicato le Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato del gruppo radicale palestinese, rivendicando di aver utilizzato non i ‘Qassam’ ma i ‘Grad’, vecchi razzi di fabbricazione sovietica, risalenti agli anni ’60 ma tuttora in dotazione alle Forze Armate di alcuni Paesi dell’Europa dell’Est e del Vicino e Medio Oriente, in particolare dell’Iran ma anche d’Israele stessa. Non e’ la prima volta in cui Hamas se ne serve, ma e’ tuttora raro che riesca a effettuare i lanci giacche’ i ‘Grad’, per lo piu’ contrabbandati a Gaza via Egitto, arrivano in genere privi delle rampe di lancio originali e delle alette di bilanciamento autentiche, e vanno adattati. Si tratta comunque dell’ordigno piu’ potente del quale il Movimento di Resistenza Islamica (Resistenza Islamica?! Ah, giusto: la notizia è stata presa da Repubblica!……ndr)sia finora riuscito a munirsi: gittata minima di 5 chilometri e massima di oltre 20, mentre i ‘Qassam’ difficilmente raggiungono la decina di chilometri; se questi sono lunghi un paio di metri, i ‘Grad’ sfiorano i 3 e pesano quasi 70 chilogrammi, piu’ leggeri di una ventina di chili rispetto alla versione meno rozza dei ‘Qassam’, mentre oltre 18 chilogrammi del peso totale nei ‘Grad’ sono dovuti alla testata, quasi il doppio degli ordigni tradizionali. Frattanto e’ salito a quattro il numero dei palestinesi feriti nel raid aereo israeliano sul nord di Gaza; due delle vittime sono militanti delle Brigate al-Quds, ala militare della Jihad Islamica.

(14 novembre 2008 )

Repubblica.it

Una normale giornata israeliana….

Una normale giornata israeliana….

Ecco il risultato dei lanci di razzi Qassam....e questa volta è andata bene visto che nessuno ha perso la vita!

Ecco il risultato dei lanci di razzi Qassam....e questa volta è andata bene visto che nessuno ha perso la vita!

Gaza, 13/11/2008 – Missile Qassam palestinese lanciato mercoledì notte dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto nei pressi di Sderot.

Gaza, 13/11/2008 – Due missili Qassam palestinesi lanciati mercoledì sera dalla striscia di Gaza verso Israele si sono abbattuti su un terreno non edificato nella zona di Shaar HaNegev.

Gaza, 13/11/2008 – Due granate di mortaio palestinesi lanciate mercoledì pomeriggio dalla striscia di Gaza verso Israele si sono abbattute sul Negev occidentale.

Gaza, 13/11/2008 – Quattro granate di mortaio palestinesi lanciate mercoledì dalla striscia di Gaza verso Israele si sono abbattute vicino a Nahal Oz.

Gaza, 13/11/2008 – Sventato tentativo di infiltrazione terroristica. Quattro terroristi sono stati abbattuti mercoledì dalle Forze di Difesa israeliane vicino al valico di Kissufim tra Israele e striscia di Gaza. Un soldato è rimasto leggermente ferito. Trovati mitra e granate sui terroristi abbattuti, che erano membri di Hamas.

Gaza, 13/11/2008 – Tre granate di mortaio palestinesi sono state lanciate mercoledì mattina verso il valico di Kissufim tra Israele e striscia di Gaza.

(Fonte: Israele.net , ynetnews , Israel national news)

Da Gaza una pioggia continua di razzi Qassam

Da Gaza una pioggia continua di razzi Qassam

Gli effetti di uno dei tanti lanci degli "innocui" razzi Qassam

Gli effetti di uno dei tanti lanci degli "innocui" razzi Qassam

Gaza, 11/11/2008 – Missile Qassam palestinese lanciato lunedì sera dalla striscia di Gaza vesro Israele si è abbattuto su un terreno non edificato vicino al kibbutz Or Haner. Rivendicazione delle “Cellule Ayman Djuda” uno dei gruppi armati affiliati alle Brigate Martiri di Al Aqsa (Fatah).

Gaza, 11/11/2008 – Missile Qassam palestinese lanciato lunedì pomeriggio dalla striscia di Gaza verso Israele si è abbattuto sui campi tra Sderot e Nir Am.

(Fonte: Israele.net)

Per ulteriori informazioni cliccare qui e qui

Gaza: altro razzo lanciato contro Sderot

Gaza: altro razzo lanciato contro Sderot

....

....

Gaza, 30/10/2008 08:57 – Un razzo sparato dalla striscia di Gaza è scoppiato stamane vicino alla città israeliana di Sderot senza causare vittime e neppure danni. Lo ha annunciato un portavoce della polizia. Tra Israele e Hamas è in atto dallo scorso giugno una tregua di fatto, a volte violata da isolati tiri di razzi su Israele da parte di gruppi radicali palestinesi operanti dentro la striscia di Gaza. Israele è solito reagire a queste violazioni della tregua con temporanee chiusure dei valichi con Gaza: oggi i valichi chiusi sono quelli di Kerem Shalom, il terminale petrolifero di Nahal Oz e Karni, usato per il traffico commerciale.

E’ stato il ministro della difesa israeliano Ehud Barak ad ordinare la pronta risposta.

Quanto tempo i valichi resteranno chiusi non è stato precisato, se ci si dovesse basare sulle volte precedenti, dall’inizio della tregua con Hamas lo scorso giugno, tali sanzioni, sempre prese in conseguenza del lancio di razzi, hanno avuto una breve durata.

(Fonte: L’Unione Sarda, 30 Ottobre 2008 )

Razzo palestinese contro Sderot, né vittime né danni

M.O./ Razzo palestinese contro Sderot, né vittime né danni

Violazione del cessate il fuoco non rivendicata

Gerusalemme, 21 ott. (Ap) – Militanti palestinesi nella Striscia di Gaza hanno lanciato un razzo contro il territorio israeliano, senza causare né vittime né danni: lo hanno reso noto le forze armate dello Stato ebraico, secondo le quali il missile Qassam avrebbe colpito la zona di Sderot, nei pressi del confine con la Striscia.

L’attacco, non rivendicato, costituisce l’ennesima violazione del cessate il fuoco in vigore da quattro mesi fra lo Stato ebraico e l’organizzazione estremista palestinese di Hamas, che controlla militarmente la Striscia; Israele risponde di norma chiudendo per alcuni giorni i valichi di frontiera ai trasporti commerciali.

Da Gaza piovono ancora razzi su Israele

M. O.: RAZZO CONTRO IL SUD DI ISRAELE, NESSUN FERITO

Effetti di un "innocuo" razzo Qassam (foto d'archivio)

Effetti di un “innocuo” razzo Qassam (foto d’archivio)

(AGI) – Gerusalemme, 14 set. – Un razzo sparato dai miliziani palestinesi e’ finito in un campo di Sderot, nel sud di Israele, senza causare feriti. Il razzo Qassam, il primo sparato dalla Striscia di Gaza nelle ultime tre settimane, rischia di far nuovamente vacillare il fragile cessate il fuoco tra Hamas e Israele concordato il 19 giugno grazie alla mediazione egiziana. In questi tre mesi le due parti si sono accusate reciprocamente di violare la tregua: Hamas chiede a Israele di revocare il blocco della Striscia di Gaza, lo Stato ebraico accusa il movimento islamico di approfittare del cessate il fuoco per riarmarsi.