Già pronto il nuovo pretesto per la guerra di Hezbollah contro Israele

Già pronto il nuovo pretesto per la guerra di Hezbollah contro Israele

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“Non dobbiamo accettare la Linea Blu come un confine, la Linea Blu non è il confine fra Libano e Israele: è solo la linea che segna dove si sono ritirate le forze israeliane dal Libano meridionale nel maggio 2000”. Lo ha dichiarato il 3 novembre scorso Nawaf al-Moussawi, responsabile per i rapporti internazionali di Hezbollah, in occasione di un incontro con l’ambasciatore norvegese in Libano Aud Lise Norheim.

La cosiddetta Linea Blu venne segnata dai cartografi delle Nazioni Unite nel giugno 2000 nel momento il cui verificarono il completo ritiro israeliano dal Libano in conformità con la risoluzione 425 del Consiglio di Sicurezza: pur differendo leggermente dalla linea di confine fissata nel 1923 fra Mandato Britannico e Mandato Francese nonché dalla linea di armistizio del 1949, la Linea Blu viene considerata il confine internazionale fra Israele e Libano.

Secondo Moussawi, la linea del 1923 sarebbe stata fissata dalle “organizzazioni terroriste sioniste” che in questo modo avrebbero derubato il Libano di sette villaggi e una ventina di fattorie. Il riferimento è a sette villaggi sciiti in Alta Galilea che vennero inclusi nel Mandato Britannico in base al trattato di demarcazione del confine firmato fra Francia e Gran Bretagna nel 1923, dopo che un primo testo di accordo non definitivo di alcuni anni prima li aveva inclusi nel Mandato Francese.

“Dobbiamo stare in guardia rispetto al tentativo di farci riconoscere la Linea Blu come il confine, perché ciò priverebbe il Libano di milioni di metri quadrati di territorio nazionale”, ha aggiunto l’esponente Hezbollah.

Con questa affermazione in pratica la milizia sciita libanese filo-siriana e filo-iraniana dichiara per la prima volta in un contesto internazionale quale sarà il prossimo pretesto per muovere guerra a Israele, quand’anche venisse raggiunta un’intesa sulla questione delle cosiddette Fattorie Shabaa (catturate da Israele alla Siria nel 1967, ma ora rivendicate da Beirut) e del villaggio di Ghajar (cresciuto negli anni a cavallo della linea di confine). “Stanno giocando con questioni insignificanti a cui praticamente nessuno in Libano dà la minima importanza – afferma Magnus Ranstorp, un esperto di Hezbollah dello Swedish National Defense College – Stanno montando una questione relativamente irrilevante: così, se anche Israele si ritirasse dalle Fattorie Shabaa ci saranno i sette villaggi… Ci sarà sempre qualcosa che sapranno confezionare”.

(Da: YnetNews, Ha’aretz, Jerusalem Post, 4.11.08 )

“Non mi fermerò finché Israele non sarà distrutto”

“La nozione stessa di Israele è morta: verrà spazzata dalla faccia della Terra”

Israele.net

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Nasrallah: ” La lotta armata contro Israele non finirà con la conquista delle fattorie di Shebaa”

Nasrallah: ” La lotta armata contro Israele non finirà con la conquista delle fattorie di Shebaa”

Libano, 08/09/2008 – Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha dichiarato giovedì scorso alla tv che l’organizzazione jihadista libanese (filo-siriana e filo-iraniana) continuerà la lotta armata contro Israele anche dopo aver raggiunto l’obiettivo di “liberare” le Fattorie Shebaa e il villaggio di Ghajar. “Non usiamo le Fattorie Shebaa come una scusa per detenere armi – ha detto – Se l’area verrà liberata, manterremo le armi perché siamo un paese minacciato e Israele mira ad assumere il controllo del Libano. La mia ostilità verso Israele – ha concluso Nasrallah – è la più grande possibile”.

(Fonte: Israele.net)

Libano: Suleiman,esercito dovrebbe abbracciare armi Hezbollah

Libano: Suleiman,esercito dovrebbe abbracciare armi Hezbollah

(ANSA) – 10:41 Beirut, 01 ago – Il presidente libanese ed ex comandante dell’esercito Michel Suleiman ha oggi detto agli ufficiali delle Forze Armate che le loro armi dovrebbero “abbracciare” quelle che hanno colpito Israele, con un riferimento all’arsenale del movimento sciita Hezbollah. Suleiman si è così espresso nel corso di una cerimonia all’Accademia militare a Est di Beirut, in occasione del 63/mo anniversario della formazione dell’esercito libanese.”Le vostre armi devono abbracciare quelle che hanno colpito il nemico, che voi e la resistenza avete sconfitto”, ha detto Suleiman agli ufficiali, riferendosi alla guerra del 2006 tra Israele e Hezbollah. “Voi avete fatto fronte alla vile aggressione israeliana al Libano e avete dato oltre 50 martiri, il cui sangue è stato mischiato a quello della resistenza”, ha aggiunto il presidente. Il suo discorso interviene in una tesa disputa politica sull’ opportunità o meno che i guerriglieri Hezbollah mantengano le loro armi per combattere contro Israele al di fuori del controllo dello Stato. Il movimento sciita, che ha il sostegno di Siria e Iran, sostiene di aver bisogno del suo arsenale per “liberare” la zona delle Fattorie di Shebaa controllata da Israele. Suleiman ha oggi affermato che “il conto alla rovescia per la liberazione di Shebaa è cominciato”. Fonti di stampa hanno affermato da tempo che i 25 chilometri quadrati di Shebaa potrebbero essere messi sotto il controllo delle Nazioni Unite.

Esercito libanese occupa fattoria Shebaa evacuata da Israele nel 2000

LIBANO: ESERCITO OCCUPA FATTORIA SHEBAA EVACUATA DA ISRAELE NEL 2000

(ASCA-AFP) – Shebaa, 11 lug – L’esercito libanese ha occupato la fattoria di Bastara, l’unica delle fattorie ‘Shebaa’ evacuata dall’esercito israeliano dopo il ritiro dalla regione meridionale del Libano nel 2000. Per la prima volta veicoli e bulldozer militari libanesi sono stati visti entrare nella fattoria che si trova a 300 metri dalle altre occupate da Israele per piu’ di 40 anni. Inoltre e’ stata ricostruita una strada per collegare questa nuova postazione agli altri siti militari dell’esercito di Beirut nel sud-est del Paese. Le fattorie ‘Shebaa’, che si trovano in una piccola area montagnosa ricca di acqua (25 chilometri quadrati), si trovano al confine con Libano e Siria. Israele si insedio’ nella zona nel 1967 e annesse le Fattorie ai propri territori dopo aver occupato le alture del Golan. Lo status per la sovranita’ e’ ancora fonte di tensioni: il Libano continua a rivendicarle mentre Israele sostiene che fanno parte della Siria. Ora il premier libanese Fuad Siniora ha proposto di affidarne l’amministrazione e il controllo alle Nazioni Unite in attesa di risolvere la disputa.