Roma:al corteo pro-Palestina slogan contro Israele. I giovani ebrei: «Parole ignobili»

Roma: al corteo pro-Palestina slogan contro Israele. I giovani ebrei: «Parole ignobili»

Il Corteo pro-Palestina di Roma

Il Corteo pro-Palestina di Roma

ROMA (29 novembre) – Si è svolto oggi a Roma un corteo organizzato dal Forum Palestina, in occasione del 60° anniversario della Giornata internazionale per la Palestina sancita dall’Onu nel 1948. In testa al corteo una enorme chiave di cartone, simbolo del «Diritto al ritorno» dei circa 3,5 milioni dei profughi palestinesi sancito da una Risoluzione dell’Onu. «Tutti quelli che hanno lasciato la Palestina a cominciare dal ’48 hanno conservato le chiavi delle loro case ma sul diritto al ritorno Israele ha posto un veto sui negoziati», ha affermato Sergio Cararo, del Forum Palestina.

Slogan contro Israele. Nei cori i manifestanti hanno chiesto l’abbattimento del muro sorto sul territorio di Israele e rivendicato il diritto al ritorno dei palestinesi nei territori lasciati circa 60 anni fa. Al corteo sono però stati urlati anche slogan contro Israele: «Israele assassina, giù le mani dalla Palestina» e «l’antisionismo non è un reato».

Giovani ebrei: slogan ignobili. «Si tratta di slogan ignobili, figli di una propaganda ben precisa. È triste sentire gridare certe cose il giorno dopo la morte di sei israeliani avvenuta per mano di terroristi a Mumbai in India», hanno commentato i giovani della Comunità ebraica di Roma, che hanno raggiunto piazza Venezia per ascoltare gli interventi conclusivi della manifestazione. I giovani della Comunità si sono allontanati dopo poco affermando che gli «slogan scanditi dai manifestanti sono un insulto soprattutto alla memoria di chi ieri ha perso la vita per il semplice fatto di essere ebreo».

Il Messaggero

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Anche un militare italiano alla parata anti-Israele in Iran

Il caso Dopo le critiche per la presenza di un tedesco, l’ Italia rivela: «C’ era il nostro attaché, ma ha protestato per gli slogan antiebraici»

Anche un militare italiano alla parata in Iran

La Farnesina: «Eravamo informati». L’ ambasciata d’ Israele esprime «disappunto» Il ministero degli Esteri: «Non esiste nessuna linea comune europea contro la partecipazione a una simile parata militare»

Sfilano i soldati e i carri armati. Sfilano i missili balistici Shahab-3, sui quali è dipinta la scritta «Israele deve essere spazzata via dalle mappe». Appare lo striscione «Israele dovrebbe essere cancellata dal mondo». Parla il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Il colonnello Vittorio Maria Boccia, addetto per la Difesa dell’ ambasciata italiana in Iran, ex comandante del 41° reggimento Cordenons (schierato anche in Iraq), è tra gli spettatori. Si tratta della parata annuale in commemorazione della guerra contro l’ Iraq (1980-88) tenutasi il 21 settembre a Teheran. L’ attaché italiano stava seduto alla destra dell’ addetto militare dell’ ambasciata tedesca. Lo ha fotografato un reporter dell’ agenzia iraniana Isna. L’ immagine è stata diffusa su Internet.

Ieri, per la prima volta, al telefono con il Corriere, un portavoce del ministero degli Esteri italiano ha ammesso la presenza del diplomatico alla parata. Gli attaché italiano e tedesco sono i soli dell’ Unione europea ad aver partecipato alla sfilata (della Nato c’ era anche la Turchia). La presenza dell’ addetto militare tedesco ha provocato nei giorni scorsi uno scandalo. Il governo e i media israeliani sono stati molto critici. Gli americani hanno fatto sapere di essere irritati. La Germania fa parte del gruppo 5+1 che tratta con Ahmadinejad per impedirgli di proseguire nel programma nucleare.

La foto della parata militare dell'Iran. Nel riquadro a sinistra compare il Colonnello Vittorio Maria Boccia

La parata militare in Iran: nel riquadro a sinistra compare il Colonnello Vittorio Maria Boccia

La scelta di inviare l’ attaché è stata vista, da più parti, come un gesto di amicizia stretta e l’ attenzione dei media si è spostata sugli affari – tuttora consistenti nonostante le sanzioni – della Germania, il primo esportatore mondiale in Iran (l’ Italia invece è il primo importatore; acquista petrolio greggio e gas naturale). Il ministro degli Esteri Frank-Walter Steinmeier ha convocato l’ ambasciatore tedesco Herbert Honsowitz a Berlino il 29 settembre. Honsowitz ha dovuto spiegare come mai aveva deciso di mandare un suo uomo all’ imbarazzante sfilata. Pochi giorni fa, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha criticato Romano Prodi, perché aveva incontrato Ahmadinejad («Io non l’ avrei fatto»).

In quest’ occasione, invece, la Farnesina ha spiegato che «era informata del fatto che l’ addetto militare avrebbe preso parte alla parata» e che «non esiste nessuna linea comune europea sulla partecipazione o meno a una simile sfilata militare». C’ era solo «un’intesa dell’ Unione europea che qualora la parata fosse diventata occasione di manifestazioni ingiuriose, gli addetti militari eventualmente presenti manifestassero il proprio dissenso e decidessero di andarsene». All’ apparire degli slogan anti israeliani, il colonnello Boccia ha «platealmente fatto capire di volersene andare» – spiega la Farnesina – «alzandosi, sbracciandosi, girando le spalle e girando i tacchi». Ma non gli è stato «fisicamente possibile» per «ragioni di sicurezza» e di «protocollo».

La spiegazione non soddisfa l’ ambasciata d’Israele in Italia, che era al corrente del caso e ha già espresso alla Farnesina «il nostro disappunto che il rappresentante di uno Stato amico come quello italiano abbia partecipato alla parata militare di uno Stato che chiama alla distruzione di Israele e sostiene il terrorismo. La partecipazione a un evento di questo genere che minaccia la nostra esistenza dà legittimità alla politica del regime iraniano».

Mazza Viviana

(Fonte: Corriere della Sera, 21 Ottobre 2008, pag. 15)