Chi è Samir Kuntar: una storia che in pochi conoscono

Chi è Kuntar?

In un’intervista alla tv Al-Jazeera martedì 12 settembre, il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah ha ribadito che i due soldati israeliani Eldad Regev e Ehud Goldwasser, sequestrati il 12 luglio 2006 su suolo israeliano e trattenuti in ostaggio in Libano, non verranno liberati se Israele non accetterà di scarcerare perlomeno Samir Kuntar, il libanese da più tempo detenuto nelle carceri israeliane, presentato da Hezbollah e da molta propaganda araba come un “prigioniero di guerra” e un “eroe della lotta di liberazione palestinese”. Ma chi è Samir Kuntar?

Cittadino libanese nato nel 1962 ad Aabey, in Libano, da famiglia drusa, Kuntar entrò a far parte del Fronte di Liberazione Palestinese (FLP), fazione terroristica filo-irachena guidata da Muhammad Zaidan (Abu Abbas).

Il 22 aprile 1979 Kuntar guidò un gruppo di quattro terroristi che, partiti da Tiro a bordo di un gommone, sbarcarono verso mezzanotte sulla spiaggia di Nahariya, città israeliana una decina di km a sud del confine israelo-libanese, con lo scopo di compiervi un attentato. I quattro si imbatterono in un agente di polizia israeliano, Eliyahu Shahar, che uccisero all’istante. Dopodiché entrarono in un edificio al numero 61 di via Jabotinski e fecero irruzione nell’appartamento della famiglia Haran prima che potessero sopraggiungere rinforzi di polizia. I terroristi presero in ostaggio Danny Haran, 28 anni, insieme alla figlia Einat di quattro anni. La madre, Smadar Haran, fece in tempo a nascondersi in un soppalco sopra la stanza da letto insieme alla figlia Yael, di due anni, e a una vicina. “Non dimenticherò mai – ha successivamente raccontato Smadar –l’allegria e l’odio nelle voci degli uomini di Kuntar mentre si aggiravano per la casa dandoci la caccia, sparando coi mitra e gettando granate Sapevo che se avessero sentito Yael piangere avrebbero gettato una granata nel nostro nascondiglio uccidendoci tutte. Così tenni la mano sulla sua bocca per non farla gridare. Acquattata là dentro, mi tornavano alla mente i racconti di mia madre su quando si nascondeva dai nazisti durante la Shoà”.

Tragicamente in quei frangenti Smadar provocò la morte per soffocamento della figlia Yael, accorgendosene solo troppo tardi.

Nel frattempo Kuntar e i suoi uomini tentavano una sortita e uscivano dall’edificio trascinando Danny e la piccola Einat sulla spiaggia, dove ingaggiavano una sparatoria con agenti e soldati israeliani. Fu in quel momento che Samir Kuntar sparò a bruciapelo alla schiena di Danny Haran davanti agli occhi della figlioletta, immergendolo poi in mare per assicurarsi che fosse morto. Subito dopo venne visto uccidere la piccola sfondandole il cranio con il calcio del fucile contro le rocce della spiaggia.

Intanto nella sparatoria rimanevano uccisi un secondo agente israeliano e due uomini di Kuntar (Abdel Majeed Asslan e Mhanna Salim Al-Muayed).

Alla fine, il quarto terrorista, Ahmed Al Abrass, e lo stesso Kuntar vennero catturati vivi, processati e condannati all’ergastolo.

Ahmed Al Abrass venne successivamente scarcerato, nel maggio 1985, nel quadro di uno scambio di 1.150 detenuti nelle carceri israeliane contro tre soldati israeliani sequestrati dal gruppo terrorista di Ahmed Jibril. Kuntar non venne incluso in quello scambio. Poco dopo, nell’ottobre 1985, un commando dell’FLP prese in ostaggio la nave da crociera italiana Achille Lauro, pretendendo la scarcerazione di Kuntar. Durante il sequestro, i terroristi palestinesi uccisero il passeggero ebreo americano Leon Klinghoffer, costretto su una sedia a rotelle, e ne gettarono il corpo in mare.

Samir Kuntar ha sempre rivendicato con orgoglio la “missione” compiuta nel 1979 a Nahariya. Nel marzo 2006 l’Autorità Palestinese ha annunciato che gli avrebbe conferito la cittadinanza onoraria palestinese.

Abu Abbas, il mandante di Kuntar e del sequestro dell’Achille Lauro, lasciato fuggire da Roma nell’ottobre 1985 dall’allora governo Craxi, trovò rifugio a Baghdad dove venne catturato da soldati americani nell’aprile 2003 mentre cercava di fuggire in Siria. Deceduto in carcere nel marzo 2004, è sepolto a Damasco.

(www.israele.net, 14.09.06)

Nella foto in alto: Samir Kuntar (a sinistra) fotografato di recente in un carcere israeliano insieme al capo delle milizie Tanzim di Fatah Marwan Barghouthi, anch’egli condannato all’ergastolo per omicidi terroristici.

Hezbollah arruola bambini nelle sue milizie

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Kuntar giura che continuerà col terrorismo

Kuntar giura che continuerà col terrorismo

Samir Kuntar è il terrorista libanese (della comunità drusa) che sta scontando l’ergastolo in Israele per aver ucciso Eynat Haran, una bambina israeliana di quattro anni, rompendole la testa con il calcio del suo fucile, dopo averle ucciso il padre Dany davanti agli occhi, oltre a due agenti della polizia israeliana. Anche Yael, la sorella di due anni di Eynat, morì nell’attacco terroristico, che ebbe luogo a Nahariya il 22 aprile 1979.

Hassan Nasrallah, il leader dei jihadisti sciiti libanesi Hezbollah, chiede a Israele la scarcerazione di Kuntar in cambio della liberazione dei due riservisti israeliani Ehud Goldwasser e Eldad Regev (o dei loro corpi, giacché nulla è dato sapere sulle loro condizioni di vita o di salute) che vennero presi in ostaggio da Hezbollah in territorio israeliano il 12 luglio 2006.

Tre mesi fa, all’indomani dell’uccisione del terrorista internazionale Imad Mughniyeh in un attentato con auto-bomba a Damasco, Kuntar ha scritto una lettera a Nasrallah nella quale celebra il martirio e le gesta dei terroristi, e promette solennemente di continuare sulla via del terrorismo “fino alla completa vittoria”.

Quello che segue è il testo della lettera di Kuntar (pubblicato su Al-Hayat Al-Jadida il 19 febbraio 2008, e diffuso in inglese da Palestinian Media Watch):

Mio caro e venerabile comandate e leader, Segretario Generale Hassan Nasrallah, la pace sia su di te e sui nostri shahid [martiri], e possa la clemenza e la benedizione di Allah essere su di voi.

La pace sia sugli uomini nelle schiere dei giusti. La pace sia su colui che ha dato senza prendere null’altro che il martirio, il più alto titolo d’onore al cospetto di Allah.

La pace sia sulle schiere splendide e illustri che marciano verso l’eternità, verso gli uomini di gloria, dignità e orgoglio, verso coloro che hanno segnato la nostra via per centinaia di anni.

La pace sia sull’ultimo che ci ha lasciati, sull’Hajji [pellegrino alla Mecca] e leader Imad Mughniyeh.

La pace sia su di lui mentre tramanda il messaggio a coloro che aspettano il suo arrivo, mentre porta loro storie di gloria e vittoria, notizie di risolutezza e lealtà degli uomini che hanno adempiuto la promessa [l’operazione di sequestro dei due soldati israeliani venne chiamata Adempimento della Promessa], notizie di coloro che “ancora attendono il martirio, ma non hanno cambiato determinazione” [citazione dal Corano, Sura 33:23].

La pace sia su di lui mentre annuncia ai più venerabili fra i credenti che le schiere che attendono hanno scelto di sfoderare le spade, e le loro spade gridano “siamo ben lungi dall’essere logorate” [citazione di una frase di Nasrallah].

Possa la pace essere su di te, Hajji Imad.

Il mio giuramento e la mia promessa è che il mio posto sarà sul fronte di battaglia, intriso del sudore del tuo dono e del sangue dei martiri più amati, e che continuerò lungo la via fino alla completa vittoria.

Porgo a te, signore Abu Hadi [appellativo di Hassan Nasrallah] e a tutti i combattenti della jihad [guerra santa] le mie congratulazioni e la mia rinnovata lealtà.

(Da: http://www.pmw.org, 1.06.08 )

Nell’immagine in alto: La homepage di un sito Hezbollah (a destra, la foto di Nasrallah) che invoca la scarcerazione dell'”eroe” Samir Kuntar (nella foto a sinistra). Il titolo è “Al-wa’ad al-sadeq” (la promessa adempiuta), in riferimento al nome dato al sequestro dei due soldati israeliani nel luglio 2006.

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