Caso Italia Oggi,il Presidente Ucei scrive al direttore

Caso Italia Oggi,il Presidente Ucei scrive al direttore

Una lettera al direttore responsabile del quotidiano Italia Oggi è stata inviata stamane dal Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Renzo Gattegna riguardo alle polemiche che avevano fatto seguito alla pubblicazione da parte della testata economica di un articolo in cui si specificava l’identità ebraica di uno dei redattori del Tg1.

“Ho letto – scrive Gattegna al direttore del quotidiano – su Italia Oggi di stamane il testo che il giornale pubblica per giustificare e difendere un precedente articolo del 24 giugno scorso in cui sorprendentemente si classificava come ebreo un giornalista della redazione del Tg1.

“Non voglio entrare – aggiunge il Presidente Ucei – nel merito delle polemiche che hanno fatto seguito, ma mi preme chiarire senza ambiguità che i giornalisti italiani, così come tutti gli altri cittadini, devono ovviamente rispondere individualmente delle proprie azioni con la professionalità, l’etica e il senso di responsabilità. La loro identità religiosa non ha nulla a che vedere con tutto ciò.

“Sono sicuro – conclude Gattegna – che Lei sia d’accordo con me e che quindi non mancherà di vigilare perché i contenuti del giornale di cui porta la responsabilità corrispondano a princìpi dai quali nessuno, in una società aperta e avanzata, può permettersi di prescindere”.

(rassegnastampa@ucei.it, 26 giugno 2008 )

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Torino: bruciate le bandiere di Israele e USA

2/5/2008 (7:13) – LA FIERA DEL LIBRO NELLA BUFERA

Fiera del Libro, bruciate le bandiere di Israele e Usa

L’episodio si è verificato al termine del corteo per il Primo maggio. I centri sociali: «Vergogna nel pensare che la Fiera voglia onorare questo paese»

TORINO – Due bandiere israeliane e una americana sono state bruciate a Torino da esponenti dei centri sociali e dell’associazione Free Palestine come forma di protesta per la scelta di invitare Israele come Paese ospite alla Fiera del Libro che si aprirà al Lingotto giovedì 8 maggio prossimo. L’episodio si è verificato al termine del corteo per il Primo maggio.

I manifestanti, che hanno anche lanciato dei fumogeni, hanno voluto denunciare le uccisioni di civili palestinesi da parte dell’esercito israeliano e hanno ribadito la loro ferma opposizione alla presenza della cultura di Israele alla Fiera del Libro. Sull’episodio sta indagando la Questura di Torino. Per sabato 10 maggio Free Palestine ha indetto un’altra manifestazione di protesta per il boicottaggio della Fiera del libro intitolata «Da che parte stare noi lo sappiamo».

Il motivo della protesta lo spiega un portavoce dei Centri sociali:«Proviamo vergogna nel pensare che Torino e la Fiera vogliano festeggiare e onorare questo paese che non smette di sopraffare e ferire mortalmente la sovranità di un altro paese». Subito dopo arriva la prima reazione: Claudia De Benedetti, dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei), definisce il gesto «un atto di incivilita», di «censura culturale» e lo stesso presidente dell’Unione, Renzo Gattegna, invita a impedire che l’appuntamento di Torino «si svolga in un’atmosfera di ostilità e di pregiudizio».

Per Pier Ferdinando Casini «Bruciare le bandiere di Israele è un atto di oltraggio non solo a quel popolo, alla sua storia e alle sue sofferenze ma all’intera civiltà occidentale, quindi anche a noi stessi».

La Stampa.it

Fiera del Libro di Torino: vietate le bandiere d’Israele

Torino, vietate le bandiere d’Israele

Fiera del Libro, la questura nega il permesso per tutte le manifestazioni

Al Lingotto Llnedì un seminario all’Università. Ospiti: da Vattimo agli intellettuali arabi contro la presenza di Israele

Misure speciali di sicurezza: il saluto di Napolitano avverrà prima dell’apertura al pubblico

TORINO — La Questura di Torino vieta ogni manifestazione per l’8 maggio, giorno di inaugurazione della XXI Fiera del Libro. Non sarà autorizzato il previsto corteo dei centri sociali e di chi boicotta la Fiera per protesta contro la presenza di Israele come Paese ospite, ma neppure il presidio con le bandiere israeliane promosso dal gruppo romano «Appuntamento a Gerusalemme», lo stesso che aveva chiesto e ottenuto la presenza del Capo dello Stato in segno di solidarietà con la manifestazione libraria. «E un divieto assurdo, noi vogliamo soltanto salutare gioiosamente Napolitano con le bandiere del Paese ospite», la replica.

Più prudente la posizione dell’Unione delle Comunità Ebraiche, che attende l’esito di un incontro fissato per oggi tra il suo presidente Renzo Gattegna e il Viminale. Già nei giorni scorsi, e in via informale, la Questura aveva «sconsigliato» a chi all’interno delle Comunità voleva enfatizzare il momento dell’apertura ogni iniziativa pubblica. Ora però il divieto totale potrebbe assumere il sapore di un’imposizione che rischia di mettere sullo stesso piano qualunque iniziativa, dai saluti con le bandierine ai cortei per il boicottaggio.

«La cosa più importante per noi — spiega con diplomazia Claudia De Benedetti, che l’Ucei ha delegato alle vicende che riguardano la Fiera di Torino — è la gratitudine che vogliamo esprimere a Napolitano per la sua presenza. Ma siamo fiduciosi che si potranno vedere tante bandiere, portate dalle singole persone, sventolare alla Fiera nel giorno dell’ inaugurazione».

Il sentiero della trattativa è stretto, strettissimo, e si gioca tutto sulle parole di ieri sera del Questore Stefano Berrettoni: «Per esclusive ragioni di ordine pubblico saranno vietate tutte le manifestazioni fuori dal perimetro della Fiera. Ciò che accade all’interno non è di mia competenza e mi limiterò a prenderne atto per predisporre le misure opportune».

Le bandiere con la stella di David vietate all’esterno, dunque, potrebbero ricomparire, magari più piccole, all’interno del Lingotto. Ma la tensione crescente a Torino ha suggerito anche alla presidenza della Repubblica una linea di estrema prudenza: il saluto inaugurale di Napolitano e la sua successiva visita ad alcuni padiglioni avverranno in una Fiera non ancora aperta al pubblico, alla sola presenza delle (pur numerose) autorità invitate per l’occasione, compresi naturalmente i rappresentanti dello Stato di Israele e delle Comunità ebraiche.

Polemiche e confronti ravvicinati tra amici e nemici di Israele potrebbero giungere però anche prima dell’8 maggio. Per lunedì e martedì prossimi, infatti, è in programma all’Università di Torino — nella sala lauree di Scienze Politiche — un seminario internazionale, «Le democrazie occidentali e la pulizia etnica in Palestina», che fin dal titolo dichiara in quale filone di pensiero politico e culturale intenda collocarsi. Il programma spiega il resto: da un lato intellettuali e docenti universitari come lo storico Sergio D’Orsi e il filosofo Gianni Vattimo (che ieri era all’Università di Bologna per un’altra iniziativa anti-Fiera), dall’altro esponenti del mondo arabo contrari alla presenza di Israele a Torino, come Tariq Ramadan. E per concludere, nel pomeriggio di martedì, una tavola rotonda con i vari comitati del «no»: No War, no Tav, no Dal Molin, no Fiera Libro. «Come Università, la nostra filosofia è quella della massima apertura al confronto — chiarisce il rettore Ezio Pelizzetti —. E un seminario a carattere scientifico. Del resto, siamo stati gli unici in Italia a ospitare insieme, ben due volte quest’anno, l’Università ebraica e quella palestinese di Gerusalemme».

Vera Schiavazzi

(Fonte: Il Corriere della Sera, 30 Aprile 2008 )

Fiera del Libro di Torino: l’UCEI allestirà un proprio stand

FIERA LIBRO: COMUNITA’ EBRAICHE, CI SARA’ NOSTRO STAND

(ANSA) – 16:56 – ROMA, 5 MAR – L’Unione delle Comunità ebraiche italiane (Ucei) allestirà uno stand vicino a quello di Israele all’interno della Fiera del libro di Torino (8-12 maggio).

La decisione è stata presa in una riunione con le comunità ebraiche piemontesi di Torino, Casale e Vercelli. Ma questa non é l’unica delle iniziative decise dall’Ucei e dalle Comunità dopo le polemiche e le proteste di boicottaggio nel confronti della Fiera del Libro, ‘rea’ di aver invitato Israele che quest’anno festeggia i suoi 60 anni dalla fondazione.

“Lo stand – ha spiegato Tullio Levi, presidente della Comunità di Torino – illustrerà le attività dell’Ucei e delle varie istituzioni ebraiche con l’obiettivo di offrire un’idea di quello che si muove nel mondo ebraico italiano”.

Tra le altre iniziative, Levi ha parlato di un convegno incentrato sul percorso storico dell’ebraismo italiano dal 1848 (anno dell’emancipazione degli in Italia) al 1948 (anniversario della Costituzione italiana e della nascita di Israele), passando per il 1938, anno che vide l’introduzione delle Leggi Razziali in Italia.

Una ‘tavola rotonda’ affronterà poi “l’identità” dei giovani italiani che appartengono a differenti confessioni religiose (ebrei, cristiani, musulmani, buddisti), così come “l’identita” dei giovani israeliani.

“Saremmo onorati – ha aggiunto Levi – se il presidente Napolitano, che sarà presente all’inaugurazione della Fiera, l’8 maggio, vorrà visitare il nostro stand”.