Cossiga: “Così l’Italia consentì il terrorismo contro gli ebrei”

Cossiga: “Così l’Italia consentì il terrorismo contro gli ebrei”

Tel Aviv, 3 ott – “Così l’Italia consentì il terrorismo contro gli ebrei”. Questo il titolo dell’intervista del quotidiano Yediot Ahronot all’ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga anticipata ieri sul sito del giornale. “Fu il momento vergognoso nella storia dell’Italia”, scrive quotidiano, secondo cui nell’intervista Cossiga afferma che l’Italia mise terroristi palestinesi in condizione di compiere attentati contro ebrei ed israeliani sul proprio territorio, in cambio di un’astensione da qualsiasi azione contro obiettivi italiani.

Nell’articolo integrale, pubblicato oggi, Yediot Ahronot ricorda che nell’ottobre 1982 in un attentato palestinese contro fedeli ebrei un bambino rimase ucciso “dopo che gli agenti di protezione erano stati fatti allontanare”. Ricorda inoltre la strage all’aeroporto di Roma, dove ai banchi dell’El Al rimasero uccise 17 persone. Secondo Cossiga, riferisce il quotidiano, vi sarebbe un’intesa analoga oggi nel Libano del sud fra le forze dell’Unifil e i miliziani di Hezbollah.

Annunci

Egitto, caccia a terroristi nel Sinai: vogliono rapire turisti israeliani

MO: caccia a terroristi nel Sinai

Stampa, appello a israeliani a lasciare la zona

(ANSA) – TEL AVIV, 19 SET, 11:55 – I servizi di sicurezza egiziani sono impegnati nel Sinai in una caccia a tre cellule terroristiche a bordo di automezzi carichi di armi. Il loro obiettivo e’ rapire escursionisti israeliani e portarli a Gaza. Lo afferma oggi il quotidiano Yediot Ahronot di Tel Aviv. Le autorita’ israeliane hanno lanciato appelli a tutti gli israeliani affinche’ lascino subito il Sinai, dove si trovano ancora in 300. Da fonti egiziane Yediot Ahronot ha appreso che uno dei ricercati e’ stato catturato.

Gaza: in elezioni segrete Hamas ha scelto nuovo consiglio

Mo: Gaza; in elezioni segrete Hamas ha scelto nuovo consiglio

Gaza,16.09.08, 16:16 – Il mese scorso a Gaza Hamas ha segretamente eletto una nuova ‘Shura’, ossia un Consiglio che elabora dietro le quinte la linea del proprio braccio politico e di quello militare. La notizia – rivelata già due settimane fa dalla stampa israeliana – ha ricevuto ora le prime conferme: ad esempio ieri dal dirigente di Hamas Salah Bardawil in un’intervista a un’agenzia di stampa. Ma sul significato dell’evento restano interpretazioni diverse.

A quanto risulta a Gaza il voto si è svolto alla metà di agosto. Vi hanno preso parte migliaia di attivisti, in genere all’interno di moschee. E in questa consultazione è stata ribadita la fiducia a personalità di spicco come il pragmatico Ismail Haniyeh (capo dell’esecutivo a Gaza) e ai radicali filo-iraniani come Mahmud Zahar, Said Siam e Nizar Rayan.

Ma a quanto pare la fisionomia della nuova ‘Shura’ è cambiata per l’ingresso di nuove leve. Il quotidiano israeliano Yediot Ahronot sostiene che i più noti comandanti delle Brigate Ezzedin al Qassam (il braccio armato di Hamas) fanno adesso parte della Shura: “Sono ora loro a dare il tono” afferma il giornale. Secondo il Jerusalem Post gli elementi relativamente pragmatici di Hamas – Ahmed Yusef e Ghazi Hamad – sono stati marginalizzati e non fanno parte del nuovo Consiglio.

A Gaza finora gli osservatori si astengono dall’entrare nei dettagli della nuova ‘Shura’ e si limitano a sostenere che dimostra “una sostanziale continuità ” rispetto al passato.

Ticino News

Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi

Rilascio Shalit; Hamas chiede liberazione autori stragi

(ANSA) – Tel Aviv 6 lug – Ci sono tutti i principali organizzatori di attentati terroristici in Israele negli ultimi anni nella lista di Hamas dei detenuti palestinesi che dovranno essere liberati in cambio del soldato israeliano Ghilad Shalit.

Lo rivela oggi con grande evidenza il quotidiano Yediot Ahronot. Il giornale scrive che in Israele sono detenuti per motivi di sicurezza 8.700 palestinesi, il 70 per cento dei quali hanno partecipato ad attentati “in cui è stato versato sangue di israeliani”. Fra di loro ci sono 101 donne, alcune delle quali hanno cercato di realizzare attentati suicidi. Secondo organizzazioni umanitarie palestinesi, il numero complessivo dei palestinesi detenuti in Israele è invece di oltre 11 mila.

Nei giorni scorsi Hamas ha reso noto che in cambio di Shalit (che è stato catturato nel 2006) Israele deve liberare mille detenuti: 450 in un primo scaglione e altri 550 in un secondo tempo. Israele, ha precisato Hamas, “può obiettare al massimo a dieci nomi”.

Nella lista di Hamas Yediot Ahronot ha trovato i responsabili dei più gravi attentati della intifada. Fra questi figura Abdallah Barghuti, un confezionatore di corpetti esplosivi per kamikaze, trovato colpevole della uccisione di 66 israeliani in una lunga serie di attentati terroristici. In particolare Barghuti preparò una ‘chitarra esplosiva’ per il terrorista suicida che si fece saltare in aria il 9 agosto 2001 nel ristorante Sbarro di Gerusalemme, uccidendo 15 persone e ferendone 130.

Hamas esige anche la liberazione di Marwan Barghuti, un dirigente di al-Fatah condannato a diversi ergastoli per aver ispirato attentati terroristici, e di Hassan Salameh, uno dei dirigenti delle Brigate Ezzedin al-Qassam, braccio armato di Hamas. Salameh è responsabile – secondo il giornale – della uccisione di 46 israeliani, anche mediante la esplosione di due autobus di linea a Gerusalemme (1996).

Hamas vuole inoltre liberare Abbas Awis, il terrorista che nel 2002 organizzò in un albergo di Natanya (Tel Aviv) un attentato che provocò la morte di 29 israeliani, e Ahmed Saadat, il leader del Fronte democratico per la liberazione della Palestina che nel 2001 ordinò la uccisione del ministro israeliano Rehavam Zeevi.

Fra le donne che Hamas vuole libere ci sono Ihlam Tamimi (fu lei a guidare per le strade di Gerusalemme il terrorista che compì la strage al ristorante Sbarro) e Amna Muna, una attivista di al-Fatah che attirò a Ramallah, per ucciderlo, un adolescente israeliano conosciuto via internet.